Da buone piante nasce buon cibo

Il prossimo 24 maggio presso l'Accademia dei Georgofili si terrà un incontro sulla certificazione delle piante. AgroNotizie ha intervistato Piero Cravedi, presidente del comitato consultivo per i problemi della difesa delle piante presso l'Accademia

Lorenzo Cricca di Lorenzo Cricca

Questo articolo è stato pubblicato oltre 4 anni fa

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E' prossima l'attuazione della nuova legislazione europea che standardizzerà al ribasso il controllo delle piante
Fonte foto: IStockPhoto

Il tema della certificazione delle piante è sempre più importante ed attuale: a porlo sotto la lente d'ingrandimento di molti utenti e media, le ultime emergenze fitosanitarie in molte Regioni italiane e la prossima legislazione europea che standardizzerà al ribasso il controllo delle piante.

L'Accademia dei Georgofili ha deciso così di organizzare una giornata di studio dal titolo "Quale certificazione per la qualificazione dei materiali di propagazione delle piante da frutto?", che si terrà a Firenze presso Logge Uffizi Corti il 24 maggio 2016.

AgroNotizie ha chiesto a Piero Cravedi, presidente - presso l'Accademia dei Georgofili - del comitato consultivo per i problemi della difesa delle piante, di presentarci l'evento rispondendo ad alcune domande sul tema della certificazione delle piante e della qualificazione dei prodotti.

Qualità del prodotto, sicurezza alimentare e buon materiale  vivaistico. In che modo sono legate?
"Partire da materiale vivaistico sano e certificato permette di poter creare le basi di una filiera produttiva in linea con la qualità, con la sicurezza alimentare, e con la sostenibiltà ambientale ed etica. L'Italia sotto questo profilo è un Paese sicuramente all'avanguardia. La diffusione epidemica di molte malattie ed infestanti ha richiamato l'attenzione sul ruolo di prevenzione che l'attività vivaistica deve svolgere. La certificazione della qualificazione del materiale vivaistico ha poi rilevanza negli scambi internazionali, che rivestono un'elevata importanza economica".

Come può intervenire il vivaismo nella creazione di un'agricoltura sostenibile?
"L'agricoltura sostenibile si avvale di metodi e di tecniche che hanno una solida tradizione in frutticoltura. Negli ultimi decenni si è modificato profondamente il modo di produrre, che ha preso l'avvio dalla revisione delle strategie di difesa antiparassitaria. I progressi realizzati hanno recentemente consentito di rendere obbligatoria la difesa integrata. La qualità certificata del materiale vivaistico, abbinata alla biodiversità ambientale e al complesso delle pratiche agronomiche consente di razionalizzare la difesa antiparassitaria in aderenza ai criteri dell'agricoltura sostenibile".

Un esempio di campo di piante madri nelle colline romagnole
(Fonte immagine: © AgroNotizie)

Di che cosa ha bisogno il vivaismo italiano per crescere o sviluppare?
"Il vivaismo è un settore molto complesso. Oltre ai principi tecnici esistono quelli organizzativi e procedurali. La normativa sulla certificazione per la qualificazione dei materiali di propagazione ha un ruolo determinante per l'attività vivaistica, sia per il mercato interno sia per gli scambi internazionali. Attualmente una difficoltà è rappresentata dall'incertezza connessa alla prossima entrata in vigore di nuove norme comunitarie, che dovrebbero portare al ribasso il materiale in Europa e in Italia rispetto a quanto fino ad ora si sta facendo nel nostro bel Paese".

Quali iniziative l'Accademia dei Georgofili sta portando avanti per comunicare al meglio le problematiche legate al vivaismo e alla difesa delle piante?
"L'Accademia dei Georgofili è consapevole dell'importanza del settore vivaistico e della sua certificazione, alla luce delle recenti gravissime emergenze fitosanitarie. L'attenzione all'evoluzione normativa e all'assetto normativo della struttura regionale e statale è testimoniata dalla giornata di studio dell'8 ottobre 2002.

L'imminente entrata in vigore di nuove norme comunitarie ha indotto i Georgofili a dedicare una nuova giornata di studio alla certificazione per la qualificazione dei materiali di propagazione delle piante da frutto. Il 24 maggio prossimo sarà possibile esaminare le emergenze fitosanitarie, la quarantena, gli aspetti pomologici, il ruolo delle Regioni e del Servizio nazionale di certificazione volontaria, il sistema di certificazione e il ruolo dell'interprofessionale. 
Di particolare interesse saranno le considerazioni conclusive affidate all'autorevolezza di Giuseppe Blasi, direttore generale del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali".

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