La fragola nel Mediterraneo, il futuro è nell'innovazione varietale

Le novità che arrivano dall'Italia, dagli Usa e dalla Spagna

Lorenzo Cricca di Lorenzo Cricca

Questo articolo è stato pubblicato oltre 9 anni fa

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Fragola Dora in coltura protetta presso Cesena
Fonte foto: Agronotizie

La fragola è caratterizzata da un dinamico ricambio varietale che garantisca qualità di prodotto, produttività, adattabilità all'ambiente di coltivazione, reddito agli addetti al lavoro ed adeguatezza al mercato. Inoltre permette d'ottenere la continua disponibilità, durante l’anno, di fragole fresche in funzione di necessità espresse dal mercato e dai consumatori.

L'Italia è un Paese che presenta caratteristiche ambientali e climatiche anche molto differenti a seconda della latitudine. Per questo motivo le cultivar devono presentare caratteristiche diverse ed una diversa adattabilità: al Nord si utilizzeranno varietà adatte per ambienti settentrionali, mentre al Sud si utilizzeranno varietà specifiche per gli ambienti meridionali. 

Le proposte italiane
Fin dal suo sviluppo, la fragolicoltura dell'Italia meridionale è stata dominata da importanti varietà californiane come, Tioga, Aliso, Dauglas, Chandler, Pajaro e Camarosa (tutte a basso fabbisogno in freddo). Tra queste, Camarosa è quella che ha avuto maggiore successo e diffusione. Da tempo, anche la ricerca italiana si sta muovendo per ottenere varietà pienamente adatte alle aree meridionali da porre in competizione a quelle californiane e spagnole.

Le iniziative riguardano sia l'ambito privato, sia l'ambito pubblico, sia l'interazione tra aziende private ed enti pubblici. Tra queste in particolare modo si citano Siba e Kamila (derivate dal programma del Civ di Ferrara) Kilo, Nora e Palatina (derivate dal progetto di breeding pubblico Frutticoltura, finanziato dal Mipaaf dal 1993 al 2003, e costituite da Cra - Unità di ricerca per la Frutticoltura di Forlì)

Siba presenta maturazione precoce, pianta rustica e vigorosa, adatta ad essere coltivata come pianta sia frigoconservata che fresca (per un periodo di raccolta particolarmente prolungato), frutto di forma conica-allungata, consistente e di buon sapore; Kamila presenta pianta molto produttiva e rustica, frutto di grossa pezzatura, molto consistente e caratterizzato da una lunga shelf-life; Nora presenta buona adattabilità sia agli ambienti meridionali, sia a quelli settentrionali (come il veronese), pianta d'elevata produttività adatta ad essere coltivata sia con piante fresche a radice nuda sia con piante frigoconservate, frutto di forma conica e regolare con buona qualità organolettica; Kilo presenta pianta rustica, frutto di colore rosso brillante, forma conico-allungata molto regolare, caratteristiche qualitative medie; Palatina presenta maturazione intermedia (simile a Camarosa), frutto d'elevata consistenza e dolcezza della polpa, forma molto allungata non sempre regolare.
Fragola in esposizione presso il Macfrut 2008 di Cesena

Innovazione dall'America
Anche gli Stati Uniti stanno sviluppando programmi di breeding per innovare il panorama varietale. Infatti ultimamente il ruolo delle varietà originate dall'Università di Davis sta perdendo importanza in diversi Paesi a seguito della forte competizione di varietà ottenute da altri programmi di selezione. Fra l’altro, la recente varietà Ventana, che inizialmente aveva suscitato grandi aspettative per l’epoca di maturazione molto precoce e la notevole pezzatura e consistenza dei frutti, non si è mai pienamente affermata a causa di diverse problematiche che ne riducono la produttività. Anche la recentissima Palomar, sempre ottenuta a Davis, non sembra destare un grande interesse in California.

Sempre dall’Università della California sono anche le prime novità rifiorenti d'interesse per questo areale. È il caso di Albion che a soli 4 anni dalla sua diffusione commerciale è già la varietà dominante della fragolicoltura californiana. Nessuna altra varietà in precedenza si era affermata in modo così rapido in California. In Italia, Albion è stata già valutata su ampia scala negli ambienti sia meridionali che settentrionali; si conferma interessante per il lungo periodo di raccolta, con frutti di elevate caratteristiche qualitative; ma la produttività non è sempre costante e la colorazione dei frutti può divenire troppo intensa, non uniforme (spesso con base quasi bianca). Di recente (2007) sono state diffuse altre tre nuove varietà rifiorenti californiane (Monterey, San Andreas e Portola), che però ancora non riscuotono un particolare successo nell’areale mediterraneo.

Oltre all'Università della California esistono in quest'area realtà private attive nel miglioramento genetico, come DriscollStrawberry Associates e Plant Sciences Inc. (Berry Genetics). A loro si devono l'introduzione di nuove varietà esclusive, tra cui San Juan, Lanai, Aguora, El Dorado, Magdalena e Camarillo (Driscoll) e Comminent, Virtue, Splendor, Promise e Valor (Berry Genetics).

