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Agricoltura e crisi: parliamone

Discussione avviata martedì 16 febbraio 2010 - 17:00 • viste: 2190 • risposte: 7

Agricoltura e crisi: parliamone

Scritto martedì 16 febbraio 2010 - 17:00

La rivista Agronotizie inaugura oggi la rubrica 'AgriCrisi', un viaggio nella crisi che ha colpito l'agicoltura.
Verranno scandagliati - con numeri dati e interviste - tutti i principali settori: dal lattiero-caseario ai cereali; dai mezzi di produzione alle carni; dal comparto ortofrutticolo alle macchine agricole.

La domanda è: è possibile uscire dalla crisi? E soprattutto: come?

Parliamone e confrontiamoci

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RE: Agricoltura e crisi: parliamone

Scritto mercoledì 17 febbraio 2010 - 16:29

paolafrancia wrote:

La rivista Agronotizie inaugura oggi la rubrica 'AgriCrisi', un viaggio nella crii che ha colpito l'agricoltura.
Verranno scandagliati - con numeri dati e interviste - tutti i principali settori: dal lattiero-caseario ai cereali; dai mezzi di produzione alle carni; dal comparto ortofrutticolo alle macchine agricole.

La domanda è: è possibile uscire dalla crisi? E soprattutto: come?

Parliamone e confrontiamoci

Ciao a tutti, ringrazio Agronotizie per i servizi sempre più interessanti e utili per noi agricoltori.
Uscire dalla crisi non è semplice, troppe speculazioni, troppa merce che arriva da altri paesi a prezzi ridicoli e scarsa qualità che interessa molto alle nostre industrie.
Ricorderete sicuramente che nel 2007/08 tutti i media parlarono del prezzo altissimo dei cereali, e di conseguenza i pastifici, con quella scusa, aumentarono il prezzo della pasta. Ma ora che il grano duro non costa niente... La pasta?
sempre più cara, la colpa di chi è???
Il mercato non sta aiutando l'agricoltura italiana, la merce prodotta da noi agricoltori è deprezzata, qui si parla di diversificare le coltivazioni (vigneti-uliveti-coltivazioni di ortaggi a Km 0, ma se tutte le aziende facessero ciò, avremmo una concorrenza spietata in un mercato già molto in crisi.
Secondo me ognuno deve continuare a produrre i propri prodotti, per non invadere mercati altrui, si sa che una elevata produzione di merce penalizza i produttori.
Qui ci vorrebbe un regolamento di mercato, che non permetta la speculazione dal produttore al consumatore con dislivelli di prezzi esagerati, meglio un prezzo equo, stabile e duraturo nel tempo.
I contributi agricoli, che la comunità europea dà agli agricoltori sono molto importanti; senza, cesseremmo presto le nostre attività, ma anche qui c'è qualcosa che non va.
Politici, notai, avvocati, industriali, hanno investito molti dei loro soldi (guadagnati in nero) acquistando molte aziende, facendo lievitare il prezzo della terra e sfruttando aiuti comunitari, che dovevano essere destinati ai veri agricoltori, quelli che la terra la coltivano veramente con dedizione e sacrificio, per ottenere prodotti migliori e di elevata qualità.
In questi giorni seguo le notizie della crisi Fiat di Termini Imerese, anche lì il governo non ha saputo gestire gli svariati milioni di euro destinati agli incentivi auto, (questo è solo il mio parere) doveva dare incentivi ai veicoli veramente costruiti in Italia, non continuare a distribuire soldi ad altri paesi produttori, che si stanno arricchendo coi nostri soldi, come succede in agricoltura, continuando ad importare vari prodotti e svalorizzando i nostri, diamo continuamente denaro ad altri paesi.
In questo modo continueremo a perdere sempre più potere d'acquisto, e non riusciremo ad investire in innovazione e progetti per migliorare le nostre aziende e la nostra situazione.
Ribadisco, questa è solo la mia umile opinione,
ora vi saluto.
Ciao
Franco

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come si esce dalla crisi in agricoltura.

Scritto mercoledì 17 febbraio 2010 - 19:29

Gent.mi POLITICI, Politici, politici,
non è a caso che ho scritto così, non voglio essere un mago ma, la soluzione c'è per uscire dalla crisi, e loro lo sanno bene.

1° devono togliere subito lequote in agricoltura , perchè è solo il ringraziamento a chi ha truffato negl'anni e non ha chi ha lavorato.

2° devono fissare i prezzi di ogni coltura quando il mercato libero non rispetta tali prezzi imposti come tutti e settori, deve intervenire lo STATO creando centri ed industrie abilitati (come PROTEZIONE CIVILE) e si entra nel circuito occupazione, tecnici, operai, aziende meccaniche e via via, facendo elenchi di quanti possono beneficiare, solo così si può fare il decantato BUSINNES PLAN.

Amici, tutto questo non lo vogliono fare: perchè? Con questa crisi si stanno arricchendo e noi di conseguenza il contrario.

Tengo a precisare che sono un'imprenditore agricolo disperato, in quanto ho anche investito nella professione con due miei figli laureati nel settore.

Chiedo scusa, per questa goccia buttata nell'OCEANO d'ipocrisia, dobbiamo solo convertirci e pregare per stare almeno bene in salute, come si suol dire ironizzando, ma, dobbiamo farlo davvero.

