Pink Lady®: un'agricoltura per i giovani attenti all'ambiente

Le nuove leve puntano sul settore primario e portano innovazione e soluzioni sostenibili. L’esempio di Pink Lady® e la testimonianza di una giovane coltivatrice

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Le mele Pink Lady® parlano di rispetto, natura e sosteniblità

Non è un caso che molti agricoltori che hanno scelto di investire nel progetto Pink Lady® Europe siano giovani. C’è un fortissimo legame, infatti, tra le giovani leve e una produzione agricola di un certo genere, più attenta all’ambiente e alla valorizzazione del territorio. Oggi una ricerca conferma che questo legame risulta di estremo interesse per tantissimi giovani italiani in particolar modo maschi, desiderosi di cimentarsi in un nuovo tipo di agricoltura.

Come nasce la best practice Pink Lady®
Gli agricoltori di Pink Lady® Europe appoggiano un progetto che consegna al consumatore finale una mela che parla di rispetto, di natura e di sostenibilità. La filiera adottata è rigorosa, equosolidale perché basata su un modello sostenibile che valorizza frutteti a misura d’uomo, regolarmente curati e rinnovati a salvaguardia del patrimonio e dei paesaggi locali. È inoltre orientata alla massima qualità di prodotto e di processo, e garantisce alti margini di redditività ad ogni frutticoltore.
Si sta parlando, per l’Italia, di 2.000 aziende agricole di piccole dimensioni in zone di produzione tradizionali, spesso gestite da giovani coltivatori.

Come indicato dall’indagine “Il mondo dei giovani e l’agricoltura”*, che la società di ricerche Swg ha svolto per conto di Pink Lady® Europe, i valori espressi dal progetto appena descritto sono gli stessi che interessano ai giovani che si avvicinano all’agricoltura: la portata innovativa che è possibile trasmettere, la valorizzazione del territorio, la possibilità di sviluppare un’economia sostenibile. Questo è il motivo per cui l’intero settore sta diventando appealing anche per questo target, che vede nell’attività agricola un’opportunità di fare impresa in modo diverso, creativo, attento all’ambiente.

I dati del comparto agricoltura
I dati più salienti emersi dalla ricerca:
  • Nel 2014 le aziende agricole italiane erano circa 1,5 milioni; occupavano quasi un milione di unità di lavoro.
  • La produzione si è attestata sui 53 miliardi di euro, per un valore aggiunto di 29 miliardi di euro. È in forte aumento (+48,4%) il numero di aziende multifunzionali, impegnate in attività connesse all’agricoltura.
  • Forte l’interesse per il bio: nel triennio 2011/2013 la superficie biologica investita è passata dal 6,1% al 7,7% del totale di quella agricola utilizzata.

I giovani e il profilo dell’agricoltore di domani
  • In Italia, il 5% delle aziende agricole è guidato da giovani imprenditori.
  • Gli occupati under 35 in agricoltura sono aumentati del 9%.
  • Crescono le iscrizioni alle facoltà di scienze agrarie, forestali e alimentari (+2,9% sul 2011/2012) e agli istituti tecnici in agraria, agroalimentare e agroindustria (+25% nell’ultimo triennio).
  • L’agricoltore di domani è prevalentemente di sesso maschile, proveniente dalle grandi città e con una prevalenza del Centro-Sud e Isole rispetto al Nord; dalla scolarità elevata; vive in coppia senza figli. In merito alla fascia d’età, quella dei 25-30enni prevale su quella dei 19-24enni.
L’esperienza si fa narrazione: parla Angela De Pellegrin, coltivatrice Pink Lady®
Angela
lavora nell’azienda di famiglia, ubicata a Zerbinate, composta da 70 ettari di terra, la metà dei quali occupati da frutteto (pere e mele Pink Lady®). È lei stessa a raccontare l’amore per il lavoro nel settore agricolo: “Ho viaggiato tanto, ho studiato a Milano e ho vissuto per un po’ a New York... ma più crescevo e più sentivo il bisogno di vivere la mia vita in equilibrio tra l'armonia della terra e il ritmo della metropoli. L'agricoltura riunisce tutto questo in un unico flusso di natura, economia e pratica. La mia scelta è stata istintiva, naturale, inevitabile. Due giorni dopo la mia laurea in Scienze Agrarie e Alimentari dell'Università degli Studi di Milano ero già fissa in azienda”. La scelta di Angela è confermata ogni giorno e in linea con quanto emerso dall’indagine: “Passo la maggior parte del tempo in campagna, a stretto contatto con la natura: amo il mio lavoro, e questo è il primo passo per farlo bene. Sto finendo, proprio ora con Pink Lady®, la mia prima esperienza completa di raccolta ed insieme ai frutti sono maturata anche io. Ho scoperto in prima persona tutte le qualità di questa mela: costante nella produzione, commercialmente interessante, è protetta, ha un marchio molto noto a cui la gente riconosce dei valori... e per il futuro credo che sia fondamentale spiegare sempre di più alla gente quanto è importante l’agricoltura. Avvicinare le persone alla terra, far conoscere e valorizzare i nostri prodotti”.
*L’indagine è stata condotta nella prima metà di novembre 2015 mediante interviste all’interno di un campione di 2000 soggetti di età compresa tra 19 e 30 anni residenti in Italia. Inoltre, venti interviste in profondità sono state realizzate a soggetti tra 18 e 35 anni che lavorano in agricoltura.

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