Dal melo annurco all'Igp: storia millenaria di una 'testimonial' della Campania

Definita la regina delle mele, la Melannurca Campana Igp comprende i frutti delle varietà Annurca e Annurca Rossa del Sud - a cura di Antesia

Questo articolo è stato pubblicato oltre 11 anni fa

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Melannurca Campana - foto: Giotto S.C.A.p.A.

La Melannurca Campana tradizionale si presenta come un frutto dalle piccole dimensioni dal peso medio di 100 grammi, di forma rotondeggiante con epidermide rossa striata. Nei pressi della cavità penducolare presenta una caratteristica area rugginosa, non molto estesa.

La polpa è bianca, compatta, croccante, succosa, dolce, gradevolmente acidula, di eccezionale sapore, aromatica e finemente profumata.

 

La storia

II melo annurco si può ritenere originario del napoletano. La sua coltura risale ad epoche remote, prima ancora che si conoscesse nel resto della Campania. P. F. Nicola Columella Onorati nel suo libro 'Delle cose rustiche, ovvero dell'Agricoltura pratica' (vol. VI pag. 202, Napoli. IS04) racconta: 'le mele Orcole di color rosso e di sapore dolce vengono da Pozzuoli'. Anche G. Battista Della Porta nel suo 'Pomarium' (a pag. 68) segnala: 'Le mele che da noi vengono da Pozzuoli sono con la corteccia tutta rossa, in modo da sembrare macchiate di sangue e di dolce sapore. Nell'estrema maturità si anneriscono come le more, volgarmente dette mele Orcole'. G. A. Pasquale nel suo 'Manuale di Arboricoltura' (Napoli 1876, pag. 406) riferisce 'che la mela annurca è ancora la più comunente usata a Napoli, e propria delle sue campagne. Fra tutte la più deliziosa. Nel resto delle provincie meridionali manca o vi è rara'.

Numerosi affreschi raffiguranti la melannurca sono stati trovati nei scavi di Ponpei ed Ercolano. Tra i più rappresentativi si ammirano in Ercolano delle mele nel mosaico triclinio estivo della Casa di Poseidone e Anfìtride e in un dipinto del triclinio della Casa dei Cervi, in Pompei si trovano mele nei dipinti della parete N.O. del peristilio della Casa di Castore e Polluce, su Adone nella casa di Adone ferito, nel vano a fondo giallo di fronte al peristillo e nella grande sala della Casa di Meleagro, nel cubicolo a destra del vestibolo e su la parete N. E. del tablino e nel cesto sotto Priapo della Casa del Vetti, nel cubicolo al centro del peristilio della Casa di Orfeo.

La storia millenaria che lega la melannurca al territorio le ha permesso di acquisire la denominazione di Indicazione Geografica Protetta (I.G.P.) 'Melannurca Campana' riconosciuta, ai sensi del Reg. CE n. 2081/92, con Regolamento (CE) n. 417/2006 (pubblicato sulla GUCE n. L 72 dell'11 marzo 2006).

L'iscrizione al registro nazionale delle denominazioni e delle indicazioni geografiche protette è avvenuta con provvedimento ministeriale del 30.03.06, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 82 del 7.04.04, unitamente al disciplinare di produzione e alla scheda riepilogativa (già pubblicata sulla GUCE unitamente al predetto Reg. 417/06).

 

Caratteristiche organolettiche e morfologiche

Il frutto si presenta di forma appiattita-rotondeggiante o tronco conico breve, simmetrica o leggermente asimmetrica. Con dimensioni che si attestano intorno ai 60 mm di diametro con un peso di 100 gr è un frutto più piccolo rispetto alla maggior parte delle mele in commercio, la buccia si presenta liscia cerosa con rugginosità in particolare nella zona peduncolare.

La polpa è bianca aromatica compatta e croccante con valori di durezza al penetrometro con puntale da 11 mm intorno ai 8,5 Kg alla raccolta e 5 kg a fine conservazione (valori minimi di disciplinare di produzione melannurca campana Igp).

Tra le caratteristiche che spiccano nella melannurca Campana Igp è la sua acidità titolabile che risulta alla raccolta pari a 9 meq/100 ml accompagnati da un grado brix pari a 13° Bx, mentre a fine conservazione il valore è pari a 5,4 meq/100 ml con un grado Bx 13,7 (valori minimi di disciplinare di produzione melannurca campana Igp).

 

Numerose sono le ricerche scientifiche fatte dalle diverse università campane sulla melannurca che attestano la ricchezza in antiossidanti.

Ne riportiamo di seguito alcune:

  • Isolation, Characterization, and Antioxidant Activity of E- and Z-p-Coumaryl Fatty Acid Esters from cv. Annurca Apple Fruits
    Giuseppe Cefarelli, Brigida D'Abrosca, Antonio Fiorentino,* Angelina Izzo, and Pietro Monaco
  • Free-Radical-Scavenging and Antioxidant Activities of Secondary Metabolites from Reddened Cv. Annurca Apple Fruits
    Giuseppe Cefarelli, Brigida D'Abrosca, Antonio Fiorentino, Angelina Izzo, Claudio Mastellone, Severina Pacifico, and Vincenzo Piscopo
  • Radical-scavenging activities of new hydroxylated ursane triterpenes from cv. Annurca apples
    D'Abrosca B, Fiorentino A, Monaco P, Pacifico S.
  • Annurcoic acid: A new antioxidant ursane triterpene from fruits of cv. Annurca apple
    Brigida D'Abrosca, Antonio Fiorentino, Pietro Monacoa, Palma Oriano and Severina Pacifico
  • Proteomic analysis of the major soluble components in Annurca apple flesh
    Guarino C, Arena S, De Simone L, D'Ambrosio C, Santoro S, Rocco M, Scaloni A, Marra M. - Department of Biological and Environmental Sciences, University of Sannio, Benevento, Italy
  • Annurca Apple Polyphenols Have Potent Demethylating Activity and Can Reactivate Silenced Tumor Suppressor Genes in Colorectal Cancer Cells1,2
    Lucia Fini, Michael Selgrad, Vincenzo Fogliano, Giulia Graziani, Marco Romano, Erin Hotchkiss, Yahya A. Daoud, Edward B. De Vol7, C. Richard Boland,* and Luigi Ricciardiello

