Un vortice depressionario sulla Penisola Iberica continua a sospingere un flusso molto mite ed umido sull’Italia. Il quadro meteorologico rimarrà pertanto contraddistinto da frequenti annuvolamenti al Nord e da cieli nel complesso sereni al Centro Sud, con valori termici ben oltre la norma del periodo.
 

Il punto della situazione

Una vasta area di bassa pressione si allunga fin sulla Spagna mantenendo viva la circolazione meridionale nel cuore del Mediterraneo. Attraversando un bacino ancora troppo caldo si carica di umidità, portando molte nubi associate ad abbondanti precipitazioni sulle aree più esposte ai venti di scirocco. Un contesto sull'Italia ancora localmente instabile, anche se l’influenza perturbata andrà a localizzarsi ulteriormente lasciando maggiore spazio ad una temporanea invadenza dell’anticiclone subtropicale, in particolare sulle nostre regioni centro meridionali. 
Un territorio nazionale quindi diviso in due: stabile e soleggiato al Centro Sud ed un Nord alle prese con fenomeni a tratti ancora abbondanti, ma con un clima molto mite su tutte le aree e temperature pesantemente oltre le medie. 

Assetto barico bloccato

Alle nostre latitudini - nel periodo dell’anno in cui viviamo - è consueta un’alternanza tra aree di bassa pressione ed aree di alta pressione, fenomeno dovuto alla “normale” ondulazione oceanica. Alternanza che in una situazione “tipo” (tranne qualche caso specifico) porta fasi di tempo stabile (spesso contraddistinte da nebbie in pianura e lungo le valli) e fasi più umide con piogge deboli moderate costanti, che si avvicendano con una certa rapidità e costanza. 
Negli ultimi mesi abbiamo però registrato molte fasi di stallo con alte pressioni ben strutturate ed invadenti sui settori balcanici che hanno rallentato fino a fermare completamente - in più occasioni - la normale evoluzione delle perturbazioni atlantiche, imprigionate successivamente sul Mediterraneo.
 

Ma che cosa è cambiato? 

L’assetto barico su larga scala ha subito un profondo cambiamento che ha rallentato la naturale alternanza generando situazioni di blocco ove le fasi di alta pressione si presentano interminabili (soleggiate, secche e calde, tipiche dell'estate) e le fasi piovose diventano lunghe ed insistenti (nubifragi, forti temporali, alluvioni).
 

Analisi e previsione 

La vasta area depressionaria sul Regno Unito subirà un ridimensionamento lasciando maggiore spazio all’anticiclone nord africano che guadagnerà terreno sulle nostre regioni centro meridionali. Le correnti umide sud occidentali che hanno condizionato il quadro meteorologico sull’Italia negli ultimi dieci giorni andranno ad affievolirsi, garantendo maggiori spazi sereni su parte della Penisola. 
Non mancheranno comunque precipitazioni sul Nord Ovest e sulla Toscana, alle prese con nuove infiltrazioni instabili, mentre sul resto d'Italia avremo qualche giorno nel complesso stabile con valori termici ben oltre la norma a causa dei costanti flussi meridionali.
Nel weekend inizieremo però ad avvertire i primi sintomi di un nuovo cambiamento, che verrà attivato da una perturbazione proveniente dai quadranti occidentali; niente paura perché le piogge non risulteranno abbondanti. Coinvolgeranno principalmente ancora il Nord Ovest, le aree tirreniche centro settentrionali e le due isole maggiori.
 

L’estate di San Martino

Analizzando le statistiche capita di sovente in questa fase della stagione di vivere alcuni giorni più stabili e soleggiati che vanno ad interrompe momentaneamente il cammino verso l'inverno. Un periodo comunemente chiamato “Estate di San Martino”, anche se in realtà quest'anno non abbiamo ancora avuto neanche un minimo accenno dei primi freddi che di norma anticipano l’inverno. Al più potremmo definirla una pausa dal maltempo che ha martoriato il territorio tra ottobre e novembre; una vera manna dal cielo che alleggerirà il lavoro delle tante persone coinvolte nella prima ricostruzione dopo le ultime alluvioni.
Qualche incertezza potrà verificarsi solo sulle aree nord occidentali, lambite da infiltrazioni d'aria umida da sud-ovest che produrranno altri rovesci o temporali a tratti insistenti sulla Liguria centro orientale. Locali e deboli precipitazioni interesseranno invece i rilievi nord orientali sull’alta Toscana.
 

Evoluzione 

Analizzando i modelli previsionali dei due più autorevoli centri di calcolo (Gfs e Ecmwf), viene evidenziato, emissione dopo emissione, un raffreddamento strutturato dell’Est Europa e della zona balcanica. Perciò dopo la metà del mese arriveranno probabilmente le prime irruzioni di aria fredda sul Mediterraneo orientale capaci di neutralizzare le anomalie positive che interessano al momento la nostra Penisola.
Il rovescio della medaglia porterà però condizioni meteo ancora estreme anche nel periodo a cavallo tra metà novembre e l'inizio dell'ultima decade, perché il consistente periodo anticiclonico in consolidamento in queste ore innalzerà ulteriormente le temperature che contrasteranno irrimediabilmente con l’aria fredda richiamata dalle perturbazioni atlantiche in affondo tra le Azzorre e la Penisola Iberica.
 

Penisola nuovamente sotto scacco

I contrasti termici determineranno lo sviluppo di pericolose aree cicloniche sul Mediterraneo centro occidentale e le aree più esposte dovranno superare parentesi di maltempo veramente severo.

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