Vitivinicoltura: registrati dieci vitigni resistenti alle malattie

Il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina: "L'Italia è all'avanguardia sulla ricerca e siamo pronti a fare un ulteriore salto di qualità con il piano per lo sviluppo delle biotecnologie sostenibili"

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I vini ottenuti dai nuovi vitigni
Fonte foto: © Sara Angeli e Beatrice Terzariol

Sono stati registrati ieri, nel Registro nazionale delle varietà di vite, dieci nuovi vitigni che presentano una maggiore resistenza alle malattie. Le varietà, spiega il Mipaaf in una nota, sono state sviluppate dall'Università di Udine e dall'Istituto di genomica applicata di Udine e ottenute grazie a studi e incroci condotti dal 1998 ad oggi. Si tratta di cinque uve a bacca bianca e cinque a bacca rossa così denominate: fleurtai, soreli, sauvignon kretos, sauvignon nepis, sauvignon rytos, cabernet eidos, cabernet volos, merlot khorus, merlot kanthus, julius.

Il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, intervenendo alla presentazione, ha così commentato: "L'Italia si conferma punto di riferimento per la ricerca in campo agroalimentare, ma possiamo fare ancora di più. Gli studi condotti dai centri della Regione Friuli Venezia Giulia dimostrano che abbiamo grandi professionalità, in grado non solo di cogliere le opportunità, ma di anticipare le sfide di mercato. Aver iniziato già nel 1998 un lavoro attento ed efficace su vitigni più resistenti e quindi che contribuiscono alla sostenibilità della nostra agricoltura ne è evidente dimostrazione. Ora siamo pronti a fare un salto di qualità ulteriore, attraverso il nostro piano per lo sviluppo delle biotecnologie sostenibili. Con pratiche come il genome editing e la cisgnesi, infatti, risultati come quelli presentati oggi si potranno ottenere anche in tempi meno lunghi e tutelando la nostra biodiversità con ancora più strumenti. La vite sarà uno dei punti centrali del piano, perché mantenere la leadership in un settore che vale per l'Italia oltre 14 miliardi di euro significa investire con convinzione in ricerca pubblica. Siamo stati protagonisti, insieme alla Francia, del sequenziamento del genoma della vite e ora siamo pronti a sviluppare filoni di studio per ottenere vitigni più resistenti alle malattie, in grado di resistere ai cambiamenti climatici e a salvaguardare il profilo qualitativo delle uve. Sono obiettivi ambiziosi sui quali investiremo a fondo nei prossimi tre anni".

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