15° congresso sull'uva da tavola

Biologico, nuovi prodotti, legislazione tra i temi. Appuntamento a Conversano (Ba) il 3 febbraio 2012

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Il 15° congresso nazionale sull'uva da tavola si terrà il 3 febbraio a Conversano

Si svolgerà il 3 febbraio 2012 a Conversano, in provincia di Bari, il 15° congresso nazionale sull'uva da tavola, giunto all'undicesima edizione internazionale. 

Le manifestazioni saranno svolte in collaborazione con L'Informatore Agrario e con il contributo di Syngenta, AlzChem, Eiffel, Aniplast e Vegetable. Gli argomenti che saranno trattati riguarderanno i diversi aspetti della produzione e commercializzazione del comparto dell'uva da tavola.

Quest'anno il congresso dedicherà particolare attenzione all'autorizzazione ministeriale per l'impiego sull'uva da tavola del promotore di crescita costituito da Forchlorfenuron (Cppu), noto con il nome commerciale di Sitofex® della società AlzChem di Trosberg (Germania), distribuito in Italia dall'Agricola internazionale di Pisa.

Il prodotto è già autorizzato ed impiegato dai maggiori Paesi produttori mondiali di uva da tavola, fra cui Cile, Turchia, Grecia, Spagna, Portogallo, India, Australia. In Italia è in sperimentazione da oltre 30 anni ed è già autorizzato per il kiwi; ora è nella fase di estensione dell'autorizzazione anche all'uva da tavola.

Sulla viticoltura in Cile, il maggior Paese produttore e esportatore di uva da tavola senza semi e su impiego ed effetti del promotore di crescita sulla vite interverranno diversi relatori, tra cui l'ingegnere agronomo cileno Reinaldo Munitiz.

Mario Fregoni della Facoltà di Agraria dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza terrà una relazione su 'Il colore delle uve da tavola'.

Si parlerà anche delle nuove soluzioni Syngenta per la difesa dai parassiti, delle innovazioni per la protezione dei vigneti con reti e teli in polietilene, delle tecniche colturali e di allevamento della vite, di fertilizzazione fogliare con Thick Potency, delle strategie di controllo della tignoletta, di consumi e commercializzazione dell'uva da tavola.

Durante le manifestazioni sarà premiata per la prima volta un'azienda che produce e commercializza uva da tavola biologica.

 

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Brochure in Pdf [2,4 MB]

 

Sitofex® di AlzChem

 

Uno sguardo al biologico

Dall'analisi dei dati forniti al ministero delle Politiche agricole dagli organismi di controllo operanti in Italia al 31 dicembre 2010, sulla base delle elaborazioni del Sinab – Sistema d'informazione nazionale sull'agricoltura biologica, risulta che gli operatori del settore agricolo sono 47.663.

La Sicilia e la Calabria sono le Regioni italiane con maggiore presenza di aziende agricole biologiche; mentre per le aziende di trasformazione impegnate nel settore, la leadership spetta all'Emilia-Romagna seguita da Veneto e Lombardia. La superficie interessata, in conversione o interamente convertita ad agricoltura biologica, risulta di 1.113.742 ettari. I principali orientamenti produttivi sono i cereali, foraggio e pascoli. Segue, in ordine di importanza, la superficie investita ad olivicoltura. Alla produzione biologica di uva da vino sono dedicati 50.563 ettari di cui 21.214 che hanno iniziato l'iter ( in conversione) e 29.349 in biologico.

Per la produzione di uva da tavola sono utilizzati soltanto 1.692 ettari: 706 in conversione e 986 ettari per la produzione biologica di uva da tavola da cui si ottiene il prodotto commercializzato. Attualmente il quantitativo di uva da tavola biologica ottenuto dai vigneti italiani disponibile per i mercati nazionali ed esteri è stimato in 200.000 quintali per una resa media 200 quintali per ettaro, ottenuta con la forma di allevamento a tendone.

Una produzione preziosissima, se si considera che la produzione nazionale di uva da tavola è di circa 14 milioni di quintali. Le difficoltà per la produzione di uva da tavola è dovuta alla necessità di possedere elevata preparazione tecnica per l'applicazione del Reg. CE 834/07 e Reg. CE 889/08 che prevede l'adozione di specifiche tecniche agronomiche in sostituzione dell'uso di prodotti chimici di sintesi ed utilizza invece materiale organico compostato, minerali naturali per la concimazione e la difesa. L'obiettivo strategico è di ottenere uva da tavola con le caratteristiche quanto più possibile simili alla produzione integrata e di soddisfare le esigenze dei consumatori sempre più esigenti per i parametri qualitativi, nutrizionali e salutistici dei prodotti.

In occasione del congresso di Conversano saranno consegnate targhe a Antonio Tarulli e Maria Daugenti per la produzione biologica di uva da tavola biologica, a Salvatore Rizzo per la produzione di uva da tavola in serre riscaldate e alla famiglia Milillo di Rutigliano (Ba) pionieri della coltivazione dell'uva da tavola pugliese.

 

Uva della varietà Italia prodotta con il sistema biologico

Fonte: Mario Colapietra, ricercatore

Tag: agrofarmaci viticoltura convegni biologico