'Con la fragola di montagna, il gusto ci guadagna'

In questi ambienti si ottengono produzioni estive d'elevata qualità adatte a raffinati ed intenditori

Lorenzo Cricca di Lorenzo Cricca

Questo articolo è stato pubblicato oltre 11 anni fa

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Raccolta di fragole Darselect (Foto: Fem-Iasma)

A differenza di quello che accadeva una decina d'anni fa, oggi le fragole possono essere consumate in un periodo di tempo che comprende tutti i 12 mesi dell'anno solare. Anche l'arco di tempo durante il quale si concentrano le raccolte si è ampliato, permettendo di creare nuovi scenari sul mercato. Normalmente l'epoca di produzione in pieno campo in una fragolicoltura tradizionale va da maggio a giugno a seconda della zona e delle condizioni climatiche. E' possibile ottenere la disponibilità della fragola anche a partire da marzo utilizzando i vari metodi di programmazione. Nella zona del Veronese ed in alcune zone del Sud Italia si possono ottenere raccolti anche in periodi autunno-primaverili grazie alla così chiamata tecnica del tunnel veronese. Inoltre nelle zone di montagna (Piemonte e Trentino) è possibile attuare una produzione tardiva (estiva) sfruttando il clima fresco e la tecnica fuori suolo.

 

La fragolicoltura trentina

'Ad oggi il Trentino produce il 2% del totale fragolicolo italiano (ma quasi tutte le fragole estive frigoconservate) con le sue 4.500 tonnellate circa; la superficie coltivata a fragole - dice Claudio Agnolin di Fondazione Edmund Mach - Istituto Agrario di San Michele all'Adige - si estende su 120 Ha di cui il 90% è coltivato tramite la tecnica "coltivazione fuori suolo" (con piantine poste ad un'altezza da terra di 120-130 cm). Viene inoltre impiegato il telo antipioggia che protegge e controlla le piante e la produzione, la fertirrigazione ed il ricircolo dell'acqua in eccesso. L'impianto climatizzante (sistema della nebulizzazione), spesso automatizzato, ha lo scopo di mantenere un ambiente fresco ed adatto all'interno delle serre di coltivazione. Le piante che vengono utilizzate sono di tipologia frigoconservata, in quanto sono le uniche a garantire un risultato finale idoneo e di qualità.'

L'ambiente di montagna è ecologicamente sano e si è rivelato molto favorevole alla coltura della fragola, decretando la leadership del Trentino nell'ambito delle 'colture programmate' in suolo e in fuori suolo. La conformazione stessa del terreno, che presenta zone disposte ad altitudini diverse, risulta particolarmente adatta ad una naturale gradualità nella produzione. La presenza d'acqua povera di sali e carbonati, il clima fresco, le forti escursioni termiche sono pure fattori favorevoli che concorrono a dare un prodotto d'alta qualità, unico ed inimitabile.

Le varietà che vengono coltivate sono le unifere Elsanta e Darselect (sono quelle consigliate dalla Cooperativa Sant'Orsola all'interno del suo programma di produzione) ed alcune rifiorenti più adatte ad aziende che gestiscono un conferimento diretto e privato.

 

La fragola programmata.

Si può parlare di due tipi di coltivazione programmata.

Nel primo caso si tratta di terreni e territori posti ad sotto i 1000 metri d'altitudine. Le piantine frigoconservate sono messe a dimora da metà di luglio fino alla fine dello stesso mese. La raccolta comincia ad agosto e prosegue fino alla fine di settembre dell'anno in corso. Durante l'inverno le piante vengono fatte svernare a terra protette dal gelo e nella primavera successiva danno una seconda produzione (si raccoglie in giugno). A luglio si riparte con piante nuove prodotte nei vivai nell'anno precedente

Nel secondo caso si tratta di terreni sopra i 1000 metri d'altitudine. Le piantine frigoconservate si mettono a dimora in primavera, partendo da aprile, con un trapianto ogni 15 giorni,in modo da poter raccogliere scalarmente nei mesi di luglio ed agosto, per tutto il periodo estivo. In questo caso le piante non vengono in generale fatte svernare, e con una partita di piante si fa una sola produzione estiva. In questo caso si parla di coltivazione monociclo.. In questo modo si ottiene nell'arco dell'anno una sola raccolta, la quale è però dilazionata lungo un periodo di tempo molto lungo.

 

Approfondimenti: le aree di coltivazione della fragola trentinaFragola - raccolta - Trentino

Valle dei Mòcheni (o Valle del Fersina): percorsa dal torrente Fersina, affluente di sinistra dell'Adige, dista una ventina di chilometri da Trento.

Valle di Non (o Anaunia): abbracciata dalle Dolomiti di Brenta e da altre importanti catene montuose e solcata dal fiume Noce.

Altopiano di Piné (o Valle di Piné): posto fra i 900 e i 1200 metri, ad una ventina di chilometri da Trento. 

Altopiano della Vigolana: posto a 700 metri di quota, ad una decina di chilometri da Trento. Valico di collegamento tra la Valle dell'Adige, l'Altopiano di Folgaria e la Valsugana, è circondato dai massicci della Vigolana e della Marzola, che lo riparano dai venti del nord. 

Pergine, Caldonazzo e Levico: importanti centri dell'Alta Valsugana a poca distanza da Trento.

Bassa Valsugana: da sempre grande via di comunicazione tra la valle dell'Adige e il Veneto orientale, nel corso dei secoli ha vissuto il passaggio di popoli e dominazioni nuovi e diversi.

Valle di Cembra: geograficamente divisa in due sponde separate dal torrente Avisio si presenta, nella parte superiore, come un paesaggio ineguagliabile con i suoi chilometri di muri a secco, costruiti per sostenere il lungo balcone dei moltissimi vigneti. 

Valle dell'Adige: la principale valle del Trentino si sviluppa per circa 80 chilometri (dalla Stretta di Salorno fino a Borghetto). 

Tesino: un verde altopiano, in cui boschi e prati si alternano a piccoli paesi distribuiti lungo l'antico tracciato della Via Claudia Augusta. 

Valli del Primiero e del Vanoi: questo settore del Trentino sud-orientale comprende due solchi vallivi principali, quello del Cismon, con i noti centri di S. Martino di Castrozza e di Fiera di Primiero. 

Lomaso: da Ponte Arche, nelle Giudicarie esteriori, parte la strada che attraversa il bellissimo altopiano del Lomaso.

 

Il consumo della fragola di montagna

La fragolicoltura di montagna a raccolta estiva-autunnale differisce da quella tradizionale a raccolta primaverile-estiva e da quella a raccolta autunnale-primaverile. Il diverso periodo di produzione (e di consumo) ha risvolti interessanti dal punto di vista remunerativo, qualora non vengano meno fattori quali caratteristiche estetiche, sapore molto buono e dolce ed elevate shelf-life e consistenza. Il mercato fragolicolo estivo-autunnale è infatti caratterizzato da gusti raffinati e da intenditori (il consumatore finale è un appassionato di questo frutto) con una maggiore propensione all'acquisto nonostante il prezzo più elevato.

 

Si ringrazia Claudio Agnolin della Fondazione Edmund Mach - Istituto Agrario di San Michele all'Adige per la collaborazione

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Fondazione Edmund Mach - Istituto Agrario di San Michele all'Adige

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