Campania, la crisi delle castagne sui tavoli istituzionali

L'assessorato all'Agricoltura convoca un tavolo a Roccamonfina (Ce). Il ministro Gian Marco Centinaio annuncia che, dall'approvazione del Piano di settore castanicolo, giungeranno interventi sul fronte della ricerca

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Nel casertano le perdite sulla produzione potenziale oltre il 90% a causa di una recrudescenza del Cinipide galligeno del castagno
Fonte foto: © photolife95 - Fotolia

La crisi della castanicoltura è all'attenzione del ministero per le Politiche agricole e dell'assessorato all'Agricoltura della Regione Campania.
E a determinare una campagna particolarmente difficile non è solo la presenza di funghi patogeni del frutto, che si è portata ben oltre la soglia normalmente tollerata dal mercato del 10%, ma anche la ripresa del Cinipide galligeno del castagno, se pur limitatamente agli areali produttivi del vulcano spento di Roccamonfina, nel casertano: dove anche quest'anno la produzione è destinata a crollare a meno del 10% del potenziale produttivo.

Il ministro Gian Marco Centinaio, replicando ad una interrogazione a risposta scritta della deputata del Movimento 5 stelle, Margherita del Sesto, ha messo in evidenza la necessità di approvare in tempi brevi il Piano di settore castanicolo, grazie al quale giungeranno sul comparto investimenti mirati nella ricerca.
Intanto, Regione Campania muove le sue pedine: giusto ieri, 22 ottobre 2018, il direttore generale delle Politiche agricole della Regione Campania, Filippo Diasco, ha convocato per venerdì prossimo, 26 ottobre alle ore 12:30, una riunione nella casa comunale di Roccamonfina, proprio per discutere della crisi della castanicoltura e adottare le misure necessarie a fronteggiarla.

"La filiera produttiva delle castagne nell'alto casertano è tra le più importanti d'Europa per volumi, 120mila quintali, il potenziale produttivo, la qualità e una produzione lorda vendibile di circa 20 milioni di euro. Purtroppo però, il Cinipide galligeno del castagno, sta mettendo a rischio la produzione e l'intero indotto – è scritto nella interrogazione della deputata Del Sesto, da dove si rileva "Nonostante le misure di contrasto adottate, i dati continuano a essere allarmanti: per le annate 2012, 2014 e 2016, un calo medio del 90% della produzione ha fatto dichiarare per tre volte lo stato di calamità naturale. E anche il calo previsto per il 2018 è destinato a superare il 90%".

"Dopo l'approvazione del Piano di settore castanicolo – afferma il ministro Centinaio ripresa da una nota stampa della parlamentare del M5S - partirà una programmazione a medio e lungo termine con investimenti mirati nella ricerca".

"Il ministero – aggiunge la Del Sesto – ha anche sottolineato che concrete opportunità di sostegno al settore arriveranno dalla riforma della Pac, ma la risposta più concreta ed efficace deve darla la Regione Campania con i fondi del Programma di sviluppo rurale. Continueremo a stare accanto ai produttori e alle imprese dell'indotto per individuare, anche con il contributo del governo, le soluzioni più adeguate ad affrontare il problema" conclude Del Sesto.

Intanto per il 26 ottobre il direttore generale per le Politiche agricole dell'assessorato all'Agricoltura ha convocato a Roccamonfina le organizzazioni Coldiretti, Cia, Confagricoltura e Copagri, l'Associazione castanicoltori campani, l'Associazione Verde Collina, l'organizzazione interprofessionale Ortofrutta Italia.
Per la Regione Campania saranno altresì presenti funzionari e dirigenti dell'Ufficio centrale per le foreste, Ufficio tutela della qualità e Ufficio centrale fitosanitario.

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Fonte: AgroNotizie

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Tag: castanicoltura fitopatie cinipide politica agricola

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