* Dipartimento di Scienze della Vita, Seconda Università di Napoli, via Vivaldi 43, I-81100 Caserta, Italy

 

Zone di produzione

La zona di produzione della Melannurca Campana Igp comprende 137 comuni appartenenti tutti a province campane.

Le aree tradizionalmente produttrici di Melannurca sono quella napoletana Giuglianese-Flegrea, quelle casertane di Maddaloni, Aversa, Alto Casertano e Teano, quelle beneventane delle valli Caudina - Telesina e il Taburno e quelle salernitane dell' Irno e dei Picentini.

 

Caratteristiche di produzione

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Arrossamento nei melai

melannurca - arrossamento nei melai

 

La melannurca, a differenza degli altri tipi di mele che dopo la raccolta vengono avviate direttamente a consumo necessita di un passaggio intermedio denominato 'arrossamento'.

La raccolta dei frutti inizia mediamente intorno alla metà di settembre quando la cascola si fa più intensa; i frutti cadono perché maturi ma anche perché avendo un peduncolo corto e di attacco debole, nella fase di ultimo accrescimento esercitano contro il rametto produttivo una forte pressione che li porta al distacco. Le mele raccolte devono acquistare un colore uniforme e continuare un processo di fine maturazione già avviato sulla pianta. Per sopperire a queste esigenze le mele vengono fatte arrossire in apposite strutture chiamate melai.

Il terreno dei melai è sabbioso o comunque leggero per facilitare il drenaggio delle acque; viene strutturato in porche (piccole porzioni di terreno sviluppate nel senso longitudinale dell'appezzamento con larghezze di 1-1,20 m con canali laterali di drenaggio). La sistemazione a porche permette il drenaggio delle acque e la possibilità agli operari di rigirare la mela per avere un colore uniforme su tutto il frutto. La mela e posta su materiale vegetale paglia o trucioli e rimane per un tempo che varia dai 10 ai 15 giorni. Questo processo di lavorazione riporta un aggravio di prezzo di circa 0,15 €.

A titolo esemplificativo, di seguito viene riportato l'andamento delle categorie di qualità e del calo peso registrato presso la cooperativa Giotto S.C.A.p.A, sui propri melai aziendali, dall'inizio arrossamento alla lavorazione (anno 2007).

 

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Studio della categoria di qualità e del calo peso

Melannurca campana - calo peso

 

Il mercato della Melannurca Campana Igp

Le mele vengono vendute a partire dalla 3 e 4 decade di settembre e la commercializzazione continua fino ai mesi di aprile (dalla 2 decade) o maggio  fino a 3 decade).

Con una produzione di poco più di 60.000 tonnellate medie annue, la 'Melannurca Campana' Igp rappresenta l'80% circa della produzione campana di mele e il 3% circa di quella nazionale, per un valore complessivo stimato in oltre 40 milioni di euro. Attualmente la 'Melannurca Campana' Igp è per circa 2/3 assorbita dai mercati regionali di Campania e Lazio, mentre il rimanente 1/3 raggiunge i mercati di Lombardia, Piemonte e Toscana.

La tutela della mela Annurca si aggiunge a quelle già accordate alle mele Val di Non Dop e Alto Adige Igp, garantendo a più della metà del raccolto nazionale la protezione comunitaria di qualità certificata. Pur contando su di una superficie di oltre 4.000 ettari (80% del totale Campania), la superficie iscritta al sistema di certificazione dell'Igp (dati 2005) è di 288 ha, per un totale di 86 aziende agricole produttrici iscritte al registro. La produzione certificata è stata di 25.000 quintali circa, commercializzata da 4 delle 8 ditte confezionatrici iscritte al sistema Igp.

 

Su Plantgest.com: Mela Annurca

 

A cura del Dr. Agr. Gennaro Esposito - Responsabile Gestione Qualità - Giotto S.C.A.p.A. 

Antesia, l'Associazione Nazionale Tecnici Specialisti In Agricoltura
I soci di Antesia sono dottori agronomi e forestali, periti agrari, agrotenici, tecnologi alimentari che svolgono assistenza tecnica agronomica a centinaia di produttori agricoli e agroalimentari, svincolati dalla vendita di qualsivoglia prodotto materiale alle aziende agricole. Antesia contribuisce alla formazione dei soci ed al loro continuo aggiornamento, promuovendo il reciproco scambio di informazioni, conoscenze ed esperienze di campo. Se vuoi conoscere le iniziative di Antesia, vai su www.antesia.it. Se vuoi diventare socio di Antesia, vai su www.antesia.it

Fonte: Agronotizie

Speciale: Melo

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