La recente evoluzione varietale della peschicoltura internazionale

Caserta, 6-7 marzo 2008. VI Convegno nazionale sulla peschicoltura meridionale - Relazione

Lorenzo Cricca di Lorenzo Cricca

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Il pesco si conferma la specie più prolifica in termini di nuove varietà grazie al sempre più crescente impegno da parte di costitutori privati che compensano il progressivo ridimensionamento dell'attività di miglioramento genetico pubblico.

La recente evoluzione varietale si caratterizza, oltre che per il crescente numero di nuove varietà, oltre 100 ogni anno, anche per una continua diversificazione commerciale che, in parte, giustifica la numerosità dell'innovazione varietale.

Oltre alle tradizionali tipologie di pesche, nettarine e percoche a polpa gialla e a polpa bianca, il miglioramento genetico ha prodotto:

- accanto alle pesche e nettarine tradizionali 'acide', la tipologia subacida (con sapore Honey) caratterizzate da sapore dolce e grado zuccherino superiore a 14 °Brix;

- accanto alle più diffuse fondenti e non fondenti, la tipologia a polpa 'stony hard' dura e croccante;

- accanto alla tipologia a forma tradizionale, quella a forma piatta;

- accanto a quelle con colore della polpa tradizionale, quelle a polpa sanguigna.

Alcune di queste innovazioni come i frutti a polpa sanguigna, e in parte le schede piatte, sono destinate a mercati di nicchia, tutte le altre avranno una crescente importanza sui mercati e internazionali. L'innovazione riguarda anche la fenologia e la morfologia dell'albero. L'aspetto fisiologico che ha rivoluzionato la peschicoltura dei climi caldi ed il basso fabbisogno in freddo che è stato oggetto di miglioramento genetico da parte dell'Università della Florida e che ha consentito un'importante espansione di questa coltura temperata in climi subtropicali dove la maturazione dei frutti avviene già nel mese di Aprile. La modifica della morfologia dell'albero (piante nane, portamento colonnare, portamento pendulo) che potenzialmente può consentire la semplificazione della fase d'allevamento, ha ancora una importanza pratica limitata e le nuove cultivar sono poco numerose. 

 

Relazione a cura di: Prof. Carlo Fideghelli e Giulio Della Strada - Cra, Centro di Ricerca per la Frutticoltura (Roma)

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Fonte: Cra - Unità di Ricerca per la Frutticoltura - Caserta

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Speciale: Pesco

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