Gelsibachicoltura: domani il convegno a Belluno

L'evento si terrà alle alle 10.00 in sala affreschi di via Sant'Andrea 5 a Belluno. Coldiretti: "Nuove prospettive di filiera con l'industria tessile, farmaceutica e il mondo della ricerca universitaria

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Belluno, 12 luglio 2016
Fonte foto: © Marsel - Fotolia

La gelsibachicoltura sarà al centro dell'incontro, organizzato da Coldiretti in programma domani, 12 luglio a Belluno alle 10.00 in sala affreschi di via Sant'Andrea 5.

Avevano visto lontano le imprenditrici di Coldiretti Veneto quando un anno fa hanno organizzato un convegno sul ritorno alla bachicoltura. Il progetto iniziale seguiva la scia degli antichi mestieri e il recupero di attività in via d'estinzione. Sicuramente neanche le più convinte del gruppo Donne Impresa avrebbero mai immaginato che di lì a poco sarebbe nata una associazione di produttori a livello nazionale con sede a Mestre.

Nel corso dell'evento si parlerà delle nuove prospettive del settore e di accordi di filiera, non solo a livello artigianale ma anche con l'industria tessile, quella farmaceutica e il mondo tutto della ricerca universitaria, con esponenti del comparto come il segretario e il presidente di Aig, rispettivamente Elio Tronchin e Fernando Pellizzari, il coordinatore e il responsabile del Cantiere della Provvidenza Angelo Maik Paganin. Interverranno: Silvano Dal Paos del consiglio direttivo di Coldiretti Belluno, il presidente della Provincia di Belluno Daniela Larese Filon, l'assessore all'Agricoltura Ezio Lise e Tiziana Martire del Cantiere della Provvidenza. Moderatore dell'incontro sarà il direttore di Coldiretti Treviso Antonio Maria Ciri.

"Un entusiasmo rinnovato - spiega Chiara Bortolas presidente delle agricoltrici bellunesi - che proprio nella nostra provincia trova il cuore pulsante dell'economia. Allevare bachi e coltivare gelsi fino ad ora aveva valenza terapeutica - continua Bortolas - basti pensare alle cooperative sociali del territorio che in tempi non sospetti hanno registrato il risveglio di questi amati animaletti ghiotti di foglie di una pianta diventata monumentale per il paesaggio rurale del Nord Est. E' agli animatori di queste fattorie che va il nostro riconoscimento principale, ai giovani contadini invece rivolgiamo la nostra attenzione e l'impegno sindacale affinché, come hanno già dimostrato in tanti, ci sia il recupero di una tradizione che ha scatenato lo sviluppo dell'area settentrionale dell'Italia".

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