Expo: le risaie del Cluster Riso sono italiane

Sapise ha selezionato e curato gli otto risi seminati che accompagnano i visitatori lungo il decumano: oltre a Baldo, Carnaroli, Meco e Thaibonnet, le quattro varietà speciali Apollo, Cerere, Ermes e Venere

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Cerere è uno dei quattro risi speciali Sapise

Sono state prima selezionate, poi seminate, irrigate e ora crescono rigogliose e verdi lungo il decumano e sotto gli occhi di migliaia di visitatori che ogni giorno affollano Expo. Le piccole risaie sono ora diventate l’attrazione principale del Cluster Riso. Il verde delle piante di riso è il verde di Sapise, Sardo piemontese sementi che da Vercelli e grazie alla sua squadra di ricercatori, breeder e agronomi, si è schierata in prima fila per realizzare le risaie del Cluster Riso portando l’Italia e il riso italiano all’interno della zona dedicata al cereale, alimento principe per circa la metà della popolazione mondiale.

Accanto a Bangladesh, Cambogia, Sierra Leone, Myanmar e Repubblica Democratica Popolare del Laos, c’è dunque anche l’Italia e i suoi risi, selezionati in modo da rappresentare tutti gli attuali gruppi merceologici italiani e le tipologie di granello.
In particolare ci sono i risi italiani di Sapise. La sfida di riprodurre in modo realistico il mondo risicolo attraverso le risaie per rendere l’esperienza dei visitatori di Expo ancora più coinvolgente e diretta, è stata colta da Sapise che è stata in grado di evocare in modo concreto ed efficiente il sistema-risaia.

Nelle ventidue risaie presenti nel Cluster e curate da Sapise, sono stati seminati otto risi, di cui quattro varietà appartenenti ai risi speciali Sapise: Apollo, Cerere, Ermes e Venere. Completano il quadro varietale Baldo, Carnaroli, Meco (gruppo Ribe) e Thaibonnet. Ogni risaia è dotata di un pannello informativo con la descrizione della varietà seminata, le origini storiche, le proprietà e il principale utilizzo in cucina. Al centro del pannello è posta una piccola teca contenente un campione di riso lavorato così come si presenta al consumo.
 
La realizzazione del progetto
Sapise ha selezionato la semente di ciascuna delle otto varietà presenti nelle risaie, preparato il terreno di coltivazione (spianamento, compattamento, ripuntatura, livellamento e affinamento) e, per poter riprodurre al meglio il sistema-risaia, seminato ad aprile a circa 3 cm di profondità e su file a distanza fissa di 15 cm, una dose di seme tale da assicurare un investimento analogo a quello che normalmente si realizza in campo. I tecnici di Sapise si sono poi occupati della cura delle risaie nelle delicate fasi di sviluppo delle giovani piantine. A circa un mese e mezzo dalla semina le risaie sono state sommerse e così resteranno ancora per diverse settimane. A partire da settembre si potranno vedere le pannocchie mature e le piante che da verde vireranno a giallo paglierino.
 
I risi di Sapise
Da subito quelle piante verdi hanno catturato l’attenzione del visitatore. Da qualche giorno sono stati fissati dei pannelli esplicativi che hanno reso il passaggio tra le risaie non solo un’esperienza curiosa e suggestiva ma anche formativa e arricchente. Se a prima vista i risi appaiono tutti simili, in realtà, visitando le risaie del Cluster Riso, è possibile vedere le differenze nella taglia, nell’epoca di fioritura e maturazione, nella forma e, una volta maturi, anche nel colore dei granelli. Tra gli altri c’è il famoso riso Venere, ormai in fioritura, verde in ogni sua parte oggi e con granello nero al raccolto. Gli altri risi fioriranno a breve, entro metà agosto. A maturazione sarà possibile distinguere il colore rosso di Ermes, l’aroma di Apollo, il granello grosso dei risi italiani da risotto (Carnaroli e Baldo), la forma allungata di Thaibonnet, quella intermedia di Meco e quella arrotondata di Cerere.
 

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