Seme certificato: preoccupazione dal mondo dei sementieri

All'assemblea annuale Ais le problematiche e le prospettive relative a produzione e impiego di sementi

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'L'industria sementiera è fortemente preoccupata dalla possibilità che con la prossima verifica della Pac possano venire soppressi gli aiuti alla produzione di sementi certificate di riso e di foraggere ed i pagamenti supplementari dell'art. 69 legati all'uso del seme certificato'. Lo ha sottolineato Bruna Saviotti, presidente di Ais - Associazione italiana sementi, nella relazione presentata all'assemblea annuale svoltasi a Bologna il 27 marzo scorso.

Nel settore del riso, uno dei più qualificati dell'agroalimentare italiano, secondo l'Ais si corre il rischio, senza l'aiuto alle sementi, di ritornare alla situazione degli anni '80, con un impiego superiore al 50% di granella aziendale, rispetto ad un livello fisiologico del 5-10% cui si è ridotto negli anni successivi grazie all'intervento comunitario.

'Per salvaguardare la possibilità per le aziende italiane e del settore cerealicolo in particolare, di continuare l'attività di ricerca e innovazione varietale - ha affermato Bruna Saviotti, chiudendo l'Assemblea e completando anche dopo sei anni il mandato alla presidenza di Ais - è indispensabile che tutta l'industria sementiera lavori insieme alle organizzazioni agricole per limitare l'impiego di seme aziendale o per sviluppare analogamente agli altri paesi comunitari un meccanismo di raccolta dei diritti dovuti a favore dei costitutori varietali sul seme reimpiegato dai coltivatori'.

Il tema dell'innovazione è caro all'associazione. Va infatti ricordata la partecipazione dell'Associazione, per conto dell'industria sementiera, al comitato promotore chiamato a definire il progetto italiano della piattaforma tecnologica europea promossa dalla Commissione sul tema di ricerca 'Plants for the future'. La piattaforma si propone di promuovere le applicazioni della genomica e delle biotecnologie vegetali nel campo agroalimentare e - raccogliendo le indicazioni provenienti dai diversi soggetti interessati - cerca di indirizzare la ricerca ed i relativi finanziamenti.

 

Al tema della semente certificata, si aggiungono le necessità derivanti da mutamenti strutturali del settore. La recente forte ripresa dei mercati agricoli è stata determinata, fra l'altro,

- da un cambiamento degli stili di consumo alimentare ed una crescente domanda di prodotti agricoli da parte di alcune aree in forte sviluppo, India e Cina in particolare;

- dalla destinazione alla produzione energetica di quantità sempre più elevate di superfici agricole, sospinta dall'aumento del prezzo del petrolio e dalle politiche di incentivazione delle energie cosiddette verdi o da fonti rinnovabili;

- dal conseguente rialzo delle quotazioni delle materie prime agricole sui mercati internazionali, che sta provocando, a cascata, un aumento al consumo dei prezzi dei prodotti alimentari.

In questo mutato scenario, il mondo sementiero si trova ad affrontare, oltre ai già citati sviluppi della Pac, un contesto normativo in evoluzione. A livello comunitario, risultano 'Poco chiare,' secondo la presidente 'le modalità operative con cui è stato avviato l'esame dell'intera disciplina in vigore, dei relativi costi e dell'impatto sull'utilizzatore finale.' Un'agenzia di consulenza è stata incaricata dall'Ue di analizzare i due assi portanti del quadro normativo sementiero: quello della registrazione delle varietà, con i ruoli rispettivamente della valutazione descrittiva e dell'utilità della valutazione agronomica, ma anche della questione delle denominazioni e della gestione del catalogo comune, così come quello della certificazione delle sementi. Toccherà anche il tema della tutela varietale e la funzione ed i compiti attribuiti al Cpvo, il Community Plant Variety Office.

A livello nazionale, sono invece già stati compiuti passi significativi. Da un lato, con il Dlgs 150 dell'agosto 2007, riguardante l'accreditamento dei laboratori aziendali, è stata trasferita ai Servizi Fitosanitari Regionali la gestione delle licenze di produzione sementiera. 

Dall'altro, la decisione presa la settimana scorsa dalla Conferenza Stato-Regioni, nella sua ultima riunione della legislatura, riguarda il via libera ad un decreto del Ministero delle politiche agricole per l'istituzione - in seno al Registro nazionale - di una sezione riservata alle varietà da conservazione.

 

Ais è l'organizzazione nazionale che rappresenta tutti i comparti sementieri (mais e oleaginose, cereali, ortive, foraggere, bietola da zucchero), con oltre 170 aziende associate. Il fatturato nel 2007, grazie alla ripresa dei cereali, ha superato i 650 mio/€.

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