Nocciola italiana: a breve un marchio nazionale

La 'Città della nocciola' incontra il ministero: è necessario un piano di rilancio, difesa e valorizzazione della corilicoltura italiana

Francesca Bilancieri di Francesca Bilancieri

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Si è svolto mercoledì 29 aprile 2009 presso il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali l'incontro tra una delegazione ministeriale guidata dal dott. Giuseppe Nezzo, Capo Dipartimento del Ministro Luca Zaia, e una folta e rappresentativa delegazione dell'Associazione Nazionale Città della Nocciola. All'incontro ha partecipato il Presidente della Commissione Agricoltura della Camera, on.le Paolo Russo, imprimendo, così, al secondo incontro ufficiale tra l'Associazione e il Ministero, un carattere di operatività e cordialità istituzionale per mettere a punto una strategia di rilancio, difesa e valorizzazione della nocciola italiana e dei suoi territori di produzione

La nocciola italiana, con i suoi circa 70.000 Ha (di cui il 98% concentrati in Campania, Lazio, Sicilia e Piemonte) ed una produzione di circa 110.000 t. è un tassello importante dell'economia agricola di alcuni areali e caratterizzante dei relativi territori (ambiente e secolare azione dell'uomo) che conferiscono alle nocciole italiane caratteristiche organolettiche di assoluta eccellenza.

Il presidente dell'Associazione, nel raccordarsi all'incontro già avuto il 31 ottobre 2008, ha esposto la strategia politica per una governance nazionale della nocciola italiana finalizzata a sviluppare una politica unitaria della corilicoltura italiana ed una ipotesi del Piano Strategico Integrato di valorizzazione, comunicazione e promozione del settore corilicolo nazionale 2009-2011 redatto dall'Associazione. A fronte di uno scenario e di un mercato molto complesso, turbolento e condizionato da fattori anche esterni,  tra cui la massiccia presenza della produzione turca che con i suoi 500.000 Ha ed una produzione di otre 800.000 t. (ben oltre il 72% della produzione mondiale della nocciola) quasi tutta  destinate ai mercati esteri, è leader assoluta del mercato mondiale della nocciola.

Da questi pochi ma significativi riferimenti  produttivi si assume a dato di fatto inconfutabile che  le produzioni italiane soffrono e rischiano continuamente e sempre di più di essere delocalizzate: ma certamente i territori corilicoli italiani delle mille tipicità e qualità territoriali non possono assolutamente esserlo.

Sono, infatti, i caratteristici territori della nocciola italiana (ricchi anche di immensi tesori di cultura, tradizioni,storia, gastronomia, bellezze paesaggistiche,ecc.) che danno valore aggiunto alla corilicoltura nazionale che è leader mondiale anche per i riconosciuti marchi collettivi di qualità e di origine che vanta e che tutto il mondo ci invidia ma che, a tutt'oggi, non ha visto l'attenzione che richiede per una sua giusta valorizzazione.

Per questo motivo, l'Associazione propone di lavorare all'istituzione del marchio  ombrello "Nocciola Italiana": un marchio nazionale da valorizzare, tutelare e rendere riconoscibile dai consumatori e che deve contrassegnare i prodotti realizzati con la "Nocciola Italiana". Oggi, sempre di più, i consumatori di nocciole di qualità e dei relativi derivati (gelateria, pasticceria, gastronomia, ecc.)  sono disponibili ed interessati a trasferirsi come turisti nei luoghi di produzione, quali nuove destinazioni turistiche, dalle Langhe ai Picentini, dai Cimini ai Nebrodi, solo per indicare alcune delle realtà nazionali che hanno avviato e promuovono il turismo eno-gastronomico e della nocciola. 

Il territorio, nel suo insieme, rappresenta il valore aggiunto della nocciola di qualità e l'azienda agricola multifunzionale nei territori della nocciola può e deve produrre e creare reddito, occupazione e sviluppo (nella gastronomia, nella trasformazione, nei servizi, negli itinerari turistici, ecc.) a favore di quelle comunità che riconoscono ed eleggono nella Nocciola Italiana il loro orgoglio locale: da quì la opportunità di dare vita ad una governance italiana del sistema nocciola.  

I Comuni italiani della nocciola, dopo la VII Assise Nazionale, sono impegnati ad adottare una importante delibera sulla tutela e la valorizzazione della nocciola e dei suoi territori in preparazione delle audizioni già in corso di programmazione presso le Commissioni Agricoltura, Sanità e Attività Produttive di Camera e Senato. Il Ministero si impegna a predisporre un Piano di Settore per la Nocciola italiana, convocando altri soggetti della filiera sia istituzionali che privati, i quali dovranno apportare i loro contributi e le loro risorse al fine di mettere a punto una strategia operativa per la Nocciola Italiana. 

Il Presidente della Commissione Agricoltura alla Camera, on.le Paolo Russo, ha rimarcato la necessità di fare sistema in un settore come quello corilicolo nazionale, che se da un lato vive delle emergenze (cimiciato, aflatossina, prezzo, ecc.) su cui non va abbassata la guardia e per le quali occorre il pronto e incisivo intervento da parte dei soggetti competenti, dall'altro conosce anche significative eccellenze (ricerca, innovazione, qualità del prodotto, qualità ambientale, ecc.).

"Questo appuntamento", ha affermato il Presidente dell'Associazione Nazionale, Rosario D'Acunto, "rappresenta una data importante: il riconoscimento, da parte del Ministero delle Politiche Agricole e del Presidente della Commissione Agricoltura di una governance nazionale della corilicoltura italiana, l'apprezzamento ai territori di produzione che si predispongono all'ospitalità e al turismo della nocciola e l'avvio delle procedure per creare il marchio Nocciola Italiana al fine di valorizzare, comunicare e promuovere uno dei prodotti più esclusivi e caratteristici del brand Italia nel mondo".

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Fonte: Associazione nazionale 'Città della Nocciola'

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