Miglioramento genetico, nuove cultivar dal mondo

Recenti attività di ricerca hanno messo a disposizione degli agricoltori nuove varietà

Lorenzo Cricca di Lorenzo Cricca

Questo articolo è stato pubblicato oltre 9 anni fa

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Frutti di kiwi rosso Enza Red in mostra al Fruit Logistica 2010
Fonte foto: Turners&Growers

Per miglioramento genetico si intende il processo di modifica del patrimonio genetico finalizzato a migliorare le caratteristiche utili all'uomo nelle specie vegetali o animali. Attualmente, grazie alle moderne tecniche biotecnologiche, tale processo risulta essere una combinazione delle osservazioni fenotipiche e delle conoscenze genotipiche rese disponibili dallo studio dei genomi.

Grazie ad alcune iniziative di ricerca in diversi istituti pubblici o aziende private si sono ottenute nuove cultivar che presto saranno a disposizione degli agricoltori e successivamente del mercato.

Un ribes dalla Gran Bretagna
Lo Scottish Crop Research Institute (Istituto di ricerca varietale) di Dundee (Scozia), da alcuni anni stava lavorando allo sviluppo di nuove varietà di ribes. All'interno delle più interessanti varietà ottenute si sono distinte quelle con la caratteristica di adattarsi ad un clima mite. In queste condizioni infatti la pianta di ribes tende a produrre un raccolto difficile, a causa di un'irregolare germogliazione e di frutti di scarsa qualità. Le nuove varietà, presto saranno sperimentate a livello più commerciale, anche in climi non adeguati permettono di ottenere una produzione buona e regolare.

Due pomodori dalla Giamaica
Il Ministero dell'agricoltura di Bodles, a St. Catherine (Giamaica) ha creato, con la collaborazione di Ansa Seed e il St. Jago Farm Supplies di St. Catherine, due nuove varietà ibride di pomodori resistenti e tolleranti ad alcune importanti virosi tra cui il TYLCV (Tomato Yellow Leaf Curl). Entrambe le varietà, denominate Summer Star e Striker, provengono da un programma decennale di ricerca e sviluppo su quattro linee di pomodoro ibrido finalizzato allo sviluppo di cultivars con tolleranza al virus TYLCV (Tomato Yellow Leaf Curl).

Un nuovo kiwi dal colore rosso
L'azienda neozelandese Turners&Growers, proprietaria del marchio Enza, ha recentemente presentato al Fruitlogistica 2010 di Berlino il nuovo kiwi rosso. Il frutto appare con polpa di colore striata di rosso, gusto esotico e consistenza vellutata. 'Il prodotto - dice Jeff Wesley direttore di Turners&Growers - ha tutte le carte in regola per espandersi in modo significativo sui principali mercati internazionali, proprio come avvenuto in passato per la varietà a polpa gialla'. Il kiwi rosso è attualmente coltivato in Cina, ma molte altre nazioni si aggiungeranno nella base produttiva nei prossimi anni.

Dall'Italia il Pomodoro Nero
La Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, l'Università di Modena e Reggio Emilia e la Tuscia di Viterbo hanno presentato lo scorso anno il pomodoro nero, risultato di attività di ricerca nell'ambito del progetto interuniversitario 'Tom - Anto', finanziato dal Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica e coordinato dal professor Pierdomenico Perata, ordinario di fisiologia vegetale alla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. Il Sun Black (così si chiama il pomodoro) unisce in un unico alimento le componenti nutrizionali di più frutti capaci di prevenire le malattie e di migliorare la qualità del metabolismo, rallentando l'accumulo di radicali liberi. 'E' nata così l'idea  - spiega Pierdomenico Perata - di combinare in uno stesso alimento le qualità del pomodoro con quelle dell'uva nera o dei mirtilli che contengono un'elevata quantità di antociani, dall'azione antiossidante'. Gli antociani sono infatti assenti normalmente nei pomodori. Per raggiungere l'apporto nutritivo del Sun Black, una normale insalata, per quanto già salutare di per sé, dovrebbe essere arricchita dalla presenza di mirtilli o di uva nera.

Via due geni e i pomodori non marciscono
L'ultima novità la si deve ad Asis Datta del National Institute of Plant Genome Research di Nuova Delhi. Il ricercatore indiano ha identificato i due enzimi principalmente responsabili della maturazione del pomodoro dopo il raccolto. Togliendo i geni per questi enzimi, alfa-mannosidasi (alfa-Man) e beta-D-N-acetilesosaminidasi (beta-Hex), i pomodori restano sodi e succosi per 45 giorni contro i 15 circa di un pomodoro standard.

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Fonte: Agronotizie

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Tag: agroalimentare frutticoltura orticoltura ricerca agricoltura nel mondo

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