Cereali, continua il saldo negativo della bilancia commerciale

Oltre 1,2 miliardi di passivo fra import ed export nel settore cerealicolo nei primi sette mesi del 2019. Boom di arrivi di grano duro e mais, mentre le vendite all'estero tirano con pasta e mangimi

Lorenzo Pelliconi di Lorenzo Pelliconi

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Forte crescita dell'import di mais nei primi sette mesi del 2019
Fonte foto: © patrick - Fotolia

La bilancia commerciale italiana del settore cereali vede ancora più rosso nel 2019 rispetto al trend 2018, nonostante un aumento del valore dell'export. Secondo i dati dell'Anacer, nei primi sette mesi del 2019, hanno registrato un saldo valutario netto a -1280,3 milioni di euro, conto con un passivo più pesante rispetto al luglio 2018, dove il deficit era a -1194,5 milioni di euro.

Le importazioni sono cresciute di circa 170 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.
Forte calo degli arrivi di grano tenero (-388mila tonnellate) e di orzo (-79mila tonnellate), mentre sono aumentati quelli di mais (+317.500 tonnellate) e altri cereali minori (+7.300 tonnellate), oltre al boom del grano duro (+235.500 tonnellate). Sul fronte delle altre commodities, si registra una forte crescita dell'import di semi oleosi, in particolare semi di soia (+217mila tonnellate), mentre calano gli arrivi di farine proteiche (-260mila tonnellate).

Per quanto riguarda l'export, molto bene il dato della pasta (+44.600 tonnellate) a testimonianza dell'importanza del valore aggiunto che la filiera italiana riesce a creare.

Crescono le vendite all'estero dei mangimi a base dei cereali (+9,6%) e delle farine di grano tenero (+6%). Riduzione infine dell'export di cereali in granella (-89mila tonnellate), di semola di grano duro (-14.600 tonnellate) e di riso (-27mila tonnellate).

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