Ricerca applicata in corilicoltura

Pubblicazione a cura della Regione Piemonte - Assossorato Agricoltura realizzata in collaborazione con il Creso

Questo articolo è stato pubblicato oltre 11 anni fa

Scopri tutte le notizie aggiornate sull'agricoltura, puoi trovarle con la ricerca articoli.

Pubblicazione nocciolo.jpg

Regione Piemonte e Creso, ricerca nel settore corilicolo

La Regione Piemonte ha una grande tradizione nel settore corilicolo sia per l'estensione della coltura sia per la produzione di elevata qualità che si presta non solo al consumo fresco ma alla trasformazione.
Nell’ambito del programma regionale di ricerca, sperimentazione e dimostrazione agricola sono stati affidati progetti di ricerca specifici per il settore corilicolo al Creso – Consorzio di ricerca sperimentazione e divulgazione per l’ortofrutticoltura piemontese che li ha realizzati in collaborazione con numerose istituzioni scientifiche. Tra questi, la pubblicazione dal titolo 'Ricerca applicata in corilicoltura'.
 
Il nocciolo è una specie importante per i tanti territori collinari del basso Piemonte (Alta Langa, Roero e Monregalese), dell’Astigiano e dell’Alessandrino. Rappresenta una coltura chiave per il territorio, in particolare in quelle zone dove non sussistono alternative colturali, se non l’allevamento ovi-caprino o la silvicoltura.
L’interesse per la coltura del nocciolo in Piemonte è dimostrato dall’incremento delle superfici corilicole (fonte Istat anni 2000-2007) e delle produzioni; il primato della superficie coltivata a nocciolo lo detiene la provincia di Cuneo (Albese) con circa 7.700 ha coltivati. La cultivar di riferimento è la Tonda Gentile delle Langhe che ha caratteristiche agronomiche di rilievo quali il portamento eretto, un vigore vegetativo medio, epoche di fioritura maschile e femminile precoci ed epoca di raccolta precoce (ultima decade di agosto – inizio di settembre).

 

La sezione corilicola del Creso che lega la propria attività di ricerca soprattutto alla Tonda Gentile delle Langhe, svolge in gran parte il lavoro presso l’Azienda sperimentale “Nasio” di Cravanzana. L’attività sperimentale è focalizzata , in particolare sui punti più importanti del percorso di qualità, curando gli aspetti di gestione del suolo, della fertilizzazione fino alla difesa contro le avversità improntata al più rigoroso rispetto dell’ambiente.

 

Le prove hanno durata pluriennale e i risultati ottenuti vengono puntualmente comunicati ai tecnici dell’assistenza in modo che possano trasferirli alle aziende e agli operatori del settore. I temi di ricerca trattati riguardano vari argomenti come la micropropagazione, la potatura, la fertilizzazione e la difesa.

Ti è piaciuto questo articolo?

Registrati gratis

alla newsletter di AgroNotizie
e ricevine altri

Unisciti ad altre 238.856 persone iscritte!

Leggi gratuitamente AgroNotizie grazie ai Partner