La fioritura è un periodo breve ma decisivo quando si tratta di definire il potenziale di rendimento della stagione. Per massimizzare la produzione, bisogna prestare la massima attenzione affinché la fioritura raggiunga il suo pieno potenziale.

Fattori come le condizioni climatiche, lo stato nutrizionale e idrico delle colture, nonché la precedente gestione post-raccolta, si combinano tutti per determinare il potenziale successo della fioritura, che naturalmente ha un forte impatto sulla redditività potenziale degli agricoltori.

Su vite, le basi per la massima produttività vengono già poste nella fase di pre-fioritura, quando le piante si apprestano a fissare i propri limiti produttivi quanto a numero di grappoli e di acini. Questi dovranno risultare infatti in equilibrio con la massa fogliare fotosintetizzante, al fine di ricevere i corretti apporti di linfa e nutrienti. Tali equilibri è bene vengano rispettati, al fine di non sbilanciare la coltura con un eccessivo vigore vegetativo o, al contrario, con una chioma insufficiente per alimentare i grappoli stessi. La produttività finale delle piante è cioè un delicato gioco fra quantità e qualità, raggiungibile solo attraverso il sostegno ottimale dei grappoli nella loro fase di formazione e di successivo sviluppo.

Di seguito vengono discussi i fattori più comuni che possono influire sul successo della fioritura.

Gestire gli stress climatici

Temperature fuori stagione o grandi variazioni giorno/notte, gelate, forti piogge, o improvvisi cambiamenti nelle condizioni ambientali, per esempio nell'umidità dell'aria durante la fioritura, possono ridurre il successo della fioritura e quindi il potenziale di rendimento e/o la qualità.

Alcuni esempi ben noti sono l'impollinazione irregolare nell'uva, che più tardi porta a "colatura" e "acinellatura" nei grappoli.

Anche se ogni coltura ha requisiti precisi per una fioritura ottimale, migliorare la loro tolleranza agli stress abiotici prima, durante e dopo la fioritura aiuta a massimizzare il successo della fioritura. Per ottenere questo, l'uso di biostimolanti è un must e la loro applicazione al momento e alla dose ottimale è la chiave per la massima redditività.

Un passo fondamentale è l'uso di strategie di gestione agronomica preventive contro lo stress abiotico, come l'effetto altamente efficace di Primactive della gamma Phylgreen di Tradecorp. L'effetto di Primactive prepara le piante a qualsiasi possibile stress abiotico in arrivo preparando ed attivando il metabolismo.

Phylgreen, 100% estratto a freddo di alga Ascophyllum nodosum, inoltre permette di esaltare tutti i processi biochimici coinvolti dapprima nella fioritura, poi nell'allegagione e nel successivo sviluppo degli acini, innalzandone il peso finale e, soprattutto, i contenuti di elementi preziosi per la qualità ottenibile in cantina nella fase di vinificazione.

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Prove di Tradecorp sulla fioritura della vite (cultivar Glera)

 

Apportare il corretto fabbisogno energetico con un equilibrio tra macro e micro nutrienti

Per le colture, la fioritura è una delle fasi di crescita più intense dal punto di vista del consumo di energia. In tutte le colture c'è spesso un consumo netto di riserve di energia durante questo periodo. Ciò significa che la pianta attinge alle sue riserve esistenti di energia immagazzinata e di carboidrati per alimentare questa fase.

Tra i nutrienti strettamente legati al successo della fioritura troviamo fosforo, boro e molibdeno; bisogna accertarsi che essi siano disponibili sia in quantità sufficienti che nelle proporzioni corrette.

In particolare boro e molibdeno sono tra i nutrienti più incisivi. Il boro tra le altre cose è responsabile dell'attivazione di fenomeni di sintesi e di traslocazione di zuccheri e ormoni come le auxine e gibberelline, sostanze che sono fondamentali per la persistenza del fiore sul pedicello. Il molibdeno è complice nell'ampliare l'efficienza della fertilità del fiore, aumentando la vitalità del polline. Inoltre, agisce sullo sviluppo dei germogli e sulla produzione dei frutti.

La nutrizione può essere affrontata nel modo più appropriato prima della fioritura. Questo apporto di nutrienti può essere fatto da solo o, più convenientemente, attraverso la loro applicazione in combinazione con prodotti biostimolanti ottimizzati per presentare l'effetto Primactive, come citato in precedenza, che dovrebbero anche essere applicati prima della fioritura. Quando la coltura è fertilizzata in modo ottimale e ha un programma di prevenzione dello stress, è ben posizionata per investire la massima energia nel successo della fioritura.

Florastart, grazie alla composizione bilanciata di fosforo e potassio, ma soprattutto per la sua alta concentrazione in boro e molibdeno, apporta sia una nutrizione bilanciata ottimizzata per la fioritura, sia una spinta energetica al raccolto.

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Florastart: nutrizione ed energia necessaria in fioritura

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Phylgreen permette di esaltare tutti i processi biochimici coinvolti dapprima nella fioritura, poi nell'allegagione e nel successivo sviluppo degli acini Fonte foto: Tradecorp