Opera e Origine, nuovi modelli aggregativi a confronto

A Interpera, convegno internazionale nell'ambito di Futurpera, hanno parlato Luca Granata e Ilenio Bastoni, direttori delle due realtà

Lorenzo Cricca di Lorenzo Cricca

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Fonte foto: © Agronotizie

Come si sta riorganizzando il sistema commerciale delle pere in Italia? Ne hanno parlato Luca Granata, direttore di Opera Sca, Ilenio Bastoni, direttore di Origine Group, e Alberto Garbuglia, presidente di Origine Group, durante Interpera, 8° edizione del convegno mondiale dedicato alla pera. L'evento si è tenuto all'interno della prima edizione di Futurpera, fiera dedicata alla pera, che si è svolta a Ferrara dal 19 al 21 novembre 2015.

Da una parte quindi Opera, unica organizzazione di frutticoltori italiani specializzata esclusivamente sulla pera, e dall'altra Origine Group, pere e kiwi italiani insieme verso il mercato mondiale. Se l'intero settore in Italia vale 723 mila tonnellate, ognuna ora vale oltre 200 mila tonnellate.

"Opera Sca produce circa un miliardo di frutti l’anno - spiega Luca Granata, direttore generale di Opera Sca -. Se volessimo metterli in fila uno per uno formerebbero una collana lunga 80 mila chilometri circa, due volte il giro del globo. La scelta di creare questa organizzazione specializzata nasce dalla necessità di creare una nuova realtà, capace di far cogliere ai produttori le straordinarie opportunità che abbiamo vicino a noi.
La pericoltura italiana si sta gradualmente sgretolando perchè il metodo organizzativo del passato non dava garanzie ed opportunità. Se in passato abbiamo tutelato la sostenibilità dei frutteti oggi dobbiamo tutelare la sostenibiltà economica e sociale delle aziende che vi lavorano.

 
Luca Granata, direttore di Opera Sca durante il suo intervento ad Interpera, svoltasi all'interno di Futurpera
(Fonte immagine: © AgroNotizie)

Ferrara è la capitale mondiale della pera con circa 10 mila ettari coltivati. 
"Il nostro sistema -
continua Granata - non può essere competitivo se guarda solo al prezzo. Dobbiamo fare qualità e generare sempre maggiore vantaggi reali, sia nel produttore che nel consumatore. Nella campagna 2015 sembra che quota dell'export dei nostri soci sia aumentata: se nel 2014 era il 23% nel 2015 è arrivata al 30% sulle circa 207 mila tonnellate prodotte. Che cosa vogliamo diventare nei prossimi 60 mesi? Vogliamo essere il partner ideale dei migliori distributori mondiali di pere e punto di riferimento per la filiera pericola, sia in Italia che nel mondo.
Per raggiungere questi obiettivi dobbiamo focalizzarci su sei aspetti: la sicurezza alimentare e la eating experiance, innovando il prodotto e le varietà, sviluppando l'export, creando una forte politica di marca, migliorando e ottimizzando i costi, creando alleanze sinergiche".


"Il settore ortofrutticolo sta cambiando - spiega Ilenio Bastoni, direttore di Origine Group e direttore di Apofruit - e per essere competitivi dovevamo unire le forze e presentarci sui mercati internazionali con un unico marchio e con un'unica cabina di regia.
Per il momento siamo partiti con due prodotti, pere e kiwi, con l'intenzione di affrontare i mercati di tutto il mondo. Sarà una bella sfida che vogliamo cogliere fino in fondo: guardiamo sicuramente ai nuovi ed inesplorati mercati come quelli dell'estremo Oriente. Questa unione può anche permetterci di essere più forti verso le istituzioni e di renderci più sostenibili economicamente".

 

Ilenio Bastoni, direttore di Origine Group durante il suo intervento ad Interpera 
(Fonte immagine: © AgroNotizie)

Un'unione che però deve essere a 360 gradi e che deve guardare nel contesto più ampio possibile.
"Abbiamo preferito - continua Bastoni - scegliere un'unione nel vero senso della parola, ragionando in termini di gamma di prodotto. Così è possibile creare strategie e politiche comuni su tutta l'offerta che abbiamo. Si parte con kiwi e pere, ma nei prossimi anni vogliamo allargare il progetto a tutto il settore ortofrutta. Siamo comunque aperti a nuove adesioni".

"Questo nuovo progetto vuole essere snello, professionale ed efficiente - prosegue Alberto Garbuglia, consigliere delegato di Origine group -, capace di sviluppare nuovi mercati, intercettare nuovi consumatori ed individuare nuove varietà. L’Abate Fetele è la nostra Ferrari nelle pere e dobbiamo lavorare per valorizzarla e farla luccicare. Abbiamo scelto di presenziare le maggiori fiere ortofrutticole del mondo, presentandoci però in modo compatto per essere flessibili e pronti a cogliere tutte le opportunità anche di fronte a mercati e scenari mutevoli".
 

Alberto Garbuglia, presidente di Origine group durante il suo intervento ad Interpera
(Fonte immagine: © AgroNotizie)

Molto importante è l'aspetto della comunicazione, della promozione e della condivisione dell'informazione.
"Puntiamo molto sulla distintività - conclude Garbuglia - e sulla creazione del valore. I due marchi che abbiamo attualmente sviluppato sono "Pera Italia", per il pero, e "Sweeki", per il kiwi. Due incredibili opportunità per portare le eccellenze italiane nel mondo. Origine ha scelto inoltre di creare una piattaforma di conoscenza e valore per condividere tutto quanto sia utile a pianificare le produzione e i tempi della campagna commerciale".

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: fiere interviste sostenibilità cooperazione agricoltura sociale futurpera

Temi caldi: Futurpera 2015

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