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Cereali, il deficit commerciale si riduce di 36 milioni di euro

Rimane comunque molto elevato il passivo della bilancia commerciale del settore cerealicolo, con oltre 1,7 miliardi di euro di disavanzo nei primi 11 mesi del 2017

Lorenzo Pelliconi di Lorenzo Pelliconi

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Cresce l'export di frumento tenero e duro
Fonte foto: © Xpistwv - Morguefile

Migliora leggermente il saldo della bilancia commerciale del settore cerealicolo italiano, anche se la situazione persiste comunque in un pesante deficit. Secondo i dati dell'Anacer, nei primi 11 mesi del 2017 il saldo è risultato in negativo per 1.724,1 milioni di euro, leggermente più positivo rispetto ai 1.760,2 milioni dello stesso periodo 2016.

Questo per effetto di una crescita maggiore dell'export, in aumento di oltre 106 milioni rispetto ai circa 70 in più dell'import. Dal punto di vista quantitativo e del tipo di produzioni, le importazioni sono risultate in crescita di 662mila tonnellate (+3,6% rispetto ai primi undici mesi del 2016).

Forte crescita dell'import di mais (+759mila tonnellate), oltre al segno positivo per le farine proteiche (+98mila t). Scendono tutti gli altri prodotti, dal calo dell'import del grano tenero (-118mila t), passando per il grano duro (-24mila t) e per l'orzo (-18mila t), senza dimenticare la riduzione degli arrivi di avena (-11mila t), riso (-20mila t) e semi frutti oleosi (-98mila t). Sul fronte dell'export, le vendite all'estero sono cresciute quantitativamente di 411mila tonnellate (10,1%).

Fanno la parte del leone i cereali in granella (+178mila t) seguiti dal riso (+76.600 t). Cresce l'export della pasta alimentare (+46mila t), farina di grano tenero (+13.800 t) e semola di grano duro (+7.300 t). In aumento le vendite dei prodotti trasformati (+84mila t), oltre che dei mangimi a base di cereali (+5.200 t).

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