Pink Lady® Day, alla scoperta della mela con il bollino a forma di cuore

Per la giornata del 20 ottobre 2017 l'Aple - Associazione Pink Lady Europa ha scelto come partner italiani Salvi Unacoa, licenziataria del marchio per la commercializzazione, e Afe - Associazione frutticoltori estense

Lorenzo Cricca di Lorenzo Cricca

Info aziende
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Da sinistra: Marco Salvi, Thierry Mellenotte, il fondatore Luigi Salvi, Silvia Salvi, Riccardo Volpin e Mauro Grossi
Fonte foto: Salvi

Dietro una mela c'è un mondo. E per farlo conoscere da vicino l'Aple - Associazione Pink Lady Europa ha deciso di organizzare il primo Pink Lady® Day, una giornata per scoprire l’universo della mela Pink Lady®: dalla produzione alla lavorazione, dal confezionamento alla commercializzazione. Sempre con una parola ricorrente: sostenibilità.

L'evento è in contemporanea nei tre principali Paesi europei produttori: Italia, Francia e Spagna.
Tra tutti i partner italiani la scelta di portabandiera è ricaduta su Salvi Unacoa, licenziataria del marchio Pink Lady® per la commercializzazione, e Afe - Associazione frutticoltori estense, che ne gestisce la lavorazione presso la sede di Ferrara.

"Tutto è iniziato nel 1973 - spiega Thierry Mellenotte, direttore di Aple - Associazione Pink Lady Europa - quando John Cripps, assieme ad altri produttori, ebbe l'idea d'incrociare la varietà Golden Delicious con Lady Williams. Da questa unione nacque la Cripps Pink*, che fu poi diffusa in commercio con il marchio Pink Lady®.  Di strada da quel momento ne è stata fatta, tenendo bene a mente i valori originali: rispetto agli uomini, alla Terra e al tempo in cui viviamo. Nel 1997 viene infatti creata l'Aple - Associazione Pink Lady Europa".
La mela si caratterizza per il colore rosa su fondo verde, profumo inconfondibile, sapore equilibrato, compattezza e croccantezza uniche.
 
Bins della mela Pink Lady® Rosy Glow* presso Salvi Unacoa
(Fonte foto: © Salvi Unacoa)
 

L'unione fa la forza

La Pink Lady® presenta qualità organolettiche eccezionali che la contraddistinguono rispetto a tutte le altre mele sul mercato.
"Essa però non è particolare solo per chi la gusta - spiega Mellenotte -, ma anche per chi la produce. L'intera filiera è una vera e propria organizzazione collegiale che ha lo scopo di dare il giusto reddito alla produzione, garantendo nel contempo le giuste caratteristiche organolettiche al consumatore. Senza mai dimenticare la promozione del marchio ed i costanti investimenti al miglioramento produttivo.
Per crescere ancora stiamo guardando a nuovi mercati e a nuove varietà. A breve poterte conoscere Sexy*, una nuova mela che rientrerà nell'ombrello del marchio Pink Lady® seguendo quanto fatto con Cripps Pink* e Rosy Glow*. Per rafforzare il nostro brand stiamo lavorando su una campagna di comunicazione all'altezza".

 

Qualche numero

Nei tre paesi europei in cui viene coltivata (Italia, Francia e Spagna) sono oltre 2.800 i produttori coinvolti e 5mila gli ettari di frutteto impiegati. Solo in Italia si parla di quasi 2mila aziende agricole. La superficie media di un meleto è di 1,8 ettari: frutteti a misura d'uomo che vengono regolarmente curati e rinnovati, salvaguardando quindi il patrimonio ed i paesaggi locali. Una vera e propria filiera equo-solidale che si basa su un modello sostenibile, legato al territorio e creatore di ricchezza.

Le ricadute a livello occupazionale, inoltre, non sono trascurabili: in Europa (oltre cento i centri di lavorazione in tutto il continente), la produzione di Pink Lady® assicura circa 10mila posti di lavoro diretti, a cui si aggiungono quelli indiretti nel settore della fabbricazione degli imballaggi, dei trasporti e della trasformazione alimentare.
 
Pink Lady® è la mela di San Valentino
(Fonte foto: © AgroNotizie)
 

Un progetto sostenibile a 360°

"Questo è un progetto familiare - spiega Marco Salvi, presidente di Salvi Unacoa - che è cresciuto attraverso il gioco di squadra. Complessivamente vengono commercializzate 180mila tonnellate, il cui 75% è destinato all'export verso 55 Paesi sparsi per il globo. La Germania è il primo mercato con circa 50mila tonnellate. In questi giorni, in anticipo di una settimana circa, è iniziata la raccolta e le previsioni produttive sono buone, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo.
La stagione commerciale della Pink Lady® comincerà ufficialmente il 2 novembre, mentre sono alle battute finali le forniture dell'emisfero meridionale. Per il futuro c'è volontà di crescere ancora: entro il 2025 si punta a 280mila tonnellate". 


Per essere marchiata Pink Lady® la mela deve rispondere a specifici criteri qualitativi: oggi solo il 65-70% delle mele prodotte risponde ai requisiti del disciplinare di produzione, mentre il resto va all'industria di trasformazione. Un'altra forza di questo progetto è la capacità di garantire prodotto per 12 mesi all'anno, con caratteristiche organolettiche e commerciali costanti. Questo può avvenire grazie alla sua coltivazione sia nell'Emisfero nord che nell'Emisfero sud (Australia, Nuova Zelanda, Cile e Sud Africa) su requisiti agronomici e di prodotto standardizzati.
 
Pink Lady® è un marchio conosciuto in tutto il mondo
(Fonte foto: © Salvi Unacoa)
 

C'è futuro per la mela

"Questa mela è un progetto a 360° - spiega Mauro Grossi, presidente di Afe - Associazione frutticoltori estense -, capace di dare reddito alla filiera ed ai suoi produttori, fattore importantissimo soprattutto nelle annate difficili. Senza mai dimenticare la qualità organolettica e la sostenibilità ambientale e sociale. 
Il modello associativo, poi, favorisce la condivisione delle esperienze e permette il pieno coinvolgimento dei produttori nella sua governance. Ricordiamo infatti che cinque produttori partecipano attivamente nelle scelte della nostra filiera Pink Lady®. In questo territorio la mela stava per essere abbandonata, ma grazie a questo progetto siamo stati in grado di darle nuova linfa e di garantirle un futuro."


La giornata è terminata con la visita presso il frutteto di Riccardo Volpin a Settepolesini di Bondeno (Fe). Questo produttore è la prova di cosa abbia rappresentato Pink Lady® per l'agricoltura locale. Un colpo di fulmine che gli ha permesso di continuare la propria attività. Gli ettari coltivati sono 30, con sesto d'impianto 3,80x1,30 metri, con sistema d'irrigazione a goccia e protetti da reti antigrandine. Tutte le attività agronomiche che vengono fatte sono volte ad una produzione di qualità: giusta pezzatura, colore rosa ben esteso e grado Brix elevato.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: innovazione varietale convegni import/export innovazione mercati sostenibilità

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