Sempre per l’area mediterranea sono interessanti anche alcune varietà originate dall'Università della Florida. Quelle più comunemente conosciute  finora  sono Sweet Charlie (1992) e Strawberry Festival (2000). Tra le due varietà diffuse più recentemente (2008), Fortuna ed Elyana, la prima sembra di maggiore interesse per il ciclo di fruttificazione complementare a quello di Festival, con frutto mediamente grosso, consistente, di bell’aspetto e di buon sapore. La pianta è resistente ad antracosi, ma suscettibile a Phytophthora cactorum. Furtuna sembra ora riscuotere un particolare interesse presso molte aziende dell’areale di Huelva. 

Le proposte spagnole
La perdita d'importanza delle varietà dell’Università della California si sta manifestando anche in altri areali fragolicoli europei a clima mediterraneo, come quello di Huelva (Spagna). Infatti, in queste aree la varietà Camarosa ha ceduto quote considerevoli alla varietà di origine spagnola Candonga ®Sabrosa*, soprattutto per le notevoli ed apprezzate caratteristiche qualitative del frutto.

Attualmente, Candonga ®Sabrosa* è l’unica varietà con frutti che uniscono bell’aspetto, elevata dolcezza e consistenza della polpa con lunga shelf-life dopo la raccolta. L’aspetto più limitante di questa cultivar è legato all’epoca di maturazione piuttosto tardiva, ma soprattutto alla non sempre elevata e costante produttività della pianta. Candonga è stata diffusa nel 2002 dal programma spagnolo privato di Inotalis che deriva dalla fusione di due importanti programmi privati di breeding: quello spagnolo di Planasa, finalizzato agli ambienti meridionali a clima mediterraneo, e quello francese di Darbonne finalizzato agli ambienti dell’Europa centrale e settentrionale a clima continentale.

Oltre a Candonga, Inotalis-Planasa ha recentemente diffuso anche Macarena e Cristal. La prima, varietà unifera come Candonga, è caratterizzata da frutti di grossa pezzatura, di ottime caratteristiche qualitative, unite però a produttività della pianta non sempre elevata. Anche per Macarena, come per Candonga, appare utile fare ricorso ad un’epoca di piantagione precoce, impiegando materiale di buona qualità vivaistica. Cristal, invece, è una varietà rifiorente descritta come molto produttiva e particolarmente adatta ad essere impiegata in impianti di fine estate (facendo ricorso a piante frigoconservate) finalizzati a produzioni autunnali (ottobre-dicembre) e primaverili (aprile-maggio). Di particolare interesse il frutto, di bella forma, sempre perfettamente conica, molto regolare e di buone caratteristiche qualitative.
In Spagna sono attivi altri 2 programmi di miglioramento genetico, uno pubblico e l’altro privato. Quest’ultimo è il più recente (avviato nel 1999) ed è condotto da Fresas Nuevos Materiales S.A. (Fnm) e finanziato principalmente dai produttori associati di Huelva. La prima varietà diffusa da Fnm è Coral (2004), rinominata successivamente Rociera, che sta avendo un certo successo grazie alle notevoli caratteristiche qualitative del frutto, dolcezza e consistenza in particolare. Positivi sono risultati i primi riscontri sperimentali effettuati nelle aree meridionali italiane, soprattutto in quelle Campane. Più recentemente è stata diffusa Primoris a maturazione molto precoce, e Antilla di cui si attendono i primi riscontri sperimentali su larga scala nelle aree sia di Huelva che italiane. Recentemente sono state diffuse commercialmente Aguedilla, Amiga e Fuentepina. Aguedilla è a maturazione precoce, simile a Ventana, ma con pianta più rustica e meno suscettibile al disseccamento del calice. Il frutto è di buone caratteristiche qualitative e di forma conica, perfettamente regolare anche nel periodo invernale. Il suo limite principale, evidenziato anche negli areali italiani, appare essere la colorazione rossa che tende a divenire intensa, quasi scura, in concomitanza di innalzamenti termici durante la raccolta. Amiga è a maturazione precoce, ma la pianta è meno rustica di Aguedilla ed è suscettibile al disseccamento del calice, specialmente su terreni sabbiosi. Il frutto è di buon sapore, molto consistente e di lunga shelf life. Fuentepina è anch’essa precoce, con una pianta rustica e di elevato sviluppo vegetativo. Il frutto è di ottimo sapore, grazie all’elevato rapporto zuccheri/acidi, superiore a tutte le altre varietà.

Si ringrazia per la preziosa collaborazione il prof. Bruno Mezzetti, Dipartimento di Scienze ambientali e delle produzioni vegetali dell'Università Politecnica delle Marche

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Saprov - Politecnico delle Marche

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Tag: agroalimentare frutticoltura ortofrutta

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