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Ravanello, il rosso che seduce

Abbiamo chiesto a Willem-Jan Coolbergen di Ortolanda, azienda europea specializzata nella produzione di questa orticola, di spiegarci i segreti del settore e della sua crescita

Lorenzo Cricca di Lorenzo Cricca

Info aziende
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Oggi Ortolanda coltiva in Italia 37 ettari in coltura protetta ripetuta per sei cicli: un totale di 222 ettari
Fonte foto: © Ortolanda

Rossi o bianchi, tondi o lunghi, sono diversi i ravanelli conosciuti dal mercato. Un settore che permette all'Italia di essere tra i protagonisti in Europa. Ma vediamo come questa pianta negli ultimi anni si è evoluta nel nostro paese. Nel 2017, in base ai dati Istat 2018, gli ettari coltivati sono stati 43.672 per una produzione totale di 198.857 quintali. Il solo Centro Italia produce 134.295 quintali su una superficie di 41.900 ettari. Il Lazio è la principale Regione con 31mila ettari per una produzione di 125mila quintali. Rispetto al 2010, quando gli ettari coltivati erano 50.956, le superfici sono calate del 15%, ma la produzione è aumentata del 13%, a fronte dei 174.677 quintali del 2010 (Fonte Istat 2018).

 

RAVANELLO

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Tra le aziende europee del settore c'è l'Ortolanda di Borgo Grappa (Lt), specializzata nella produzione e nella lavorazione di questa Brassicacea. Oggi coltiva in Italia 37 ettari in coltura protetta ripetuta per sei cicli: un totale di 222 ettari. La produzione annuale è di circa 55mila quintali di ravanelli. "Siamo unici - spiega Willem-Jan Coolbergen, direttore generale di Ortolanda -. Produciamo e lavoriamo i nostri ravanelli come nessun altro. Ortolanda è un’azienda che ha le sue radici in Olanda ma che ha anche una sede in Italia. In questo modo possiamo garantire tutto l’anno una qualità costante. Il fatturato complessivo è di quasi 8 milioni di euro. Attualmente esportiamo il 60% circa della nostra produzione. Le principali destinazioni sono la Germania (44% dell'export totale), l’Austria, Olanda, Ungheria, Repubblica Ceca, Spagna, Estonia, Lettonia e Lituania dove la richiesta è in crescita". 

"Siamo l'unica azienda a coltivare esclusivamente ravanelli - prosegue Coolbergen -. Veri e propri specialisti. Inoltre siamo molto attenti alla sostenibilità, sia ambientale che nelle relazioni con i clienti, con la società e con i collaboratori. Siamo sempre alla ricerca di nuove 'soluzioni' per una produzione a basso impatto ambientale. Così tutti i nostri vivai hanno diverse certificazioni quali Global-Gap, Grasp, QS e Haccp. Questo non solo offre trasparenza, ma lascia intravedere anche i nostri valori che mirano a un ambiente sano e pulito, oltre a buone condizioni lavorative. Utilizziamo, inoltre, un sistema track & trace per cui è possibile seguire il processo di produzione di ogni mazzo o busta di ravanelli".
 

Ravanello rosso durante la fase di accrescimento nel terreno
Il mercato vuole sempre più ravanelli ed il trend è in crescita
(Fonte foto: © Katy1824 - Pixabay)

"Produciamo sia ravanelli sfusi che in mazzetti. Al momento però in Italia la raccolta è totalmente manuale per garantire la migliore qualità del prodotto (in primis per pezzatura, estirpazione e scollettatura) e soddisfare appieno le richieste della distribuzione e del mercato. In Olanda stiamo testando la raccolta meccanica, utile ad abbattere i costi di produzione, che incidono per il 70-80% del valore totale. Ma al momento i risultati non sono pienamente soddisfacenti. In Italia i prodotti vengono lavati e confezionati in ambiente condizionato, così da garantirne la migliore shelf-life. In Olanda i prodotti vengono lavati e confezionati in capannoni freddi".

"I nostri ravanelli - conclude Coolbergen - sono croccanti, leggermente piccanti e con l’aspetto fresco tipico di un prodotto appena raccolto. E così vengono spediti in tutto il mondo. Ortolanda ha un vasto assortimento che viene adeguato alle richieste dei clienti. Dai ravanelli sfusi ai ravanelli in mazzi, da quelli snack ai ravanelli in flowpack. I nostri prodotti si presentano ai consumatori sia nelle nostre confezioni, sia nelle confezioni dei nostri clienti, a cui forniamo la materia prima per conto terzi. Il ravanello ha dunque sempre più appeal per il mercato. Negli ultimi dieci anni abbiamo quadruplicato le superfici. Ed il trend è ulteriormente in crescita, visto anche l'aumento dell'interesse da parte dei mercati di IV e V gamma".

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© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: import/export innovazione orticoltura mercati intervista ravanello

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