Cosimo

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RE: Agricoltura e crisi: parliamone

Scritto giovedì 18 febbraio 2010 - 09:24

Grazie, giofalchetto e cofrioli, per avere espresso la vostra opinione.
Spero che qui si crei una discussione costruttiva che possa essere lo spunto anche per percorrere (o scoprire) nuove strade peruscire da questa crisi.
Se dovessi poi sottolineare un passaggio dell'articolo di Angelo "AgriCrisi - I soldi non bastano, serve un progetto", penso che il capitolo "Divisi si perde" contenga una chiave di "s"volta.

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RE: Agricoltura e crisi: parliamone

Scritto giovedì 18 febbraio 2010 - 12:37

paolafrancia wrote:

La rivista Agronotizie inaugura oggi la rubrica 'AgriCrisi', un viaggio nella crii che ha colpito l'agricoltura.

Paolo De Castro ha pubblicato un messaggio qui sulla crisi: La crisi molisana nei settori cerealicolo, olivicolo e ortofrutticolo è una delle preoccupazioni della Commissione Agricoltura

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RE: Agricoltura e crisi: parliamone

Scritto giovedì 18 febbraio 2010 - 12:55

CristianoSpadoni wrote:

Grazie, giofalchetto e cofrioli, per avere espresso la vostra opinione.
Spero che qui si crei una discussione costruttiva che possa essere lo spunto anche per percorrere (o coprire) nuove strade per uscire da questa crisi.
Se dovessi poi sottolineare un passaggio dell'articolo di Angelo "AgriCrisi - I soldi non bastano, serve un progetto", penso che il capitolo "Divisi si perde" contenga una chiave di "s"volta.

Ciao Cristiano,
scusa se continuo ad intromettermi in questa importantissima discussione.
Ora si tocca un tasto molto, molto dolente.
Come già accennato in un'altra discussione (che fine farà l'agricoltura Italiana) parliamo di sindacati.
Non è un problema se ci sono diverse associazioni, e ognuna pone un problema, ma dovrebbero capire che l'unione fà la forza, e insieme si può ottenere qualcosa.
Ancora sono abituati a farsi battaglia tra loro per un socio in più, ma sto pensando, se tutti gli agricoltori smettessero di produrre per 1 o 2 anni, quanta gente andrà a spasso?
Per primi i sindacati! Come è già capitato nella mia zona dopo la chiusura dello zuccherificio ERIDANIA di Fano (PU) (sito a pochi km da dove abito), a noi agricoltori hanno tolto la possibilità di un tipo di coltivazione (qui molto proficua) però ci siamo adattati, ma tutti i lavoratori dello zuccherificio hanno avuto seri problemi. E poi tutti i vari settori che lavorano con gli agricoltori; non ci si rende conto che si rischia di fermare un'importante settore dell'economia italiana.
Chiedo ai sindacati di finirla di spennarci come dei polli, e di unirsi tra loro perchè, il problema crisi agricola, non risparmia nessun settore.

Chiedo a tutti di esprimere opinioni in merito, almeno intanto ne possiamo parlare tra noi agricoltori.
Ciao a tutti.
Franco

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RE: Agricoltura e crisi: parliamone

Scritto mercoledì 24 febbraio 2010 - 10:41

Ciao
In questi giorni avendo un pò di tempo, visto che qui piove sempre, sono andato a ricercare una vecchia trasmissione di RAI TRE (Report) del 30/10/2005 dove si parlava di agricoltura e riform della PAC.
Questo è solo un piccolo accenno dell'intervista.

Purtroppo nell'Europa a 25 ormai anche se batti i pugni sul tavolo non se ne accorge più nessuno. Il budget europeo per i sussidi è stato fissato nel 2003 e vale fino al 2013, poi se ne riparlerà. Ma mister Blair ne vuole riparlare adesso. l'ex Premier inglese ha detto che "un bilancio moderno per l'Europa non è uno che, tra dieci anni, spenderà ancora il 40% delle risorse per la Politica Agricola Comune". Poi si scopre che la Regina possiede 108 mila ettari di proprietà agricola, per i quali incamera non meno di 250 mila euro di sussidi. Anche in Olanda il ministro dell'Agricoltura possiede 300 ettari di terreno e percepisce dall'Unione Europea quasi 190 mila euro all'anno di sussidi, ai cui tagli, nel prossimo budget comunitario, si oppone con forza. Sta di fatto che per premiare re, ministri e comuni mortali, l'Unione Europea spende quasi metà del suo bilancio in sussidi all'agricoltura. Allora tutta questa gente che blocca le strade coi trattori che cosa vuole, essere assistita per sempre?

Dopo quasi 5 anni è cambiato qualcosa???
Non si capisce se la politica europea voglia veramente aiutare l'agricoltura, o difendere gli interessi dei propri parlamentari.

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RE: come si esce dalla crisi in agricoltura.

Scritto mercoledì 31 marzo 2010 - 12:26

Hai PERFETTAMENTE RAGIONE SU TUTTO QUELLO CHE DICI! Specialmente per quanto riguarda professionisti che si mettono a fare gli agricoltori, ed hanno le porte aperte dappertutto perchè hanno anche i soli per investire e quindi chiedere contributi regionali ed europei! E noi di fronte a queste realtà con le banche che ci hanno chiuso le porte in tutti i sensi! Cosa possiamo fare? L'agricoltore oggi è una figura che non riesce più a sopravvivere! E i nostri politici questo fanno finta di non saperlo! Siamo alla fine, non si riesce più a gestire la nostra azienda...AIUTO
Cosimo

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