Il mese di novembre rappresenta per i vivaisti un momento delicato, in cui si deve prestare la massima attenzione per non compromettere i risultati di un lungo e laborioso lavoro (il ciclo produttivo 'classico' di una pianta in vivaio dura circa due anni).
E' infatti in questo periodo che ha inizio l'estirpazione delle piante poste in vivaio e che verranno successivamente utilizzate dagli agricoltori per il trapianto in impianti frutticoli. Una pianta estirpata a radice nuda è in ottime condizioni se presenta un apparato radicale ben integro, privo di lacerazioni e tagli consistenti alle radici principali.
 
Ma  qual è il momento ideale per l’estirpazione? La risposta tecnica e teorica appare semplice: 'quando la pianta entra in pieno riposo vegetativo'.
Nella realtà pratica, tuttavia, molti fattori influenzano l’epoca di estirpazione e conseguentemente la realizzazione dei nuovi impianti:
 
• Tradizione locale: è un fattore molto importante perché dettato dall'esperienza di chi opera su quel preciso territorio e dalle abitudini.
Si usa infatti piantare tardi (quindi verso la primavera) in quei luoghi dove la siccità non è di solito una minaccia (vedi gli ambienti prealpini), mentre al Sud si pianta a gennaio, dove di solito prima di quella data le piante sono ancora 'infogliate'; ancora, si pianta presto nelle colline romagnole, dove in presenza di terreni spesso molto argillosi può esserci un rischio di dover rinviare tutto a fine inverno nel caso di pesanti precipitazioni;
 
• Andamento Climatico: è ovviamente il fattore 'meno controllabile'. Proprio per questo serve la massima tempestività, prima nella preparazione del terreno poi nella messa a dimora del frutteto: insomma, il vecchio adagio 'chi  ha tempo non aspetti tempo' è più che mai adatto;
 
• Possibilità di conservare le piante fra l’estirpazione e la messa a dimora: è il caso classico dei vivaisti che sono tutti più o meno organizzati con strutture atte alla conservazione delle piante estirpate, dalle più semplici (la tagliola) alle celle frigo. Tutto ciò per consentire al vivaio la massima flessibilità commerciale e quindi un migliore orientamento alle esigenze dei clienti.