Nuova Zelanda, rilasciata nuova cultivar di pera

La nuova 'apple pear' unisce gusto, colore e conservabilità per conquistare i mercati mondiali

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'Apple pear': Plant & food research propone la nuova cultivar provvisoriamente nota come PremP109.

Prevar, l'azienda che si occupa di commercializzare in tutto il mondo le nuove cultivar di pere e mele sviluppate dalla Plant & food research neozelandese, ha annunciato di aver reso disponibile alla produzione commerciale una nuova cultivar di pera, PremP109 (nome provvisorio).

In particolare, i diritti di marketing sulla nuova varietà sono stati assegnati all'Associated international group of nurserie (Aign), un network internazionale che riunisce vivai in ogni parte del mondo e specializzato nella gestione di nuove varietà.

Molto accattivante per colorito, forma sferica, croccantezza della polpa e dolcezza al gusto, PremP109 è un incrocio tra una pera cinese e una giapponese. Le varietà originate da questi incroci sono noti come 'apple pear', in quanto assomigliando sia a una mela sia a una pera (caratteristica tipica delle varietà di origine orientali).

Le altre due cultivar di pero lanciate da Prevar nel 2005 - Maxie e Crispie - non ottennero risultati particolarmente brillanti sul mercato, a causa della breve shelflife e della scarsa conservabilità che mal di adattavano allo stoccaggio e quindi alle esportazioni. Secondo l'amministratore delegato di Prevar, Brett Ennis, PremP109 supererà queste istanze: "Maxie e Crispie non sono andate tanto bene" ha ammesso Ennis "ma la nuova varietà è maggiormente adatta all'export".

Lynnell Brandt, presidente of Aign, ha sottolineato che la nuova per, oltre a essere ottima per shelflife e conservabilità, ha avuto ottime reazioni da parte dei consumatori per gusto, aspetto e appeal generale. Al momento Aign è alla ricerca di un nome adatto per commercializzare il nuovo prodotto.

PremP109 è frutto dell'innovativo programma di breeding del pero iniziato da Plant & food research oltre 20 anni fa, che, nonostante i buoni risultati ottenuti, resta sempre minore di quello del melo: un divario comprensibile se si considera la Nuova Zelanda raccoglie infatti circa 300.000 tonnellate di mele all'anno, mentre le pere ricoprono appena l'1-2% di questo volume.

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