Batteriosi dell'actinidia, un problema crescente

I sintomi della malattia individuati nella zona del Lazio. Messo a punto un programma di prevenzione

Lorenzo Cricca di Lorenzo Cricca

Questo articolo è stato pubblicato oltre 11 anni fa

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Actinidia sintomi cancro batterico.jpg

Sintomi della batteriosi su foglia e su tronco
Fonte foto: Atlas of Plant Pathogenic Bacteria - APPB

L'Italia, leader mondiale nella coltivazione e produzione di kiwi, da alcuni anni è soggetta all'attacco di una grave patologia che sta causando molti problemi e danni. La malattia si chiama cancro batterico dell'Actinidia ed è causata dallo Pseudomonas syringae pv. actinidiae. La zona dove è stata al momento individuata è il Lazio con attacchi isolati sul kiwi giallo.

I sintomi tipici della batteriosi sono osservabili sulle foglie (maculature idroponiche), sui boccioli e sui fiori (imbrunimenti giallo-marrone), rami e tronchi (formazione di cancri e fuoriuscita di essudato che può essere color ruggine su A. chinensis e color bianco opaco per A.deliciosa). Il decorso della malattia è molto rapido ed in poco tempo la pianta può essere portata alla morte.

Allo scopo di ridurre la diffusione si è deciso d'intervenire grazie ad un programma di prevenzione e d'estirpazione ed alla costituzione di un'unità di crisi.

"Questa malattia - spiega Alessandro Fornari direttore del Consorzio Kiwigold - desta preoccupazione tra gli addetti al lavoro, vista la veloce diffusione che sta dimostrando. Al momento l'unica metodologia di lotta è rappresentata dalla prevenzione e dall'estirpazione delle piante infette. Per una corretta attività di prevenzione i nostri tecnici eseguono un'attenta attività d'informazione accompagnata da adeguati trattamenti chimici a base di rame per abbassare la carica microbica e utili tecniche colturali ed agronomiche. A seguito di controlli e monitoraggi, i nostri impianti di Jintao si presentano colpiti per il 15-20%".

"Attualmente - spiega Maurizio Dalpane dei Vivai Dalpane - la lotta alla batteriosi dell'Actinidia si basa sull'utilizzo di opportune ed equilibrate pratiche agronomico-colturali e sull'applicazione di agrofarmaci a base di rame in modo costante e tempestivo. Questo permette di mantenere bassa la carica batterica, soprattutto in alcuni momenti molto delicati come la ripresa vegetativa, nel periodo post potatura verde, dopo la raccolta, a caduta foglie, dopo la potatura invernale e successivamente al verificarsi di eventi meteorici o traumi che causano ferite.
Inoltre, per adeguarci alle nuove normative sull'uso dei prodotti per la difesa nei nostri impianti e degli impianti dei nostri agricoltori, vengono eseguiti trattamenti a base di Verdeviva®, una soluzione elettroliticamente attiva a base di acqua e cloruro di potassio (o sodio). Per ottenere tale sostanza è necessario utilizzare una macchina prodotta dall'azienda
Verdenora che permette di attivare la combinazione delle due sostanze inserite, direttamente in campo, ottenendo acido ipocloroso più radicali liberi".

"Questa soluzione - continua Dalpane - diluita con i normali prodotti da difesa mantiene un'eccezionale azione igienizzante per poi ritrasformarsi, col passare del tempo, in acqua e cloruro di potassio (o sodio) che sono totalmente non tossici e rischiosi".

Secondo i rilievi eseguiti dalla Regione Lazio - Direzione Regionale Agricoltura Area Servizi Tecnici e Scientifici, Servizio Fitosanitario Regionale nella sola zona di Latina sono stati riscontrati nel 2009 attacchi sul 9% della superficie coltivata a kiwi giallo. Un valore che poi è aumentato nel 2010, per arrivare al 30%. Dall'inizio dell'anno sono stati individuati sintomi anche su piante a frutto verde, a dimostrazione che anche queste ultime sono più resistenti, ma non del tutto esenti dal problema.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: ortofrutta difesa

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