Castagno, firmato il decreto per lo stato di calamità in Campania

A breve la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Ieri al Mipaaf il tavolo tecnico castanicolo: confermata la linea della lotta biologica al cinipide

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Castagne, il raccolto italiano 2015 si fermerà al 70% del potenziale nazionale, decretando il successo dell'utilizzo del Torymus sinensis contro il Cinipide del castagno
Fonte foto: © Pesca - Fotolia

Ieri si è tenuto al ministero per le Politiche agricole il tavolo tecnico sulla castanicoltura, che ha tracciato un’analisi dell’andamento dell’infestazione dei castagneti da Dryocosmus kuriphilus, che mostra segni di arretramento sensibile in tutta Italia, e anche in Campania: dove il raccolto 2015 è destinato ad attestarsi tra il 30 ed il 40% del potenziale.
Intanto, AgroNotizie apprende che il ministro per le Politiche agricole, Maurizio Martina, ha firmato la declaratoria di stato di calamità anche per i castanicoltori della Campania colpiti dal cinipide.

Il tavolo tecnico
Il tavolo tecnico di ieri ha confermato l’orientamento di affidare la lotta al Dryocosmus kuriphilus al suo antagonista naturale – il Torymus sinensis: “Quest’anno la raccolta di castagne a livello nazionale dovrebbe attestarsi intorno al 70% del potenziale, con tutte le regioni del Centro–Nord in forte recupero, in particolare il Piemonte" ha dichiarato a margine del tavolo ad AgroNotizie Alessandro Mastrocinque, vicepresidente nazionale della Confederazione italiana agricoltori e presidente dell’organizzazione in Campania.

“Secondo le valutazioni dei tecnici intervenuti – ha aggiunto Mastrocinque - nei prossimi due anni anche la Campania dovrebbe tornare a raccolti in linea con valori delle regioni che hanno iniziato prima la lotta al cinipide con i lanci di Torymus sinensis”.

Presente al tavolo la Regione Campania, che ha annunciato nuovi lanci dell’insetto parassitoide del cinipide del castagno, al fine di accelerare i tempi della piena ripresa produttiva del polo castanicolo campano che - con oltre 250mila quintali di raccolto medio tra il  1999 ed il 2007 - ha un potenziale pari a quasi 50% del raccolto nazionale.

“Sull’utilizzo di principi attivi quali il piretro nella lotta al cinipide del castagno non si sono registrate aperture – ha dichiarato Mastrocinque – anche se l’utilizzo di questa sostanza potrebbe essere in futuro ammessa per altre avversità”.

Stato di calamità in Campania: a breve la pubblicazione
Il ministro per le Politiche agricole, Maurizio Martina, ha firmato il 1° dicembre scorso il decreto ministeriale con il quale emana la declaratoria di stato di calamità per le imprese castanicole della Campania colpite dal Cinipide galligeno del castagno tra il 15 maggio ed il 15 novembre del 2014.  Lo apprende AgroNotizie da fonti accreditate presso il Mipaaf, secondo le quali il decreto sarà pubblicato entro dieci giorni sulla Gazzetta Ufficiale.

I castanicoltori della Regione Campania potranno beneficiare del Fondo di solidarietà nazionale per i danni da cinipide del castagno, previsto dalla deroga al Decreto legislativo 102/2004 contenuta nell'articolo 5 - secondo comma - del Decreto legge 51 del 5 maggio scorso e poi convertito in Legge 91/2015.

Appena il decreto sarà pubblicato sulla Gazzetta ufficiale la Regione Campania e gli enti delegati dovranno adottare i provvedimenti conseguenziali per consentire alle imprese di produrre l'istanza di aiuto.

Tortuoso l’iter di questa declaratoria: al ministero per le Politiche agricole la delibera di giunta della Regione Campania contenente la richiesta emanazione dello stato di calamità sul 2014 per i castanicoltori colpiti dal cinipide del castagno, era giunta solo il 7 agosto scorso; considerata inizialmente tardiva, è stata infine ritenuta sanante rispetto al Decreto dirigenziale 116 del 26 giugno scorso, che era in nei termini del Decreto legge 51/2015, ma in difetto di valore giuridico.

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Fonte: Agronotizie

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Tag: castanicoltura sostenibilità cinipide

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