Pesche, albicocche e susine alla ricerca del mercato

Drupacee, in vetrina nella tradizionale mostra pomologica di luglio del CRA

Lorenzo Cricca di Lorenzo Cricca

Questo articolo è stato pubblicato oltre 11 anni fa

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Nella giornata del 25 luglio 2009 presso il CRA, Centro di Ricerca per la Frutticoltura si è tenuta la 46a edizione della mostra pomologica. Come da tradizione, a fine luglio sono protagoniste le drupacee (pesche nettarine, susine ed albicocche) per un totale di circa 500 campioni (160 di pesco, 100 di nettarine, 20 di percoche, 100 di albicocco, 60 di susino, 17 di mandorlo e 70 di varietà antiche).

Assieme alle più recenti cultivar e selezioni che maturano fino alla data della mostra - frutto di programmi italiani di miglioramento genetico - sono stati esibiti alcuni frutti di varietà antiche provenienti dalla collezione del germoplasma frutticolo curato dal centro, nell'ambito dei finanziamenti erogati dal Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali. All'evento hanno aderito importanti vivaisti italiani, ai quali è stato riservato uno spazio particolare.

'Il programma di questa edizione - spiega Camine Damiano direttore del CRA Centro di Ricerca per la Frutticultura - prevede un commento sulle varietà e selezioni esposte da parte del Dr. Luigi Conte per quanto riguarda il pesco, Walter Nencetti per il susino e Roberto Massai per l'albicocco. Un approfondimento sulle varietà di pesche e nettarine adatte al Centro ed al Sud Italia sarà illustrato da Carmelo Mennone direttore dell'azienda sperimentale Pantanello di Metaponto (Mt). In chiusura presentazione della Monografia dei Portinnesti dei Fruttiferi, pubblicazione bilingue a cura di Carlo Fideghelli.'

 

Pesche, nettarine e percocche

'Il pesco rappresenta una cultivar di grande tradizione ed importanza nel nostro paese - evidenzia Luigi Conte del CRA, Centro di ricerca per la frutticoltura - e nel gruppo delle drupacee è la più ricca di tipologie e la più dinamica per numero di varietà da tempo disponibili ed in corso di diffusione.

Il CRA FRU di Roma ha contribuito al miglioramento genetico e ad un'evoluzione varietale per essere sempre più vicini alle esigenze del mercato. In modo particolare i caratteri su cui si è concentrati sono la forma, la tipologia e il colore della polpa, le qualità organolettiche e la shelf-life. Lavorando in questa direzione siamo riusciti a costituire e brevettare 9 diversi tipi di pesche e nettarine tra cui Ufo, Platinet, Ghiaccio, Kalos ed Elios.

Gli obbiettivi futuri dell'istituto sono l'ampliamento del calendario di maturazione, la creazione di nuove tipologie di frutto con caratteristiche adatte al mercato, frutti a maturazione contemporanea, elevata consistenza della polpa, elevata shelf-life, elevato sapore, elevate qualità organolettiche, alto livello di salubrità, resistenza alle principali malattie ed agenti biotici.'

 

Albicocco

'Continua la tendenza all'espansione del mercato sia interno che internazionale - segnala Roberto Massai del Dipartimento di Coltivazione e Difesa delle Specie Legnose "G. Scaramuzzi" - Questa tendenza è legata ad un aumento dei consumi. Emerge pertanto la necessità di una segmentazione dell'offerta produttiva per differenziare adeguatamente le diverse nicchie di mercato esistenti. Appare quindi ampiamente giustificata la sete di novità del settore produttivo al fine di garantire una maggiore copertura temporale di commercializzazione e la diversificazione merceologica dell'offerta. 

Durante il 2009 sono state 17 le nuove accessioni inserite nell'ambito del progetto, mentre 18 erano state inserite nel corso del 2008 e del 2009. Un numero molto elevato di nuove cultivar che fa ben sperare per un rinnovamento della coltura, ormai legata da molti anni a pochi genotipi ben conosciuti. Tra le novità più interessanti introdotte nell'ambito del progetto Liste Varietalisi ricordano: Sweet Cot® Toyuda* (-9 San Castrese), Tom Cot® Toyaco* (-8), Flavorcot® Toyoto* (-1).' 

 

Susino

'Tra le specie arboree da frutto più coltivate - commenta Valter Nencetti del Dipartimento di ortoflorofrutticoltura dell'Università di Firenze - il susino è forse quella che sta soffrendo meno della crisi generale del mercato ortofrutticolo, dovuta principalmente a eccessi produttivi o disaffezione del consumatore. Sebbene il miglioramento genetico mondiale ed in parte quello italiano abbiano reso disponibili nuove cultivar, spesso non si riscontra un adeguato interesse per la loro introduzione e sperimentazione, a causa della sfiducia generata dalla serie di insuccessi riportata dalla maggior parte di cultivar introdotte. Questa sterile attività di breeding riguarda principalmente le cultivar cino-giapponesi che per le loro qualità pomologiche soddisfano al meglio il consumatore ed il mercato, tanto da costituire oltre il 75% della produzione nazionale.'

 

La monografia dei portinnesti

Questa pubblicazione vuole rappresentare la divulgazione di sapere e informazioni sui principali portinnesti attualmente in commercio per dare voce anche ad una parte del progetto "Liste di orientamento varietale dei fruttiferi".

Al momento, il progetto ha pubblicato 3 aggiornamenti dei portinnesti consigliati (1995, 1999 e 2002) e questo rappresenta il quarto. In occasione di una riunione del gruppo di lavoro tenutasi a Pisa nel 2006 si è deciso di raccogliere in una monografia la ricca documentazione dei 23 campi sperimentali integrati da dati provenienti da prove sperimentali condotte al di fuori del progetto e dalla bibliografia.

Il volume comprende 63 schede descrittive dei principali portinnesti selezionati in Italia e di quelli che, nel nostro paese, hanno una rilevanza per il vivaismo e la frutticoltura. Ciascuno dei quattro capitoli (drupacee, ciliegio, melo e pero) è completato da una tabella che elenca e descrive sinteticamente altri portinnesti di minore importanza, alcuni diffusi da tempo, altri di recente introduzione ma non ancora sufficientemente valutati nelle condizioni colturali italiane.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Plantgest, il motore di ricerca delle varietà frutticole

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