Campania, marrone di Serino verso l'Igp

Nel comune dell'avellinese si è tenuto il pubblico accertamento. Presto la pubblicazione della richiesta di Igp sulla Gazzetta Ufficiale

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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La Regione Campania è al lavoro per creare una filiera castanicola regionale di qualità
Fonte foto: © Pesca - Fotolia

L'istruttoria ministeriale per il riconoscimento della Igp alla denominazione "Marrone di Serino", avviata nel 2014, volge al termine. Il 14 marzo si è svolta, infatti, presso la Biblioteca comunale di Serino (Av), la riunione di pubblico accertamento.

Lo rende noto l’assessorato all’Agricoltura della Regione Campania.

I prossimi passi
Dopo la pubblica audizione, tenutasi a norma del Regolamento Ue 1151/2012, il disciplinare sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale unitamente alla proposta di riconoscimento e, al termine dei 30 giorni previsti per eventuali osservazioni, il ministero delle Politiche agricole e forestali invierà l'istanza alla competente Commissione Ue per la definitiva registrazione del marchio comunitario. Contemporaneamente, su richiesta dei promotori e a piano di controllo approvato, il Mipaaf potrebbe autorizzare la protezione transitoria nazionale che consente alle imprese produttrici di poter certificare il prodotto con la denominazione proposta e di utilizzare il marchio Igp sul territorio italiano.
 
Castagne, le altre denominazioni campane
La richiesta di Igp per il Marrone di Serino va aggiungersi ai riconoscimenti già da tempo ottenuti dalla Campania: la Castagna di Montella Igp in provincia di Avellino e il Marrone di Roccadaspide Igp in provincia di Salerno. Mentre è in istruttoria anche la proposta di protezione della denominazione Castagna di Roccamonfina Dop in provincia di Caserta. L'obiettivo è quello di consentire all'importante filiera castanicola campana di potersi fregiare di un altro marchio geografico di qualità sia per concorrere nei mercati nazionale ed internazionale, che per tutelare le proprie produzioni di eccellenza.
 
Le caratteristiche
Il Marrone di Serino presenta caratteristiche qualitative di pregio che ne fanno una delle produzioni castanicole di eccellenza a livello mondiale: facilità nella pelatura; particolari proprietà calorimetriche tale da essere trattato dalle industrie di trasformazione con estrema facilità anche a temperature elevate, soprattutto per la sterilizzazione, senza alterare le qualità del frutto; pezzatura grossa; assenza di settatura del frutto; ottime qualità organolettiche e dolcezza di sapore che lo rendono molto favorito dal punto di vista commerciale (caldarroste e marron glacé in particolare). Tutte qualità intrinseche raggiunte dopo secoli di buona pratica agronomica associata ad una dedizione assoluta da parte degli operatori locali.
 
La zona di produzione
La zona di produzione del Marrone di Serino comprende il territorio amministrativo dei comuni di: Serino, Solofra, Montoro, San Michele di Serino, Santa Lucia di Serino, San Stefano del Sole, Sorbo Serpico, Salza Irpina, Chiusano S. Domenico, Cesinali, Aiello del Sabato, Contrada e Forino ricadenti nella Provincia di Avellino e i comuni di Giffoni Valle Piana, Giffoni Sei Casali, San Cipriano Picentino, Castiglione del Genovesi e Calvanico ricadenti nella Provincia di Salerno.
 
I numeri
La superficie stimata di Marrone di Serino ammonta a circa 3.600 ettari (2400 nell'avellinese e 1200 lungo il versante salernitano), che dà luogo ad una produzione media annua di 60 mila quintali all'anno (resa media produttiva unitaria più alta di tutto il Mezzogiorno) ed un fatturato superiore ai 5 milioni di euro. I dati produttivi ed economici indicati però si riferiscono al periodo pre-cinipide, prima quindi che il temibile parassita falcidiasse castagneti e prodotto esitato.
 
Quasi tutto il prodotto ottenuto viene destinato al consumo fresco o alle industrie di trasformazione ubicate principalmente nell'areale e nel resto dell'Irpinia, dove operano 8 delle 13 industrie nazionali di prima trasformazione delle castagne (solo a Serino ve ne sono quattro di grandi dimensioni aziendali ed economiche, che complessivamente lavorano oltre 200.000 quintali di castagne ed occupano 300 addetti). 

L'attività di controllo sulla conformità del prodotto al disciplinare sarà svolta dal Dipartimento qualità agroalimentare (Dqa) di Roma.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Regione Campania

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Tag: castanicoltura prodotti tipici mercati mipaaf disciplinari marchi di tutela

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