Cereali, boom della produzione mondiale

I dati della Fao: nuovo picco di quasi 2.500 milioni di tonnellate nel 2013 (+8,4% rispetto all'anno scorso)

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Secondo le stime della Fao la produzione di grano aumenterà dello 7,8% a livello mondiale
Fonte foto: © Xpistwv - Morguefile

La produzione mondiale di cereali raggiungerà un nuovo picco di quasi 2.500 milioni di tonnellate nel 2013, incluso il riso lavorato: un incremento di quasi l' 8,4% rispetto allo scorso anno e di circa il 6% rispetto al precedente record del 2011
A stabilirlo è l'ultimo rapporto Fao Crop Prospects and Food Situation (Prospettive dei raccolti e situazione alimentare), pubblicato oggi. La cifra è un incremento di quasi l' 8,4% rispetto allo scorso anno e di circa il 6% rispetto al precedente record del 2011.

Le prospettive dei raccolti
Le ultime stime per la produzione mondiale di cereali sono per lo più una revisione delle stime della produzione di mais negli Stati Uniti, nella Federazione Russa e in Ucraina, che sono diventate più solide verso la fine dei raccolti.
Sulla base degli ultimi dati, l'incremento complessivo della produzione cerealicola mondiale di quest'anno comprende un aumento del 7,8% della produzione di grano, del 12% dei cereali secondari, e solo dell'1% del riso.
Le prime proiezioni per il raccolto di grano invernale, già piantato nell'emisfero settentrionale, sono per lo più favorevoli.

Per le scorte mondiali di cereali si prevede un aumento che dovrebbe portarle a 572 milioni di tonnellate entro la fine della stagione produttiva del  2014, vale a dire un 13,4%, o circa 68 milioni di tonnellate in più rispetto all'anno precedente. Questa previsione è di quasi 9 milioni di tonnellate superiore a quello prevista nel mese di novembre, riflettendo una revisione al rialzo a fine scorte di grano e cereali secondari, mentre le scorte di riso si sono leggermente ridotte.
La forte espansione delle scorte mondiali di cereali in questa stagione comporterà un aumento del rapporto tra stock finali e utilizzazioni interne, che dovrebbe raggiungere il 23,5%, ben al di sopra del minimo storico del 18,4 %  registrato nel 2007/08.

Prezzi alimentari internazionali stabili
L'Indice dei prezzi alimentari della Fao, anch'esso pubblicato oggi, è rimasto stabile nel mese di novembre. Ha registrato una media di 206,3 punti, cifra quasi invariata rispetto al valore rivisto di 206,6 punti del mese di ottobre, ma di 9,5 punti (4,4 %) inferiore al suo valore del novembre 2012. Il brusco calo dei prezzi dello zucchero ha in parte compensato l'aumento del prezzo degli oli. I cereali hanno registrato una media leggermente inferiore, ma i valori di carne e latticini sono rimasti stabili.
L'indice misura la variazione mensile dei prezzi internazionali di un paniere di cinque gruppi di materie prime, incluse 73 quotazioni.

Sicurezza alimentare a rischio
Mentre la produzione cerealicola mondiale aumenterà, la Fao ha messo in guardia che le condizioni di sicurezza alimentare in diverse parti dell'Africa e altrove si stanno deteriorando. Particolarmente a rischio i Paesi del Sahel - Ciad, Mali, Mauritania, Niger e Senegal - e la Repubblica Centrafricana, a causa dei disordini civili. Una situazione simile si vive anche in Siria e Yemen.
Nelle Filippine, 14 milioni di persone sono state colpite dal tifone Haiyan.

Per maggiori informazioni leggi l'approfondimento sul sito della Fao.

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