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Uva da tavola, il resoconto del 17° Congresso nazionale

A cura di Mario Colapietra, ricercatore. L'evento si è tenuto il 31 gennaio a Casamassima (Ba)

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Grande successo per il 17° Congresso nazionale sull'uva da tavola

Si è tenuto il 31 gennaio a Casamassima, in provincia di Bari, il 17° Congresso nazionale ed internazionale sull’uva da tavola, alla presenza di un migliaio di viticoltori, tecnici, ricercatori, addetti alla commercializzazione e alla distribuzione, esportatori, società produttrici di mezzi per la difesa, nutrizione, protezione e per la coltivazione dell’uva da tavola.

In una struttura appositamente attrezzata da Syngenta, Alzchem, Aniplast - Eiffel, Biogard e Berardi, sono stati allestiti spazi informativi per presentare le novità e le caratteristiche dei prodotti.

Durante l'evento sono state sono state assegnate la Targa Bacca d’Oro al Consorzio tutela e promozione dell’uva da tavola Igp di Canicattì (Ag) e la Targa Bacca d’Argento al viticolture Giovanni Mazzone di Turi (Ba).

Maurizio Cervino del Consorzio Tutela e Promozione dell’Uva da Tavola Igp di Canicattì riceve il premio

La varietà Italia nel territorio di Canicattì
Agli inizi degli anni '70, gli agricoltori della zona, e successivamente anche imprenditori e figure professionali non direttamente legate all'agricoltura, iniziano ad investire su questa coltura. Il Consorzio dell’Uva Italia Tipica di Canicattì è stato costituito nel 1986 da produttori singoli ed associati, enti pubblici, istituti di credito, organizzazioni di categoria. Il marchio, realizzato dal designer Giugiaro, garantisce l’origine del prodotto con le certificazioni, l’applicazione del disciplinare di produzione dalla coltivazione al confezionamento.

Attualmente l'uva da tavola Italia, nell'areale di Canicattì, considerato centro di riferimento per venti comuni della provincia di Agrigento e Caltanissetta, tra cui Campobello di Licata, Delia, Favara, Licata, Naro, Palma di Montechiaro, Ravanusa e Riesi, viene coltivata su circa 10.000 ettari, di cui 8.000 ettari ricadono nell'agrigentino e circa 2.000 ettari nel nisseno. L'Italia di Canicattì è stata la prima in Europa ad ottenere l’Igp.


Alcune relazioni non riportate nella presentazione del Congresso
'Produzione e commercializzazione dell’uva da tavola nel 2013'
Relatore: Giuseppe Lamacchia - Ice, Dipartimento Promozione dell’Internalizzazione

La domanda internazionale richiede uve che abbiano sapore, shelf life, buon rapporto qualità/prezzo, sicurezza alimentare (con limitato numero di molecole), uve senza semi ottenute anche da conduzione biologica, alta qualità con certificazioni.
Il 2013 non è stato un anno favorevole per la produzione dell’uva da tavola italiana. Soltanto la commercializzazione del prodotto a maturazione precoce ha confermato il buon l’andamento degli anni precedenti. Da settembre si è verificato una riduzione delle richieste di uva dei mercati esteri, per le difficoltà economiche dei consumatori e per lo sfavorevole andamento meteorologico che ha penalizzato la qualità di una parte della produzione. A ottobre e novembre, la situazione è ulteriormente peggiorata a causa delle condizioni meteo: nebbia, elevata umidità dovuta anche all’evaporazione dal terreno, temperature miti superiori alla media, associate a frequenti e abbondanti precipitazioni che hanno inciso sulla qualità e sulla shelf life. Inoltre il perdurare di caldo umido, con temperature elevate superiori di 10 °C rispetto alla media degli altri anni, ha provocato lo sviluppo di muffe e marciumi sui grappoli. Sugli acini si sono formate macchie e striature scure che hanno precluso la possibilità di prolungare la permanenza dell’uva sulla pianta.

Viticoltori, tecnici, ricercatori e addetti alla commercializzazione presenti durante il Congresso


Vigneti in Sicilia per la produzione di uva da tavola protetti con reti e film di plastica

'La viticoltura in Marocco per la produzione di uva da tavola'
Relatore: Michele Bravetti - Dipartimento di scienze agrarie, alimentari ed ambientali dell'Università Politecnica delle Marche

Il Marocco offre interessanti possibilità d'investimento per i suoi rapporti privilegiati con l’Unione europea attraverso accordi di libero scambio, l'immensa quantità di terreni disponibili in ambiente mediterraneo e la manodopera economica; tra i fattori limitanti per le produzioni agricole è da annoverare la scarsità d’acqua.
Dal punto di vista agricolo, i luoghi di interesse sono Meknès, al centro del paese, insieme a Fes (45’ a est), sono due grandi regioni caratterizzate dalla coltivazione di colture arboree tra cui, uva da tavola e da vino, olivo, melo. Sono coltivati anche ortaggi. In inverno si registrano temperature inferiori a 0° C; Marrakech, pianura caldissima con grandi superfici di olivo e coltivazioni di uva da tavola, con temperature che a luglio e agosto possono raggiungere anche 50° C; Agadir, la capitale marocchina delle colture ortive in serra e pieno campo, verso il sud del Paese.
In Marocco si sta attuando un faraonico “Piano verde” di investimenti in agricoltura per conseguire alcuni obiettivi strategici tra cui: far diventare l’agricoltura la principale attività di crescita, aggregare le aziende agricole troppo piccole, consentire lo sviluppo dell’agricoltura, promuovere investimenti privati, ammodernare il settore agricolo.
La professionalità di stampo europeo e mediterraneo è molto richiesta, per cui molti investitori italiani stanno avviando attività nel Paese maghrebino.
Le zone maggiormente interessate agli impianti di vigneti sono: Meknès - Fes con 400 ettari/anno (circa il 48%) con varietà tardive; la regione dell’Orientale (200 ettari/anno (22%), con i centri di Nador, a nord sul Mediterraneo e Oujda con senza semi al confine con l’Algeria; Rabat e Benslimane (150 ettari/anno (18%) Rabat - Benslimane, fascia costiera atlantica, uva da vino, ma anche uva da tavola precoce (forzatura). Molto umide. e Marrakech (100 hettari/anno (12%). Marrakech (precoci export).
Le varietà coltivate con semi sono Italia, Victoria, Red Globe, Cardinal, Michele Palieri. Tra le uve senza semi Thompson e Regal.

In alcuni casi le lavorazioni ai nuovi impianti di vigneti per uva da tavola vengono eseguiti con l’ausilio di animali

I costi di impianto dei vigneti sono di 15.000 euro/ha per realizzare la struttura, impianto di irrigazione, acquisto piante e di 5.000 euro/ha per la protezione con reti antigrandine o copertura con plastica. I costi colturali per acquisto fertilizzanti, trattamenti antiparassitari, manodopera e per l’irrigazione sono di circa 5.000 euro /ha.
La resa di uva della varietà Italia è di circa 400 q/ha. A fine agosto il prezzo di vendita ottenuto dai viticoltori è di 0,28 euro/kg. Produzioni di poco inferiori si ottengono col la Victoria ma il prezzo è di circa 1 euro/kg se precoce. Produzioni di 400 q/ha si ottengono con la Red Globe, i cui prezzi sono simili alla varietà Italia.

Per le altre relazioni leggi la presentazione del Congresso su Agronotizie.

Fonte: Mario Colapietra, ricercatore

Tag: convegni uva