Il mais è tra i cereali al terzo posto dopo il grano ed il riso, per importanza economica ed alimentare. Al mondo la produzione è di 1.037.791.518 tonnellate per una superficie complessiva di 184.800.969 ettari (fonte dati Faostat 2014). 

I principali produttori sono gli Usa con 361.091.140 tonnellate. Segue la Cina con 215.646.300, poi il Brasile con 79.881.614, e via via Argentina con 33.087.165, Ucraina con 28.496.810, Indonesia con 19.008.426, Francia con 18.343.420, Sud Africa con 14.250.060, Romania con 11.988.553 e Canada con 11.486.800 tonnellate.

L'Italia è al tredicesimo posto con 9.239.545 tonnellate: con questi valori rappresenta la prima coltura in Italia.

In base al rapporto pubblicato a marzo 2017 da Bmti (Borsa merci telematica italiana) gli scambi limitati, anche per la debolezza della domanda per l’alimentazione animale, hanno di fatto impresso una sostanziale stabilità ai prezzi del mais italiano.
"I valori del prodotto standard - spiega Assomais sul proprio sito internet - si sono mantenuti sulla soglia dei 170 euro/t (+ 1,3% su base mensile), registrando un incremento del +3,5% rispetto alla scorsa annata".

Le quotazioni dal 17 luglio al 23 luglio 2017 sono di 183,62 euro/t, rilevazione a cura di Ismea su medie settimanali nazionali nella settimana indicata. Aumento per le importazioni invece per il 2016: dopo la contrazione del 2015 sono tornate a crescere portandosi sui 4,5 milioni di tonnellate (+17,4% su base annua, pari a quasi 700 mila tonnellate).
 
L'acqua è risorsa preziosa per la coltivazione del mais
(Fonte foto: © Donatello Sandroni) 


Meno acqua e meno resa

Botanicamente Zea mays L. è una graminacea con un apparato radicale di tipo fascicolato ma non accestito.
Mediamente il consumo idrico si stima in circa 5.000/6.000 mc/ha per lo svolgimento dell’intero ciclo colturale. Un buon apporto permette di raggiungere elevati livelli produttivi, la carenza determina stress. Il programma irriguo deve soddisfare le esigenze idriche in un periodo di 50-60 giorni compreso tra l’emissione del pennacchio (circa due settimane prima della fioritura) fino alla maturazione latteo-cerosa (circa 5 – 6 settimane dopo la fioritura).

L'aumento delle temperature degli ultimi anni ha reso quindi necessario indirizzarsi verso questa soluzione agronomica. Il metodo irriguo più utilizzato è quello ad aspersione, con l’uso di semoventi che necessitano elevate portate e di elevata energia. Grazie alla nuova consapevolezza ambientale, alla presenza di minori risorse idriche e all’aumento dei costi energetici, negli ultimi anni si è sviluppato l’uso dell’irrigazione a goccia.

La scelta tecnica più usata è quella con ali gocciolantI appoggiate in superficie. In questo modo è possibile risparmiare acqua ed essere più efficienti, con rese produttive e qualitative di sicuro successo. Una novità interessante è l’ala gocciolante interrata alla profondità dell’apparato radicale attivo della pianta di mais, circa 40 centimetri di profondità.
Le ali gocciolanti consigliate sono pluristagionali e i gocciolatori sono dotati di sistema anti-sifone che permettono loro, quando l’impianto si svuota, di non risucchiare all’interno del gocciolatore particelle di terreno. Una piccola rivoluzione tecnica, agronomica e gestionale che necessita supporti adeguati.

 

Mais e irrigazione. Quale futuro?

"L’irrigazione a goccia del mais - spiega Netafim tramite il proprio sito - è oggi una realtà affermata, in particolar modo nelle aree del Nord Italia, che interessa una superficie di circa 7mila ettari. Nella coltura del mais il passaggio graduale dall’irrigazione a pioggia alla goccia sta interessando i bacini più produttivi. Netafim propone soluzioni irrigue a goccia per il mais in ottica di efficiente apporto idrico, di risorse energetiche usate razionalmente, di basso impatto ambientale e di ottimizzazione delle risorse dell’azienda". 

Per ottenere colture più redditizie non basta soltanto un buon sistema d'irrigazione ma è necessario avere buoni ibridi e buoni strumenti.

In quest'ultimo settore Dekalb offre AcquaTek®, un sistema di supporto decisionale che integra dati meteo e dati del suolo con immagini satellitari per avere il miglior consiglio irriguo e ottimizzare l’utilizzo dell’acqua.
"AcquaTek® integra i dati delle immagini satellitari, dati meteo e dati del suolo dei tuoi appezzamenti". Così la piattaforma tecnologica realizzata da Monsanto è descritta nel sito di Dekalb, che precisa il propio obiettivo: "Attraverso la combinazione della genetica, dell’agricoltura di precisione e delle nostre soluzioni supportiamo l’imprenditore agricolo ad ottenere delle colture agricole redditizie. Questo è quello che definiamo 'smart farming' e cioè massimizzare le colture redditizie in agricoltura, tramite la conoscenza e il controllo delle variabili in campo". 

"La microirrigazione applicata al mais -
 si legge invece nel sito di Irritec - consente di modificare le operazioni colturali per ridurre al massimo l’impatto ambientale e preservare la struttura del terreno. Inoltre consente di trasformare l’onere dello smaltimento del digestato per la produzione di biogas in risorsa per la fertirrigazione. Presuppone però uno studio preliminare delle caratteristiche del prodotto e dei dispositivi filtranti. La Irritec sta portando avanti delle sperimentazioni per individuare l’ideale combinazione percentuale tra acqua irrigua e liquami a seconda della sua provenienza, risultati ed effetti dell’uso del digestato".


Per informazioni sul mais (guarda la pagina dedicata) e sulle varietà da coltivare è possibile consultare Plantgest.com. Al suo interno approfondimenti sulle novità varietali e tecniche per rimanere sempre aggiornati in pochi minuti.