Pink Lady®, la mela che coltiva i suoi valori

Rispetto verso gli esseri umani, la terra e il tempo: una mela "slow" che resta sette mesi sull'albero ma offre una produzione di ottima qualità e un livello remunerativo medio-alto

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Il produttore Giuliano Donati: 'il livello remunerativo è medio-alto anche se necessita di una certa attenzione'
Fonte foto: © Agronotizie

"Insieme siamo più forti". Questo potrebbe essere il motto dell'associazione Pink Lady® fin dalla sua creazione nel 1997, perchè è proprio grazie alla forza collettiva di donne e uomini appassionati, e che condividono la stessa filosofia di progresso, che è stata creata.

"Se il modello associativo di Pink Lady® ha avuto successo è anche soprattutto grazie ai valori che difende nel quotidiano - spiega Salvo Garipoli, promotore vendite Pink Lady® per l'Italia -: rispetto degli uomini, della terra e del tempo. Il tutto attorno ad una varietà di mela chiamata appunto Pink Lady®. Attualmente la mela è in produzione in 3 Paesi europei (Italia, Francia e Spagna) per un totale di 140 mila tonnellate raccolte. I produttori sono complessivamente 2.827 per un totale di 3.800 ettari di frutteti impiantati. Permette di far lavorare circa 10 mila lavoratori diretti. Il 78% della produzione europea viene esportata al di fuori dei paesi di produzione. Ci vogliono 7 mesi sull'albero per sviluppare la sua piena ricchezza aromatica e 700 ore di lavoro per ettaro. In Italia le aziende agricole che producono Pink Lady® sono 1.939, per una media d'impianto di circa 0,40 ettari".  

Pink Lady® è quindi una varietà che unisce valore e valori dove il consumatore è un protagonista e dove l'agricoltore può ancora avere marginalità. AgroNotizie ha chiesto a Giuliano Donati, produttore di Pink Lady® presso Russi (Ra), di spiegarci cosa vuol dire coltivare la mela Pink Lady®.

Quando ha scelto di diventare produttore di Pink Lady®? Che cosa ha determinato questa scelta?
"Quella di diventare produttore Pink Lady®, ed entrare di conseguenza a far parte di questa grande filiera europea, è stata una scelta che ho condiviso con mia sorella Rossella e con tutta la famiglia - spiega Donati -. Volevo produrre un frutto dove il valore fosse riconosciuto e mi permettesse di fare reddito. Devo ringraziare la Cooperartiva Gran Frutta Zani, distributore autorizzato di Pink Lady® da molti anni, per avermi offerto questa opportunità. Ritengo che questa mela sia ottima, sia per le caratteristiche gustative che per quelle estetiche, e sono stato immediatamente colpito dalla originalità e lungimiranza del progetto e dal coinvolgimento collettivo della sua governance".

E’ soddisfatto di essere produttore Pink Lady® per quanto attiene alla qualità del prodotto e alla remunerazione del suo lavoro?
"Sono soddisfatto in quanto, anche grazie all’assistenza dei tecnici di Pink Lady®, riesco a realizzare una produzione di ottima qualità che ripaga, attraverso il riconoscimento di prezzi adeguati, il mio lavoro. Rispetto alle altre mele il livello remunerativo è medio-alto e questo è sicuramente un valore importante. Per arrivare a questo punto è necessaria una certa attenzione, anche se Pink Lady® è una varietà generosa e non particolarmente difficile da coltivare". 

Da sinistra Salvo Garipoli e Giuliano Donati


Che tipo di investimento ha dovuto sostenere per diventare produttore di Pink Lady? Più impegnativo rispetto alle altre mele?
"Sicuramente l’impegno economico è importante se paragonato alla realizzazione di un impianto di altre varietà di mele. Mediamente ci vogliono circa 25 mila euro all'ettaro per creare la struttura ed un costo di produzione di circa 13 euro per pianta. Alla fine però l'investimento si riesce ad ammortizzare ottenendo marginalità e guadagno. Al di là dell’aspetto economico, è necessario assumere impegni di coltivazione molto rigorosi al momento dell’acquisto delle piante di mele Pink Lady®. Star Fruits, la società che gestisce globalmente il marchio Pink Lady® in Europa, è molto rigorosa in questo senso ed è un bene poiché tutto questo va a garanzia del rispetto, da parte dei diversi operatori della filiera, di regole di coltivazioni condivise da tutti. In quest'ottica si inserisce anche l'applicazione dei principi della produzione frutticola integrata con pratiche e soluzioni naturali provenienti dall'agricoltura biologica. Ed è anche alla base del grande successo di questa varietà e di questo prodotto".

E vero che Pink Lady è la prima mela a fiorire e l’ultima ad essere raccolta? Quali attenzioni bisogna dedicarle nel questo di questi sette mesi?
"La mela Pink Lady® fiorisce all'inizio di aprile (qualche giorno prima rispetto ad altre varietà) e si raccoglie verso la fine di ottobre. Il periodo che intercorre fra queste due fasi è veramente molto lungo e le attenzioni che bisogna dedicarle sono molto precise e puntuali poiché devono trovare tempi realizzativi ideali per riscuotere il miglior risultato possibile. Con Pink Lady® si deve puntare sempre molto in alto, ma posso dire che ne vale la pena".

Quali caratteristiche deve avere un terreno per poter ospitare Pink Lady®?
"Penso che gli alberi di Pink Lady® possano essere coltivati in diversi tipi di terreno. Dal punto di vista agronomico è necessario avere attenzione particolare all’irrigazione e all'acqua che gli viene data, alla concimazione dedicata e alla corretta esposizione dell'impianto e conseguentemente dei frutti".

Quali le caratteristiche climatiche necessarie? Pensa che appezzamenti come il suo, mitigati dall’azione del mere, offrano qualche cosa in più o di diverso alla Pink Lady?
"Le caratteristiche climatiche ideali per Pink Lady® sono i climi che riservano da settembre in poi sbalzi termici con minime mattutine atte a favorire il classico colore rosa/rosso di questa mela. Produrre mele in pianura infatti non è semplice, visto la difficoltà di prendere colore, ma di sicuro la nostra zona favorisce mele saporite in quanto più dolci ed aromatiche rispetto ad altri bacini di produzione. Diventa importante però tenere in considerazione in generale che essendo una varietà a maturazione tardiva in alcuni areali si potrebbe arrivare ad avere condizioni climatiche difficili per la raccolta".

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