Mele, un 2014 a gonfie vele per La Trentina

AgroNotizie ha intervistato il direttore del Consorzio, Simone Pilati: "Prevediamo un’annata caratterizzata da ottima qualità e ci aspettiamo 63 mila tonnellate conferite: +15% rispetto al 2013"

Lorenzo Cricca di Lorenzo Cricca

Questo articolo è stato pubblicato oltre 5 anni fa

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Simone Pilati: 'La mela del futuro dovrà essere in grado di soddisfare le nuove esigenze di mercato e consumatori'
Fonte foto: Consorzio la Trentina

Prosegue a vele spiegate la campagna mele 2014-2015 per il Consorzio La Trentina.
Ottima la qualità, con quantitativi che si prevedono maggiori rispetto allo scorso anno: complessivamente si stima un conferimento di mele per la stagione 2014 di circa 63 mila tonnellate.

Il Consorzio conta 1.300 aziende presenti sul territorio trentino. Fra le varietà che vengono coltivate le più conosciute sono Golden Delicious, Granny Smith, Gala, Red Delicious e Fuji. La frutta a marchio la Trentina viene distribuita principalmente sul territorio nazionale, anche se raggiunge oltre 40 Paesi tra Europa, Nord Africa e Medio Oriente.

Per approfondire alcuni temi importanti per il mondo dell'ortofrutta - e della melicoltura in particolare - abbiamo intervistato Simone Pilati, direttore generale di La Trentina.

Quali sono le prospettive produttive melicole 2014?
"Fioritura e legagione sono state regolari - spiega Pilati -, senza presentare problemi significativi. L’estate fresca e piovosa ha contribuito all’ottenimento di frutti che si presentano con calibri superiori alla norma e, come conseguenza dei fattori climatici e dell’attento lavoro di diradamento, prevediamo un’annata caratterizzata da un prodotto di ottima qualità. Possiamo fare una previsione di conferimento di 63.000 tonnellate con un aumento previsto del 15% rispetto all’anno precedente".
 
A proposito di mercati, vendite e trend produttivi, è possibile scattare una fotografia del comparto a livello italiano ed europeo?
"Le previsioni a livello Europeo per il 2014 riportano un volume di mele di 11.893.000 tonnellate, con un aumento del 9% rispetto alla produzione finale del 2013 e del 12% sulla media produttiva del triennio 2011-2013. L’Italia rispetta la tendenza europea, con una crescita dell’11%. Il quantitativo di mele raccolte supererà per la prima volta le 2.300.000 tonnellate con, soprattutto all’inizio, un’offerta superiore alla domanda".
 
Interessante è l'apertura di nuovi mercati e di nuovi consumatori. Quali sono sono i Paesi maggiormente interessati dall'export?
"La commercializzazione avverrà sui 12 mesi dell’anno e la strategia distributiva continuerà a puntare sulla diversificazione dei canali commerciali facendo leva sull’ampio raggio di azione del Consorzio. Si proseguirà la strategia commerciale degli ultimi anni concentrando energie e risorse verso i Paesi Arabi e il bacino mediterraneo, anche alla luce della minor previsione di produzione di Paesi come Francia, Grecia, Spagna, Turchia e area dei Balcani che potrebbero quindi ridurre la loro competitività in diverse aree del Nord Africa. Da decifrare rimangono gli effetti del blocco russo sulle esportazioni: si prevede un rimescolamento dello 'scacchiere' dell’import/export globale di mele, con il modificarsi di diversi canali consolidati".
 
Fra le varietà che vengono coltivate le più conosciute sono Golden Delicious, Granny Smith, Gala, Red Delicious e Fuji

Quali sono le principali linee guida in fatto di sperimentazione e ricerca di nuove varietà?
"La Trentina ha dato vita tre anni fa ad un processo di ricerca con l’obiettivo di modificare il proprio assetto varietale, puntando a sfruttare la diversa vocazione e il microclima delle nostre valli di produzione, concentrando le mele Golden nelle zone collinari e sostituendo le stesso nelle zone di fondo valle con Gala, Granny Smith, Red Delicious e Fuji. Contemporaneamente continua lo sviluppo e l’attenzione per nuove varietà di mele. Negli ultimi anni la Trentina è entrata a far parte di due società, Cif - Consorzio innovazione frutta e Novamela, che in ambiti distinti sono alla ricerca di nuove varietà.
La 'mela del futuro' dovrà essere in grado di soddisfare le nuove esigenze del mercato e dei consumatori, rispettando alcune caratteristiche fondamentali: essere distintiva, o per colore o per gusto o per qualità nutrizionali o ancora per facilità di consumo. Ad oggi, il processo di rinnovo varietale non è più solo una volontà delle diverse realtà agricole ad investire in ricerca e sviluppo, ma è diventato un imperativo senza il quale nessuna azienda cooperativa può crescere ed essere competitiva sui mercati italiani ed internazionali".

 
Cosa ci si aspetta per il futuro?
"Noi ci troviamo nel distretto melicolo migliore d’Europa che, grazie alla vocazione del proprio territorio e ai continui investimenti produttivi, offre mele di altissima qualità per 12 mesi all’anno contando su un ottimo servizio. Stiamo assistendo ad un incremento produttivo di mele in diverse parti dell’Europa, con nuove zone che offrono le loro mele. Il nostro distretto dovrà continuare a caratterizzarsi come il più innovativo, allargando la propria zona di copertura commerciale, creando collaborazioni e rete tra le aziende operanti per affrontare con successo mercati sempre più complessi e lontani".

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: frutticoltura innovazione varietale import/export mercati interviste pomacee

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