Nocciole, il Piemonte coltiva qualità

Siglato un accordo di filiera tra Novi e i produttori per tagliare gli intermediari e accorciare la filiera: guarda le videointerviste e l'approfondimento sulla coltivazione del nocciolo

Barbara Righini di Barbara Righini

Questo articolo è stato pubblicato oltre 4 anni fa

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Piemonte: nel 2015 sono stati 18137 gli ettari coltivati a nocciola
Fonte foto: © Grafvision - Fotolia

Esattamente un anno fa un rapporto Ismea che faceva il quadro sulla corilicoltura in Italia individuava fra le opportunità da cogliere la possibilità di integrazione contrattuale della fase agricola con l'industria di prima trasformazione e con quella dolciaria. Detto, fatto: dopo alcuni anni di collaborazione fra la Novi e Coldiretti Alessandria, è stato messo a punto e firmato, anche dalla Coldiretti Asti, un accordo che punta a tagliare tutti gli intermediari e che quindi accorcia la filiera.

Negli ultimi anni le superfici coltivate a corileti in Piemonte, dove la varietà è la Tonda Gentile Trilobata, sono notevolmente aumentate. Si è passati dai 15247 ettari del censimento agricolo 2010 ai 18137 ettari del 2015 prevalentemente concentrati fra Cuneo, Asti e Alessandria. Nel 2006 non si raggiungevano neanche i 12000 ettari.
L'Italia è il secondo produttore mondiale di nocciole, dopo la Turchia, e il Piemonte è la prima Regione d'Italia in termini di produzione: secondo i dati Ismea nel 2014 ha prodotto il 36% del totale (seconda era la Campania con il 31%).
Il grande interesse per la coltivazione del nocciolo negli ultimi anni noi lo attribuiamo a diverse motivazioni – ha detto Antonio Sciotto, direttore di Coldiretti Asti - Sicuramente ci sono motivazioni economiche ma anche il fatto che molti imprenditori, vista la crisi dei vigneti e la pestilenza della flavescenza dorata hanno scelto di sostituire le vigne con i noccioli”.
 

Nell'accordo siglato fra Novi e i produttori Coldiretti Asti/Alessandria sono coinvolti al momento circa 100 corilicoltori per 300 ettari totali. I produttori di nocciole, che si sono organizzati in una cooperativa, la Monferrato Frutta, forniranno alla Novi circa 3000 quintali di prodotto all'anno. Il contratto è valido per 3 anni e rinnovabile tacitamente per altri 3, circostanza non trascurabile per i produttori che così potranno ragionare su possibili investimenti con la certezza di vedere ritirato dalla Novi tutto il prodotto.
La condizione alla quale i corilicoltori dovranno sottostare è quella di mantenere una certa qualità per le loro nocciole, le cui caratteristiche saranno valutate secondo criteri oggettivi (pezzatura, uniformità, nessun difetto visibile od occulto). Proprio per aiutare gli imprenditori agricoli a mantenute determinati standard per le nocciole da conferire, la Coldiretti sta fornendo l'assistenza di tecnici specializzati e un servizio di formazione.
Il prodotto sarà ritirato direttamente da Novi a un prezzo minimo stabilito a ogni inizio raccolta, quindi a settembre. C'è poi un'ulteriore garanzia per gli imprenditori agricoli, quella di vedersi corrisposta la differenza, in termini di prezzo, nel caso in cui il mercato, durante la stagione, dovesse indicare remunerazioni superiori a quelle stabilite a settembre di ogni anno.
 

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Fonte: Agronotizie

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Tag: azienda agricola made in italy accordo filiera corilicoltura

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