Produzione in calo, ma livelli qualitativi discreti. E’ il quadro tracciato dai tecnici dell’ Istituto agrario di San Michele all’Adige relativamente all’annata 2008 per il kiwi. La raccolta è terminata a fine ottobre e ora sono disponibili i primi dati dei conferimenti. In base alle informazioni raccolte presso le cooperative Valli del Sarca, Società Frutticoltori Trento (ex Sav-Frutta di Volano e Soa di Aldeno) ed i singoli produttori, il quantitativo 2008 si attesta sulle 1400-1500 tonnellate.

Rispetto agli scorsi anni si registra una riduzione della produzione determinata, da un lato, dal particolare andamento climatico di quest’anno (il freddo primaverile ha accecato molte gemme produttive). Dall’altra, molti impianti sono a fine carriera e necessitano di essere rinnovati. Ma nella realtà agricola, in questi ultimi anni, si assiste ad un limitato interesse sia nel rinnovo che nel creare nuovi impianti.
 
Sotto il profilo della qualità l’annata si presenta discreta. “I frutti - spiega Michele Morten del Centro per l’assistenza tecnica - non hanno accumulato grandi quantitativi di zuccheri rispetto agli scorsi anni in quanto l’estate è stata caratterizzata da frequenti precipitazioni e grandinate (soprattutto nella Val del Sarca) che hanno danneggiato l’apparato fogliare e i frutti. Solo nelle ultime settimane di ottobre, caratterizzate dal bel tempo, c’è stato un recupero nell’accumulo di amido nei frutti; mentre la pezzatura risulta superiore al passato, appunto, per una migliore disponibilità idrica alle piante”.
In Trentino le zone più vocate per la coltivazione di questo frutto che cresce sulla pianta dell’actinidia, sono la Valle del Sarca, la Vallagarina e la Valdadige, in particolare le aree più calde del fondovalle, meno sensibili alle gelate primaverili e autunnali. La superficie complessiva ammonta a circa 115 ettari.

Il kiwi è una specie molto rustica che non richiede particolari interventi per la difesa fitosanitaria.

L’Istituto agrario, attraverso il Centro per l’assistenza tecnica, da anni si occupa di fornire consulenza ai produttori di kiwi. Le attività spaziano dall’assistenza ai nuovi impianti, alla potatura, ma si concentra soprattutto nel fornire informazioni per migliorare l’impollinazione (e quindi la pezzatura dei frutti). Una pratica molto importante, dato che l’actinidia è una specie dioica, ovvero i fiori maschili e quelli femminili crescono su piante diverse.

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