Più vitamine nei Paesi poveri

I progressi di DuPont Pioneer nella biofortificazione aumentano la disponibilità e la longevità del beta-carotene nel sorgo

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Campo di sorgo di DuPont
Fonte foto: DuPont de Nemours

La carenza cronica di vitamine è uno degli aspetti più gravi della sottonutrizione che attanaglia ampie porzioni del globo, rendendo arduo il reperimento anche di un solo pasto al giorno ad almeno 800 milioni di persone. Un pasto spesso basato su carboidrati, con un apporto irrisorio di proteine nobili e di vitamine. Vi sono due modi per correggere questa vergogna: produrre di più, produrre meglio.

Le quantità assolute possono purtroppo trovare dei limiti oggettivi nelle condizioni climatiche e nelle avversità parassitiche. Quelle qualitative, invece, possono essere modificate in modo sostanziale percorrendo la via delle tanto vituperate biotecnologie. Una via che però, a quanto pare, risulta capace di innalzare la qualità dell'alimentazione umana molto più di tante chiacchiere ideologiche.

Proprio in tal senso si sono infatti mossi i ricercatori di DuPont Pioneer e di Africa Harvest Biotech Foundation International, i quali hanno dimostrato che aumentando la produzione di vitamina E e beta-carotene nel sorgo, migliora notevolmente la disponibilità e longevità del beta-carotene, che il corpo converte in vitamina A. Questa circostanza assumerebbe particolare importanza per l’Africa sub-sahariana, dove dai primi anni '90 è rimasta alta e invariata la prevalenza di deficit di vitamina A.
 
Per i bambini fino a tre anni che hanno il sorgo come alimento di base, dovremmo essere in grado di fornire il 100% della dose media consigliata, Ear, di vitamina A fino a un mese dopo la raccolta, grazie al beta-carotene. Dovremmo inoltre essere in grado di fornire oltre il 20 percento dei requisiti Ear per periodi di tempo più lunghi dopo la raccolta - ha affermato Ping Che, ricercatore scientifico di DuPont Pioneer - E non finisce qui: infatti riteniamo sia possibile ottenere livelli anche più elevati di vitamina A per tutto l’anno”.
 
Senza biofortificazione, il sorgo, un pilastro in molti regimi alimentari, presenta un forte deficit in vitamina A, ferro e zinco. La carenza di vitamina A provoca diversi sintomi, compresi cecità e aumento della mortalità per morbillo e diarrea. La carenza a lungo temine può provocare invalidità permanente fisica e mentale.
 
Il team di ricercatori di DuPont Pioneer ha identificato nell’ossidazione il maggior fattore della degradazione del beta-carotene nel sorgo e sono riusciti a rallentare questo processo inserendovi un gene dall’orzo, il quale aumenta le concentrazioni di vitamina E, un potente antiossidante che contribuisce ad allungare di molto l’emivita del beta-carotene nella granella conservata in condizioni normali. In questo caso, ha portato l’emivita da 2-3 settimane fino a 8-10 settimane. La scoperta è stata recentemente riportata dalla rivista Proceedings of the national academy of sciences.
 
Le colture biofortificate hanno migliorato le condizioni di vita ovunque siano state implementate, sono inoltre un mezzo economico e sostenibile per fornire più elevati livelli di micronutrienti nelle diete delle popolazioni a rischio. Queste colture stanno già facendo la differenza in Africa, e includono fagioli, patate dolci, miglio e mais con aggiunte di ferro, zinco e vitamina A come microingredienti target. Mentre la varietà della dieta rimane l’obiettivo a lungo temine, le colture biofortificate possono giocare un ruolo importante in attesa che le diete diversificate diventino più frequenti.

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