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Noce, sempre più tecnologia e innovazione in Romagna

Inaugurato a Forlì lo stabilimento 4.0 di New Factor all'azienda agricola San Martino. L'investimento complessivo per i nuovi impianti di lavorazione è pari a 1,5 milioni di euro

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Il nuovo capannone conta mille mq di superficie coperta

Innovazione e alta tecnologia per il nuovo stabilimento 4.0 di New Factor, l’azienda romagnola che si occupa di lavorazione e commercializzazione di snack a base di frutta secca e disidratata, inaugurato oggi all’azienda agricola San Martino di Forlì in occasione della 14° Giornata della noce. Si tratta di un impianto all’avanguardia in cui confluiscono ad oggi tutte le noci prodotte nell’ambito del progetto di filiera In-Noce ideato da New Factor che ne è capofila, insieme ad Agrintesa e a nove aziende agricole.

Le linee 4.0 sono state pensate e realizzate da New Factor, così come previsto nel progetto di filiera. Nello stabilimento di San Martino in Strada di Forlì vengono smallate, essiccate, calibrate e selezionate le noci verdi prodotte dalle aziende aderenti, San Martino compresa. 
Il nuovo capannone conta mille mq di superficie coperta che si aggiungono al capannone già esistente per un totale complessivo di 2mila mq in cui è stata riorganizzata la linea di lavorazione. La nuova linea è dotata dei più moderni software che permettono un notevole risparmio di tempo nella lavorazione innalzando ulteriormente gli standard qualitativi. Fra questi ad esempio, controllo ottico della selezione, interconnessione con la rete web aziendale e teleassistenza in remoto, sistema elettronico di calibrazione con selezione qualitativa e merceologica del prodotto finito. 

In una stagione normale, per 45 giorni di raccolta, la capacità produttiva è di oltre 1.500 tonnellate di noci in guscio secche. L’investimento complessivo per i nuovi impianti di lavorazione è pari a 1,5 milioni di euro.

New Factor e San Martino da vent’anni credono e investono nella filiera della noce – spiega Alessandro Annibali, Ad New Factor e azienda agricola San Martino  –. Il mercato è sempre più interessato al consumo della frutta secca e questo nuovo traguardo ci permetterà di essere ancora più competitivi. Con il nuovo stabilimento daremo la possibilità alle imprese agricole emiliano romagnole aderenti a New Factor e Agrintesa di ricevere, oltre ad un’assistenza tecnica specializzata, le migliori risposte per la valorizzazione delle proprie noci. Dalla produzione alla lavorazione fino alla commercializzazione, con un’idea di sistema, New Factor mette a disposizione la propria esperienza in tutte le fasi della filiera con un’ottica 4.0. Grazie al nuovo stabilimento il progetto In-Noce (che al momento conta 260 ettari impiantati con le varietà Chandler, Howard e Lara con l’obiettivo di raggiungere 300 ettari impiantati entro il 2021) diventa quindi sempre più punto di riferimento per il settore della nocicoltura”.

L'azienda agricola San Martino si impegna anche nell'ambito sociale con la spigolatura solidale che per il quarto anno sarà realizzata in collaborazione con l’Istituto Comprensivo n 8 di Forlì. E' previsto un percorso didattico per avvicinare gli studenti al settore dell’agricoltura e alla produzione della noce, con l'obiettivo di coinvolgerli e calarli nelle varie fasi: lavorazione, potatura invernale, raccolta meccanizzata, lavorazione e vendita. Da questa esperienza è nata la pubblicazione Il Tempo delle Noci con prefazione di Vittorio Sgarbi, edita da Maggioli Editore e presentata in occasione della 14°Giornata della noce.

 

Confagricoltura Emilia Romagna: "Un bell'esempio di frutticoltura moderna"

"C’è un frutteto che sta crescendo bene in regione: è quello delle noci di Romagna, di qualità ed elevato valore nutrizionale" dice soddisfatta la presidente di Confagricoltura Emilia Romagna, Eugenia Bergamaschi. "La filiera delle Noci di Romagna è un bell’esempio di frutticoltura moderna e innovativa, che risponde ad una crescente domanda interna e riduce le importazioni; un modello di investimento pubblico-privato, che si staglia nel tessuto imprenditoriale locale creando sinergie con agricoltori e imprese cooperative. Questa produzione dagli alti standard qualitativi è in grado di garantire reddito ai produttori e si sviluppa in stretta connessione con le potenzialità del territorio, stimolando investimenti strutturali anche importanti", conclude la presidente.

È in fase di realizzazione uno studio con raccolta e analisi dei dati, si legge inoltre nella nota di Confagricoltura Emilia Romagna, incentrato sul patrimonio agroalimentare della Food Valley italiana. L’appuntamento è il 3 dicembre a Fico, Bologna, quando un panel economico e istituzionale, con personalità dell’industria alimentare e rappresentanti del mondo agricolo e istituzioni, metterà in luce gli aspetti più salienti della ricerca.

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