Frutticoltura sostenibile, linee tecniche per il Piemonte

Dal Creso un volume-guida per la gestione del frutteto: varietà e portinnesti, strategie di difesa integrata, disciplinari di produzione e pratiche colturali

Questo articolo è stato pubblicato oltre 5 anni fa

Scopri tutte le notizie aggiornate sull'agricoltura, puoi trovarle con la ricerca articoli.

frutticoltura-sostenibile-in-piemonte-copertina.jpg

La copertina del volume del Creso

Sarà distribuito nei prossimi giorni il volume “Linee tecniche 2014 per la frutticoltura sostenibile in Piemonte”, pubblicate dal Creso – Centro di ricerca e sperimentazione per l’ortofrutticoltura piemontese.

Si tratta dell’atteso aggiornamento delle informazioni “guida” per la gestione del frutteto, in linea con le più recenti acquisizioni della ricerca in tema di rispetto dell’ambiente e sicurezza alimentare. Il volume rappresenta il compendio dell’attività sperimentale condotta dal Creso in collaborazione con numerose istituzioni nell’ambito di progetti e reti scientifiche regionali e internazionali. Non è tuttavia una semplice sintesi dei risultati, ma uno strumento pratico e operativo a disposizione di tecnici e frutticoltori, capace di tramutare in indicazioni applicative puntuali e mirate i risultati dell’attività di ricerca.

Nel volume si trovano le informazioni aggiornate sul paniere di varietà e portinnesti consigliati per il Piemonte, le strategie di difesa integrata per le singole specie da frutto, i disciplinari di produzione e le pratiche colturali. Alcuni passaggi chiave: fabbisogno idrico, irrigazione e risparmio della risorsa acqua, impollinazione e tutela delle api, indici di raccolta e di qualità, impianti antigrandine e reti anti-insetto.

L’edizione 2014 esce arricchita di inserti speciali dedicati ai temi più scottanti del momento. Un intero capitolo è infatti dedicato ai “focus sulla difesa”, in cui vengono affrontati puntualmente argomenti di assoluta attualità e priorità dal punto di vista fitosanitario: il colpo di fuoco batterico delle pomacee, il virus della Sharka, la batteriosi dell’actinidia, il deperimento del melo, ma anche nuovi fitofagi segnalati di recente in regione. È il caso di Halyomorpha halys, una cimice originaria dell’Asia orientale che si ciba di diversi frutti, ma che desta preoccupazione principalmente per la melicoltura. Approfondimenti monografici sono dedicati anche ad altri aspetti quali, ad esempio, gli accorgimenti da adottare nella realizzazione di un nuovo impianto, i costi di produzione delle principali specie frutticole, la corretta distribuzione degli agrofarmaci.

Oltre alla frutta fresca, sono dedicate 25 pagine al nocciolo. Tutte le specifiche di tecnica colturale sono state studiate per gli ambienti collinari “fragili” dell’Alta Langa e del Monferrato: inerbimento controllato del suolo e fertilizzazione organica per la coltivazione su pendenze “eroiche”, una difesa dalle malattie allo stesso tempo efficace ma soft per salvaguardare ambienti adatti alla coltura, ma anche di gran pregio paesaggistico e turistico.

Il volume è distribuito gratuitamente presso i tre centri sperimentali del Creso e scaricabile online dal sito del Creso. Clicca qui per il link diretto.

Ti è piaciuto questo articolo?

Registrati gratis

alla newsletter di AgroNotizie
e ricevine altri

Unisciti ad altre 217.686 persone iscritte!

Leggi gratuitamente AgroNotizie grazie ai Partner