Fragola, finalmente una boccata d'aria

Annata 2016 positiva grazie all'andamento stagionale favorevole: il valore al produttore non è mai sceso sotto 1,30 euro al chilo. Ma se si vuole andare oltre è necessario puntare sulla qualità

Lorenzo Cricca di Lorenzo Cricca

Questo articolo è stato pubblicato oltre 3 anni fa

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Buona la produzione e la qualità. L'offerta è stata scalare e i prezzi soddisfacenti
Fonte foto: © Agronotizie

E' tempo di bilanci per la fragola cesenate e italiana. L'annata è stata fino ad ora positiva, contrassegnata da elevata produttività e buona qualità. Anche se l'offerta italiana ed europea è stata elevata, il mercato ha tenuto ed il valore al produttore non è mai sceso sotto 1,30 euro al chilogrammo. E' quanto emerge dall'incontro tecnico "Fragola in coltura di pieno campo in Romagna" che si è tenuto ieri, 26 maggio 2016, a Cesena presso l'azienda sperimentale Astra - Unità operativa Martorano 5.

"E' stata sicuramente una buona annata - spiega Walther Faedi, coordinatore del progetto Liste varietali -. Sia dal punto di vista produttivo che qualitativo. Finalmente una boccata d'aria dopo le ultime drammatiche annate. Non possiamo pensare però di aver risolto il problema. Siamo ad un bivio. Vogliamo continuare a puntare sulla produzione o vogliamo cambiare puntando sulla qualità? Io scelgo la qualità, perchè è quello che vuole il mercato. Ma va giustamente valorizzata. Le Organizzazioni di produzione e gli imprenditori agricoli devono fare la loro parte".
 
Un momento della presentazione dell'evento
(Fonte immagine: © AgroNotizie)

Le condizioni climatiche ed ambientali di quest'anno hanno garantito la scalarità delle produzioni nazionali ed europee. Questo ha favorito e favorirà la commercializzazione del prodotto nostrano sia internamente che verso altri Paesi. 
"Stiamo chiudendo una stagione discreta - commenta Tiberio Pompili, commerciale di Orogel fresco -. Il mercato ha tenuto e le quotazioni sono state soddisfacenti. Negli ultimi giorni abbiamo avuto qualche problema con la tenuta del prodotto. Ma se vogliamo andare avanti con la fragola cesenate bisogna puntare sulla qualità. Il nostro prodotto è meno apprezzato rispetto a quello di altre aree. Abbiamo bisogno di sapore e dolcezza. In pieno campo si è distinta Brilla* e alcuni distributori cercavano solo quella".
"Al momento esportiamo molte fragole - spiega Mauro Ascari, altro commerciale di Orogel fresco -. Ci sono stati problemi però con alcuni mercati del Nord Europa: colore troppo scuro e pezzatura troppo grossa".
"Quest'anno la fragola è andata bene -
continua Gianluca Lucchi, commerciale di Naturitalia -. E ancora oggi c'è una buona richiesta. Per noi il problema è stata la continuità della qualità. Un giorno abbiamo avuto fragole buone e dolci e l'altro giorno no. E' necessario cambiare questo trend".
 
Una fase della presentazione dei dati raccolti durante la sperimentazione
(Fonte immagine: © AgroNotizie)

"La qualità è quella che paga - ha aggiunto Carlo Guerra, commerciale di Salvi Vivai -, ma deve essere giustamente valorizzata e remunerizzata. Inoltre ci sono troppe varietà. Dobbiamo ridurle e noi abbiamo scelto Clery*, Joly*, Dely* e Sibilla*".
Anche i produttori sono d'accordo con quanto espresso durante l'incontro. "Sì, la qualità aiuta - spiega Arnaldo Moretti, titolare dell'azienda agricola Fratelli Moretti - ma quanto viene pagata? Questo è il punto. Le fragole di qualità vengono pagate troppo poco e a noi produrre solo 600-700 grammi per pianta non basta. Siamo così costretti a puntare sulla quantità. E ancora oggi non ci sono varietà per i nostri ambienti capaci di produrre bene ed essere buone da mangiare". 

"La qualità della pianta è per noi molto importante - Gianluca Savini, tecnico di Sant'Orsola -. Solo in questo modo è possibile creare bene gli impianti e programmare al meglio l'offerta".

"Quest'anno abbiamo avuto una fioritura lunga e scalare -
fa notare Fabio Mosconi, tecnico di Apofruit -. Erano anni che non la vedevo. Questo ha permesso di avere tanto prodotto, buono, di facile conservazione e ben distribuito nel tempo. Le conseguenze sul mercato sono state sicuramente positive".

"Dobbiamo lavorare per ridurre la variabilità varietale -
conclude Riccardo Montanari, tecnico di Agrintesa -. E' importante trovarne una o due che distinguano la fragola romagnola. Inoltre dobbiamo rivedere il modo in cui le coltiviamo, soprattutto nella concimazione. Credo che troppo spesso si ecceda, con risultati negativi sulla qualità".
 
Un momento della mostra pomologica
(Fonte immagine: © AgroNotizie)

"In coltura protetta Pircinque* ha dato risultati interessanti - commenta Gianluca Baruzzi, ricercatore del Crea-Frf :6,9 °Brix, 871 grammi per pianta e un buon indice di precocità. Buone conferme per le varietà Clery* e Sibilla*. Fra le selezioni ricordiamo FC176.06, FC 140.13, FC 172.02 che abbinano sapore, dolcezza e produttività. In pieno campo ottime performance per le selezioni FC250.38, FC181.05 e FC250.06".

Si segnala un'evoluzione sul moscerino dei piccoli frutti, Drosophila suzukii"Quest'anno abbiamo riscontrato una sua elevata presenza - spiega Silvia Paolini, ricercatrice dell'Astra -. Già oggi abbiamo più di cento individui per trappola. Un numero enorme rispetto a quanto raccolto negli scorsi anni. Questo significa un rischio molto alto e se pensiamo al fatto che è polifago non mi stupirei di vedere danni anche su fragola, frutto che ha tutte le caratteristiche per essere appetibile. Dobbiamo stare molto attenti".

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: innovazione varietale import/export innovazione mercati Drosophila suzukii

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