Presentata a Piacenza la versione 2011 di Granoduro.net

Il sistema di supporto alle decisioni per la filiera del grano duro di qualità

Questo articolo è stato pubblicato oltre 8 anni fa

Scopri tutte le notizie aggiornate sull'agricoltura, puoi trovarle con la ricerca articoli.

granoduronet_2.jpg

Piacenza, un momento dell'incontro

Si è svolto presso il centro congressi dell'università cattolica di Piacenza la presentazione della nuova versione 2011 del sistema di supporto alle decisioni Granoduro.net.

GranoDuro.net è un servizio web interattivo estremamente innovativo che fornisce supporti decisionali per la coltivazione del frumento duro (dalla semina alla raccolta), calibrati su un determinato gruppo di varietà con elevate caratteristiche quanti-qualitative e riferiti alle condizioni agronomiche ed ambientali di ogni singolo appezzamento.

Il servizio, avviato nel Nord Italia, è in corso di estensione al Centro-Sud anche su altre varietà. Scopo dell’incontro, organizzato da Horta Srl, CGS Sementi e Società Produttori Sementi, è stato quello di presentare la versione aggiornata di GranoDuro.net e valutare, con il contributo di esperti ed operatori della filiera, gli impieghi e le possibili ricadute sul mercato di tale sistema, anche in funzione della imminente riforma della Politica agricola comunitaria.

L’incontro è stato moderato da Roberto Bartolini, e tutte le relazioni sono ora disponibili per la visualizzazione.

 

Le relazioni

 

Roberto Ranieri - Consorzio Sigrad
'La qualità e i volumi di grano duro richiesti dall’Industria Pastaria'

Vittorio Rossi - Università Cattolica del Sacro Cuore
'Produzione integrata: un sistema dinamico che richiede capacità decisionali'

 

Pierluigi Meriggi - Horta Srl
'GranoDuro.net: strumento innovativo di consulenza alle aziende'

 

Giuseppe Lanzoni - OP Italia Cereali
'La OP Nazionale Italia Cereali, una Organizzazione di Produttori al servizio delle filiere di qualità'

Stéphane Jézéquel - Arvalis Institut du végétal – Francia
'Le nuove forme di consiglio tecnico all’agricoltore sviluppati da Arvalis sul grano duro'

 

Giacomo Zanni - Università di Ferrara
'Il sistema d’innovazione agro-alimentare italiano: un’analisi SWOT-SOR'

 

Alla presentazione ha seguito un acceso dibattito sullo stato e sul futuro della filiera.
 

Piacenza, pubblico in sala durante la presentazione

 

Giovanni Di Genova (Mipaaf) ha presentato il progetto 'Rete qualità cerealicola nazionale', (8 milioni di finanziamento) con il quale si intende portare reddito alle aziende agricole. In base ai primi dati provenienti dal censimento agricolo, forse le aziende agricole produttive non superano le 500.000 unità: la base produttiva è quindi in forte contrazione ma il Made in italy è la migliore risorsa.
Due le strade: creare legami forti tra produzione, l'industria e l’intera filiera, passare la produzione agricola dal “Made in Italy “al “Produtc in Italy”.
Di Genova auspica strumenti che favoriscano l’accorpamento fondiario (tramite Ismea) per far acquisire alle aziende agricole attive zone non più coltivate ed ha lanciato la proposta per lunghe forme di affitto o leasing.

Secondo Carlo Pasti (agricoltore), il sistema GranoDuro.net permette anche a chi non ha specifiche competenze di fare bene il grano duro. Dall’esperienza dello scorso anno il sistema è apparso immediato, facile, aggiornato e utile, in grado di fornire consigli coerenti.

Angelo Di Milia (operatore del Centro sud) ha evidenziato come lo scorso anno con 180 kg di seme per ettaro, seguendo le indicazioni di GranoDuro.net siano state prodotte 7,9 tonnellate per ettaro, con elevato grado proteico (circa 13). L’obiettivo di ridurre fino a 100 kg ettaro di seme non sembra più così lontano.

Per Luciano Rossi (operatore della Toscana) vanno favoriti i progetti integrati di filiera (già alcuni sono stati approvati in Toscana) anche perché le rese in molte zone collinari della regione non superano le 3,2 tonnellate per ettaro: con i PIF si potrebbe recuperare valore in una coltura che ha avuto una riduzioni di superfici di oltre il 50% in pochi anni (oggi ci sono appena 77 mila ettari di grano duro in Toscana). Rossi ha inoltre presentato la “bella esperienza della pasta Tosca che, facendo entrare gli agricoltori direttamente nell’industria pastaria, ha permesso di aumentare il margine operativo degli agricoltori.

Ha concluso gli interventi Marco Silvestri (Barilla) che ha evidenziato che come all'industria servano costantemente qualità, sicurezza alimentare e sostenibilità.
Tutto deve partire dal grano, con controlli da fare in campo applicando linee tattiche per integrare le linee. strategiche. L’approccio GranoDuro.net è in linea anche con le esigenze dell’industria in quanto approccia la coltura a 360 gradi e pone molta attenzione alla difesa fitosanitaria; per l’industria è fondamentale la sanità delle produzioni e la totale assenza di DON (micotossine).


A cura di Ivano Valmori

Ti è piaciuto questo articolo?

Registrati gratis

alla newsletter di AgroNotizie
e ricevine altri

Unisciti ad altre 191.617 persone iscritte!

Leggi gratuitamente AgroNotizie grazie ai Partner