L'Istat ha reso disponibili i principali risultati dell'indagine campionaria sull'utilizzo dei prodotti fitosanitari nella coltivazione della patata per l'annata agraria 2008-2009.

La rilevazione sull'impiego dei prodotti fitosanitari in agricoltura è condotta con cadenza annuale e interessa, a rotazione, varie colture.

I risultati dell'indagine consentono di ampliare la conoscenza sull'impiego dei prodotti chimici in agricoltura e sulle possibili interazioni tra pratiche agricole e salvaguardia dell'ambiente, permettendo così di elaborare indicatori agro-ambientali inerenti l'uso dei prodotti fitosanitari o fitoiatrici.

La difesa fitosanitaria della patata comprende trattamenti mirati a combattere principalmente funghi, insetti ed acari e erbe infestanti; si eseguono anche interventi fitosanitari misti, ma in misura inferiore rispetto ai precedenti.

Nell'annata agraria 2008-2009 le aziende che effettuano trattamenti di difesa fitosanitaria della patata sono pari al 46,2% del totale, con una superficie media (pari a 2,3 ettari) nettamente superiore rispetto a quella delle aziende che non effettuano interventi fitoiatrici (0,3 ettari).

Gli sfavorevoli andamenti stagionali di natura climatica hanno reso necessari interventi diversificati di difesa della patata. In particolare, si è fatto ricorso a fungicidi, insetticidi ed erbicidi. Rispetto all'annata agraria 2003-2004 la media del numero di trattamenti eseguiti è passata da 2,8 a 5,1.

In corrispondenza dell'aumento della superficie trattata tra i due periodi considerati si è registrato anche un aumento della quantità utilizzata di principi attivi (+204 mila chilogrammi). Inoltre, la dose media per ettaro è passata da 3,6 nel 2003-2004 a 5,4 chilogrammi per ettaro nel 2008- 2009.

 
Trattamenti fitosanitari
Fra le aziende che coltivano patate, il 35,5% esegue trattamenti fungicidi, il 27% interventi insetticidi e acaricidi, mentre il 13,5% e il 5,5% rispettivamente trattamenti erbicidi o diserbanti e misti.

Il numero di interventi varia da un minimo di 1 a un massimo di 5 per azienda.

Rispetto al periodo 2003-2004, nell'annata agraria 2008-2009, a fronte di un aumento della superficie trattata, si registra in generale un forte aumento nel numero dei trattamenti, passati da 24,4 a 224,5 mila (+818,7%). In particolare, i trattamenti fungicidi crescono di 69,1 mila interventi (+494,5%), gli insetticidi e acaricidi di 60,0 mila interventi e quelli erbicidi di 44,2 mila trattamenti.

I trattamenti misti, infine, aumentano di 26,6 mila interventi.

Nell'annata agraria 2008-2009 sono stati eseguiti mediamente 5,1 trattamenti per ettaro di superficie destinata alla coltivazione della patata complessivamente trattata con prodotti fitosanitari. Rispetto all'annata agraria 2003-2004 si registra un incremento di 2,3 trattamenti in totale; ad aumentare sono, in particolare, i trattamenti insetticidi e acaricidi (+0,7 trattamenti medi per ettaro di superficie complessivamente trattata).

Fungicidi
L'andamento climatico dell'annata agraria 2008-2009 è stato caratterizzato da frequenti precipitazioni atmosferiche. Ciò ha favorito condizioni particolarmente favorevoli allo sviluppo di numerosi parassiti fungini, che provocano gravi danni alla coltura della patata; tra questi si segnalano la Peronospora e l'Alternaria Solani.
Dal confronto con i dati relativi al periodo 2003-2004 si rileva che le sostanze fungicide hanno subito un incremento di 171,1 mila chilogrammi (pari al 658%); in particolare gli azoto solforganici sono aumentati di 98,7 mila chilogrammi.

Insetticidi e acaricidi
Tra gli insetti e acari dannosi per la patata, i più comuni sono il grillo talpa, il maggiolino e il gremignolo, che danneggiano radici e tuberi in campo. I principi attivi insetticidi e acaricidi, pari a 15,3 mila chilogrammi (su una superficie di 43,4 mila ettari), costituiscono, in termini di quantità distribuita, il 6,5% del totale delle sostanze attive utilizzate nella difesa fitosanitaria.
In particolare, con quasi 5 mila chilogrammi impiegati su una superficie di 7,3 mila ettari, i fosforganici rappresentano la classe di sostanze attive più utilizzata.
Rispetto all'annata agraria 2003-2004 le sostanze attive insetticide e acaricide aumentano di 13,1 mila chilogrammi (+616,6%) e in particolare, i fosforganici di ben 4,5 mila chilogrammi. Al contrario, gli unici principi attivi in diminuzione sono gli olii (- 70%).

Erbicidi o diserbanti
Le sostanze attive erbicide impiegate per la difesa della patata (18,8 mila chilogrammi), vengono utilizzate sul 42,9% della superficie complessivamente trattata. I principi attivi più utilizzati dalle aziende sono le sostanze nitroderivati.
Rispetto all'annata agraria 2003-2004 le sostanze attive erbicide subiscono un aumento di ben 15,2 mila chilogrammi (+428,9%); in particolare, le sostanze attive nitroderivati-benzonitrili aumentano di 10,1 mila chilogrammi (+656,7%).

Vari e Biologici
L'impiego di prodotti fitoiatrici vari e biologici è scarsamente diffuso nella patata. Ad essere utilizzati sono, in particolare, i fumiganti e non, con 2,8 mila chilogrammi e una media di 1,7 chilogrammi per ettaro. Per quanto riguarda le sostanze attive di origine biologica, vengono impiegati 1,3 mila chilogrammi di microrganismi sull'1,8% della superficie trattata, con una media di 1,6 chilogrammi per ettaro.

 

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