La Pasta dei Coltivatori Toscani è in 'rete'

Presentata la prima realtà d'impresa e di filiera del settore agroalimentare per garantire qualità al territorio regionale. Il Consorzio agrario di Siena capofila

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Nasce la rete della Pasta dei Coltivatori Toscani

Una rete per garantire la qualità della pasta toscana e per supportare la competitività delle aziende locali della filiera agro-alimentare.

Questo l'obiettivo della rete della Pasta dei Coltivatori Toscani, la prima realtà di imprese di filiera del settore agroalimentare in Toscana, presentata nei giorni scorsi all'Auditorium di Banca Cr Firenze, Gruppo Intesa Sanpaolo.

La rete, promossa dal Consorzio agrario di Siena quale impresa capofila, punta a divenire un modello per le altre filiere del territorio toscano e nasce per garantire la continuità nel tempo e sviluppare ulteriormente il cammino avviato con i Pif, Piani integrati di filiera, sostenuti dalla Regione Toscana. Oltre al Consorzio, la Rete unisce 27 imprese agricole della provincia di Siena sue socie e il Pastificio Fabianelli.

Filiera corta, qualità, territorialità, compatibilità ambientale, sicurezza sul lavoro, tracciabilità: questi i punti chiave del programma di rete che le imprese intendono perseguire attraverso comuni investimenti in innovazione e forme stabili di collaborazione nei processi di produzione e trasformazione del grano duro.

Grazie ai servizi specialistici del Gruppo Intesa Sanpaolo, Banca Cr Firenze ha assistito le imprese durante il percorso di costituzione della Rete ed ha garantito il sostegno per il cofinanziamento degli investimenti previsti dal Pif, pari a circa 6 milioni di euro, confermando il proprio ruolo di Banca legata al territorio e l'impegno nella promozione dello strumento innovativo dei contratti di rete.

 

La 'Rete della Pasta'

La costituzione della 'Rete della Pasta' rappresenta il primo passo di un percorso che vede impegnati alcuni soggetti rappresentativi del territorio a sostegno delle filiere agroalimentari toscane. Infatti, nella stessa occasione, è stato siglato in merito un protocollo d'intesa dal presidente di Coldiretti Toscana, Tulio Marcelli, dal presidente commissione agroalimentare di Confindustria Toscana, Maurizio Bigazzi, dal presidente del Consorzio agrario di Siena, Maria Cristina Rocchi, dal presidente dellaFondazione per il clima e la sostenibilità, Giampiero Maracchi, e dal direttore generale di Banca Cr Firenze, Luciano Nebbia.
Presente anche l'assessore all'Agricoltura della Regione Toscana, Gianni Salvadori. Il protocollo prevede lo sviluppo - nell'ambito delle filiere agro-alimentari regionali - di sinergie tra tutti i soggetti coinvolti finalizzate a favorire l'integrazione, garantire la 'toscanità' del prodotto e la sua aderenza a quelle speciali caratteristiche di qualità e tipicità, sostenere l'offerta attraverso l'avvio di azioni promozionali coordinate e lo sviluppo di nuovi canali di vendita, ottimizzare le strutture logistiche e di distribuzione, sviluppare progetti di ricerca e favorire processi di innovazione e trasferimento tecnologico.

 

Il ruolo del Consorzio agrario di Siena

L'assessore regionale Salvadori ha espresso la sua soddisfazione per le due iniziative, sottolineando il valore dei progetti dei Pif sostenuti dalla Regione Toscana e confermando le politiche di filiera e di promozione del 'made in Toscana' che intende continuare a perseguire.

"Il Consorzio agrario di Siena, - ha sottolineato il direttore generale Pietro Pagliuca - che da 110 anni affianca le imprese agricole sostenendone lo sviluppo, intende sempre più coniugare la tradizione e il legame al territorio, che lo hanno contraddistinto sino ad oggi, con un profondo percorso di innovazione che consenta di rispondere in maniera più incisiva alle nuove sfide che il mercato impone. La Rete della pasta dei coltivatori toscani rientra proprio in questo percorso, sempre più orientato ad avvicinare la fase produttiva al consumatore, valorizzando sia il contenuto territoriale dei prodotti che le loro caratteristiche qualitative intrinseche. Il progetto si inquadra inoltre nell'azione che da tempo il Consorzio agrario sta portando avanti nel settore dei cereali, coltura fortemente strategica nel territorio in cui operiamo, e che intende offrire punti di riferimento stabili alle imprese agricole, per meglio tutelarle dalle spinte speculative di un mercato sempre più globalizzato".

 

Credito e competitività

"Le iniziative avviate oggi testimoniano ulteriormente il grande sforzo che la nostra banca sta mettendo a supporto della competitività di questo territorio, oltre all' attenzione che dedichiamo al comparto agricolo, che qui in Toscana rappresenta qualcosa in più che un semplice settore economico – commenta Luciano Nebbia, direttore generale di Banca Cr Firenze -. A tal proposito ricordo la costituzione di Agriventure, società del Gruppo Intesa Sanpaolo dedicata al settore agricolo, per fornire soluzioni concrete in risposta alle specifiche esigenze delle imprese delle filiere dell'agribusiness, che opera a livello nazionale e ha sede proprio a Firenze. Il Gruppo Intesa Sanpaolo, storicamente impegnato nel favorire i processi di aggregazione e innovazione delle imprese, si posiziona come la prima banca italiana in grado di supportare concretamente la costituzione e l'avvio dei contratti di rete attraverso un'offerta organica di servizi, finanziari e non, che si distingue per qualità e completezza".

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