Il settore ortofrutticolo attraversa un periodo di crisi e difficoltà, non diversamente da quanto accade a livello mondiale all'intera economia. 

'Una crisi che deve essere affrontata" dice il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia. "Per risolverla abbiamo chiesto e ottenuto dalla Commissione europea un confronto sulle tematiche segnalate dall’Areflh, l'Associazione che raggruppa 27 regioni ortofrutticole europee in Francia, Spagna, Portogallo, Belgio ed Italia. La Commissione ha approvato un documento che chiede l’attivazione delle modifiche della normativa Ocm per la gestione delle crisi nell’ortofrutta. Non ho mai nascosto - ha concluso Zaia - che la Ocm, così come l’abbiamo ereditata, non mi ha mai trovato del tutto d’accordo: è urgente modificarla, per aiutare i tantissimi produttori europei che oggi sono in forte difficoltà.'

 

Anche il kiwi è in crisi
Nell'annata passata il settore del kiwi è rimasto fuori dalla crisi del settore ortofrutticolo, grazie a qualità elevata del prodotto, crescente interesse da parte del mercato ed adeguata remunerazione ai protagonisti della filiera; quest'anno tuttavia sembra accusare il colpo. I prezzi risultano mediamente inferiori del 20-25% rispetto allo scorso anno: il rischio è che i produttori si possano trovare con costi di produzione più alti dei reali ricavi ottenuti dalle vendite.

'Anche il kiwi presenta un momento di difficoltà  - spiega Giampaolo Dal Pane di Summerfruit nell'intervista fatta al Corriere Ortofrutticolo - che potrebbe protrarsi anche per la prossima stagione. Essa è partita con alcuni fattori negativi, in primis la crisi economica, che hanno influenzato l'intero comparto ed il mercato finale.' 

 

Concorrenza produttiva e di mercato
A tutto questo si aggiunge la crescente concorrenza dei paesi tradizionalmente vocati alla coltivazione di actinidia (come Nuova Zelanda e Cile) e dei paesi emergenti (come la Cina). Sia nei primi che nei secondi è aumentata l'offerta che viene riversata sul mercato, creando difficoltà al nostro prodotto. L'esportazione diventa così più difficile visto che i mercati recettivi al prodotto sono sempre gli stessi e sempre più in difficoltà. Bisognerebbe quindi cercare nuove possibilità commerciali puntando su attività di marketing adeguate e su nuovi mercati che fino ad oggi sono rimasti emarginati (come per esempio il mercato cinese).

 

Summerfruit, una realtà in crescita
'Uno dei grandi punti di forza del sistema Summerkiwi® - spiega Giampaolo Dal Pane di Summerfruit - è proprio l’immagine del prodotto nei punti vendita ed una comunicazione attenta alle esigenze del consumatore moderno, che sempre di più vuole immediatamente riconoscere e distinguere il prodotto attraverso la sua immagine e, di conseguenza, sia facilitato nel riacquisto. L’obiettivo di tutta la comunicazione voluta da Summerfruit®, sia nei punti vendita sia sui media specializzati, è quello di trasmettere l’immagine di un marchio di livello mondiale, che deve essere sempre più sinonimo di qualità certa e controllata. Il prodotto Summerkiwi® è etichettato al 100% affinché il consumatore lo riconosca attraverso i suoi imballaggi caratteristici, individuandolo così come varietà distinta e dal gusto diverso (sono ormai note le sue caratteristiche di prodotto ad alto tenore zuccherino, bassa acidità, columella morbida e colore brillante).'

'Il distributore - continua Giampaolo Dal Pane - può scegliere, in funzione delle sue necessità e clientele, in quale formato proporlo: dai vassoi, al cestello confezionato da 500 g o da 1 kg in 'flowpack' per preservarne tutta la fragranza e la certezza di mantenere la qualità anche nei banchi self-service. Altra opzione sono le confezioni più grandi, per tutte le necessità commerciali assistite e non. Proprio in quest'ottica è recente un accordo con Kiwi Atalantico che commercializzerà in Spagna il Summerkiwi in apposite vassoi da 3 Kg (500x300x70) con kiwi posti su uno strato, vassoi da 10 Kg (500x300x160) con kiwi posti alla rinfusa e confezioni Flow Pack. Tutti i kiwi presenti nella confezione saranno accuratamente marchiati o bollinati. Per quanto riguarda Summerfruit la previsione produttiva per quest’anno è di 4.500 mila tonnellate per l'Europa (Italia, Francia, Grecia, Spagna e Portogallo), contro le 2.500 dello scorso anno, e di 2.500 mila tonnellate nell'emisfero Sud (ad esempio Nuova Zelanda, Cile, Argentina e Uruguay). In termini di superfici In Italia sono stati investiti quest'anno circa 330 Ha in Italia, 170 Ha in Francia e 350 Ha nell'Emisfero Sud'

 

Sempre più Qualità
In un'annata come questa, dove il comparto del kiwi sembra avere qualche difficoltà e dove le previsioni non sembrano entusiasmanti, la qualità potrebbe rappresentare il vero valore aggiunto. 'Sono convinto - spiega Giampaolo Dal Pane - che mai come quest’anno, complice anche la crisi in atto, la qualità del prodotto possa emergere. Per noi la qualità è comparabile con l'elevato grado zuccherino (circa 12° Brix) che conferisce al summerkiwi un sapore dolce e poco acidulo unico ed inconfondibile che lo rende particolarmente appetibile dal mercato. La nostra azienda potrà quindi distinguersi sui mercati con il proprio marchio ed al tempo stesso potrà ricercare nuove possibilità di valorizzazione del proprio prodotto. La ricerca di nuovi mercati può essere una vera possibilità d'impresa per accrescere le nostre prospettive.'

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Fonte foto: Summerfruit Srl