Basilicata, contratto di rete per 200 aziende di piante officinali

Luca Braia, assessore regionale alle Politiche agricole: "E' un'opportunità da cogliere. Abbiamo il 25% del patrimonio complessivo di erbe officinali autoctone"

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

Questo articolo è stato pubblicato oltre 3 anni fa

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Erbe officinali, in Basilicata ben 437 specie alimentano un'imprenditoria vivace
Fonte foto: © ronnybas - Fotolia

E’ stata presentata ieri a Potenza la rete di imprese agricole Orti lucani piante officinali, nata aggregando dal basso più di 200 aziende

“Questo contratto di rete è un’opportunità che sin dal principio ho voluto fortemente stimolare e accompagnare perché credo sarà determinante per lo sviluppo della produzione e trasformazione delle piante officinali in Basilicata”, ha dichiarato l’assessore alle Politiche agricole e forestali della Basilicata, Luca Braia, nel suo intervento di ieri mattina alla conferenza di presentazione della rete d’impresa Orti lucani piante officinali.
“Una nicchia produttiva nuova e di avanguardia dal potenziale enorme, che si inserisce a pieno titolo nel discorso più ampio della diversificazione dell’agricoltura e di conseguenza del reddito" ha aggiunto.
 
Il settore delle piante officinali coinvolge mercati ampi, in cui la richiesta di prodotti di qualità e made in Italy è in costante aumento. Si va dal biologico all’industria farmaceutica, alimentare, liquoristica, cosmetica ed erboristica.
La possibilità di incrementare la produzione di piante officinali in Basilicata, anche grazie alla qualità dell’ambiente ed alle peculiarità del territorio, è un dato di fatto: “E’ un'opportunità da cogliere per gli agricoltori, sapendo che il 70% del fabbisogno nazionale di erbe viene importato" ha ricordato Braia. "Abbiamo un patrimonio di specie vegetali enorme, in Basilicata sono infatti 437 le specie di erbe officinali autoctone, pari al 25% del patrimonio complessivo”.
 
La coltivazione di piante aromatiche ed erbe officinali rappresenta sicuramente un investimento in grado di generare buoni redditi a fronte di superfici coltivate di estensione relativamente limitata. “Il comparto si presta a far nascere orti-urbani dei quali progetti importanti stanno già partendo a Matera, Tricarico, ed altri ancora potremmo creare nei nostri paesi in Basilicata" ha ricordato Braia.
 
L’aggregazione di imprese – ha concluso l’assessore - è importantissima per rendere sostenibile e produttiva l’economia legata alle piante officinali, dalla coltivazione e produzione, alla trasformazione e commercializzazione. Il supporto del mondo della ricerca al progetto di rete d’imprese neo costituito, è un indicatore molto positivo. In questa fase di avvio della nuova programmazione, che vedrà a breve i primi bandi del Psr 2014-2020, l’aggregazione, la progettualità collettiva, la ricerca e la consulenza, troveranno sostegno adeguato per procedere nella direzione di una vera e propria filiera delle piante officinali di Basilicata”.

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