Il settore sementiero italiano è un asset strategico del sistema agroalimentare europeo e ha generato un giro d’affari netto di 700 milioni di euro nel 2015. Il nostro obiettivo è di mettere le nostre eccellenze scientifiche e la nostra esperienza al servizio dei traguardi perseguiti dall’Unione europea, ovvero garantire la sicurezza alimentare a prezzi accessibili, soddisfare la crescente domanda di prodotti di qualità, adattarsi al cambiamento climatico e alle nuove condizioni di coltivazione".

Per riuscirci abbiamo bisogno di politiche lungimiranti, volte a sostenere e rafforzare l’innovazione varietale. In questo senso siamo preoccupati che la ricerca genetica vegetale italiana possa essere messa all’angolo da provvedimenti normativi di ratifica ed esecuzione del Protocollo di Nagoya, che non escludendo dal regime di applicazione le risorse genetiche vegetali per l’alimentazione e l’agricoltura (Rgvaa) potrebbero limitare in maniera significativa lo scambio e l’utilizzo delle stesse”. 

E' quanto ha dichiarato Giuseppe Carli, presidente di Assosementi, in occasione dell'annuale assemblea di Esa, European seed association, l’associazione delle aziende sementiere europee, tenutasi a Roma lo scorso 11 ottobre alla quale hanno partecipato mille delegati.
 
Secondo i rapporti dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao) e dell’Organizzazione mondiale della sanità, Oms, la popolazione mondiale è destinata a raggiungere i 10 miliardi nel 2050. Per far fronte a questa crescita demografica che richiederà un aumento del 70% della produzione alimentare, il sostegno alla ricerca scientifica sementiera è fondamentale per supportare l’agricoltura europea.

Alla vigilia della Giornata mondiale dell’alimentazione del 16 ottobre, una sessione di lavoro dedicata al futuro del Trattato internazionale Fao sulle risorse fitogenetiche ha visto la presenza di Alessandra Pesce, membro del Gabinetto del ministro delle Politiche agricole e capo della Segreteria tecnica del viceministro, e le relazioni di tre membri della Fao.
 
Nella costituzione varietale e nella moltiplicazione delle sementi il settore sementiero europeo ha acquisito una posizione di leadership a livello mondiale grazie ai significativi investimenti in ricerca e sviluppo che hanno innescato un’accelerazione senza precedenti nella costituzione professionale di nuove varietà vegetali. Grazie al miglioramento genetico, negli ultimi 15 anni la produzione di frumento nell’Unione europea è cresciuta di oltre 22 milioni di tonnellate, un incremento del 15% che ne ha mantenuto il costo più basso del 7%. Nello stesso arco di tempo gli agricoltori dell'Ue hanno aumentato di 10 milioni di tonnellate la produzione annua di patate, un risultato possibile grazie alla ricerca senza la quale oggi la produzione sarebbe del 20% inferiore e del 7% più costosa per i consumatori.
 
La ricerca sementiera è all’avanguardia nello studio di nuovi prodotti che offriranno ai consumatori vantaggi anche sul piano della salute. Nell’ambito della nutrizione, ad esempio, sono da annoverare un progetto italiano sui fagioli, che ha permesso di creare nuove varietà utilizzabili per la produzione di farine e prodotti per celiaci e per contrastare il diabete, e uno spagnolo, dove è in corso lo studio di nuove varietà di avena senza glutine per le persone affette da celiachia. In Germania è nata una varietà di orzo ad alto contenuto di beta-glucani, che abbassano i livelli di colesterolo nel sangue e la glicemia postprandiale. In Olanda è già in commercio una varietà di primula a uso ornamentale che non produce primina, una sostanza irritante che può produrre reazioni allergiche.

Il congresso di Roma è quello di maggior successo nella storia delle assemblee generali di Esa – ha dichiarato Garlich von Essen, segretario generale di Esa, European seed association -. Più di 1000 rappresentanti del settore sementiero provenienti da tutto il mondo si sono uniti a noi qui in Italia. In collaborazione con la Fao, abbiamo focalizzato l’attenzione sul modo migliore per preservare e utilizzare le risorse genetiche, migliorare ulteriormente le nostre varietà vegetali ed essere in grado di sfamare il pianeta in futuro. Altro importante tema sul quale ci siamo soffermati è quello dell’innovazione nel breeding, su come le nuove metodologie potranno aiutarci ad essere più veloci e più determinati nel nostro ruolo di costitutori per un mercato mondiale sempre più complesso ed esigente”.
 
Nel pomeriggio l’assemblea ha visto la sessione aperta “Quale futuro per il Trattato Internazionale Fao sulle risorse fitogenetiche?”, con la partecipazione di Alessandra Pesce, membro del Gabinetto del ministro delle Politiche agricole e capo della Segreteria tecnica del viceministro, e le relazioni di Javad Mozafari (co-presidente “Working Group to Enhance the Functioning of the Multilateral System of Access and Benefit-Sharing”), H.E. Francois Pythoud (ambasciatore permanente Fao, rappresentante permanente Fao, Ifad e Wfp per la Svizzera) e Alvaro Toledo (Ufficio tecnico, segretariato Trattato internazionale e segretariato Fao Itpgrfa a Roma).