Il kiwi secondo Zespri: sostenibile e di qualità

Intervista a Kallum Kay, Supply and development manager for Europe of Zespri: "La qualità è elemento chiave"

Lorenzo Cricca di Lorenzo Cricca

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L'arrivo della Psa ha cambiato le carte in tavola, modificando gli equilibri presenti e futuri del settore
Fonte foto: Agronotizie

Il kiwi è un prodotto in grande crescita, grazie all'interesse che riscuote nel consumatore.
In base agli ultimi dati diffusi dal Cso - Centro servizi ortofrutticoli, il kiwi copre una superficie mondiale di circa 160 mila ettari, con una produzione di 1,3 milioni di tonnellate.
I primi 5 Paesi produttori, in ordine d'importanza sono: Cina (490 mila tonnellate), Italia (430 mila), Nuova Zelanda (385 mila), Cile (187 mila) e Grecia (80 mila). Queste realtà complessivamente coprono l'87% dell'intera produzione mondiale. 
Abbiamo chiesto a Callum Kay, Supply and development manager for Europe di Zespri, di fare il punto della situazione sulla produzione mondiale di kiwi e di darci qualche spunto di approfondimento.

Quali sono, secondo lei, le ragioni di questo incremento? Quali le prospettive per il futuro?
"Negli ultimi anni il comparto del kiwi è in crescita, dato l'interesse crescente del mercato. I motivi sono legati anche all'introduzione di alcune varietà adatte alle nuove esigenze dei consumatori.
Inoltre l'actinidia è una pianta semplice, facile da gestire e che si adatta a diversi ambienti, e questo ha sicuramente aiutato".


L'incognita batteriosi potrebbe incidere pesantemente sui livelli produttivi. Qual è la situazione ad oggi?
"L'arrivo della Psa - Pseudomonas syringae pv actinidiae ha cambiato le carte in tavola, modificando gli equilibri presenti e futuri del settore. Rappresenta una minaccia per l'intero comparto, l'obiettivo è limitarla per quanto possibile e combatterla.
La ricerca in questo ambito è molto importante e Zespri su questo fronte è molto attiva. Per poter continuare a crescere abbiamo deciso di investire 5 milioni di euro per la ricerca, in ambito sia varietale che agronomico. Tra gli Istituti con cui stiamo collaborando ci sono Plant & Food Ltd, Dipartimento Colture Arboree dell'Università di Bologna, e altre Organizzazioni che lavorano all'interno di Progetti regionali.

Se prima si poteva pensare di sviluppare nuove varietà controllando quali avessero requisiti interessanti per il mercato, oggi è necessario che oltre a questi aspetti abbiano come elemento indispensabile la resistenza alla Psa". 



Qualità e tracciabilità rappresentano elementi sempre più importanti per il consumatore. Quali devono essere le caratteristiche del prodotto finale? Quali le strategie per poterlo valorizzare?
"La qualità del prodotto è elemento fondamentale per i nostri kiwi, dove per qualità si intende elevato tenore in sostanza secca, alto contenuto in zuccheri, polpa consistente. Sotto questo aspetto Zespri è molto rigida con i suoi produttori, grazie ad un complesso sistema certificato per ogni singola fase del processo produttivo.
Dal 1997 tutti i nostri coltivatori seguono accuratamente le nostre linee guida, producendo così kiwi deliziosi, salubri e di ottima qualità, conformi agli standard più rigidi. I nostri coltivatori attendono la perfetta maturazione del kiwi prima di raccoglierlo, garantendone così un'ottima durata e un gusto eccellente.
Il coltivatore suddivide il frutteto in tanti micro appezzamenti e in ciascuno controlla regolarmente la maturazione del kiwi grazie ad appositi strumenti. Solo i frutti che rispettano le caratteristiche richieste da Zespri vengono ritirati e diventano prodotti a marchio.
Inoltre, più il kiwi corrisponde alle specifiche, maggiore sarà il valore di conferimento corrisposto e quindi il guadagno.
Ogni produttore gestisce un 'Quaderno di campagna' digitale, dove vengono inseriti i dati relativi alla coltivazione e alla produzione del proprio impianto. Il tutto all'interno di un Data Base mondiale dove ognuno può vedere la propria realtà confrontata con i parametri richiesti da Zespri e con gli altri produttori".


Cresce l'interesse per un'agricoltura sostenibile. Come vi state ponendo verso l'agricoltura a basso impatto ambientale?
"Dal 1995 Zespri consiglia ai suoi coltivatori di contrastare le piante infestanti in modo naturale. Mediante uno speciale sistema di monitoraggio, cerchiamo di limitare allo stretto necessario l'utilizzo di agrofarmaci chimici contro parassiti, piante infestanti, malattie, muffe.
L'elemento fondamentale del nostro disciplinare diventa la giustificazione del trattamento. Per controllare che questi principi vengano rispettati, i tecnici Zespri effettuano regolarmente rilievi sulle piante. Inoltre grazie all'accurata selezione dei nostri frutteti, il bisogno di irrigazione artificiale è limitato: quando le piante hanno bisogno di più acqua non irrighiamo mai l'intero campo ma soltanto le radici".

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Fonte: Agronotizie

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Tag: ortofrutta mercati interviste

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