Manti erbosi: la cura del cotico inizia d'autunno

Per consentire un adeguato sostegno all'apparato radicale anche nei mesi autunno-vernini è bene somministrare fertilizzanti azotati a lenta cessione

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La salute di un prato inizia in autunno (Foto di archivio)
Fonte foto: © Satit _Srihin - Fotolia

Un settore che spesso viene sottostimato quanto ad aspetti tecnici è quello dei manti erbosi. In realtà, la loro realizzazione è strettamente legata alla specifica destinazione d'uso, obbligando a scelte ben precise di specie erbacee a seconda, per esempio, che la superficie verrà destinata a prato da foraggio, da attività ludiche e sportive oppure verrà utilizzato come semplice giardino. In tutti i casi, è bene però prevedere alcuni piccoli accorgimenti finalizzati al sostegno degli apparati radicali durante i mesi in cui spesso si pensa erroneamente che le colture siano in stasi.

Nel periodo autunnale, per esempio, sebbene le temperature del suolo diminuiscano e le parti epigee rallentino la crescita, l'attività radicale tutto fa tranne che interrompersi. Sebbene a ritmi rallentati, le radici sono infatti ancora attive e permettono al prato di accumulare preziose sostanze di riserva che poi risulteranno indispensabili alla ripresa vegetativa alla fine dell'inverno e nella successiva primavera.

Oltre a seguire alcune pratiche agronomiche, come per esempio l'arieggiatura rigenerativa e la rimozione del feltro in eccesso, appare utile supportare le piante applicando alcuni concimi idonei allo scopo. Questi potranno infatti supportare l'apparato radicale consentendone il rinnovo e l'espansione, come pure consentiranno alle piante di recuperare dopo eventuali stress di natura abiotica e biotica, come per esempio carenze idriche, caldo eccessivo ed eventuali attacchi di patogeni.

Infine, non vanno trascurati gli aspetti estetici, per lo meno in alcuni casi. In tal senso, il supporto fertilizzante consentirà di mantenere vivo il color verde del manto erboso anche nei mesi in cui solitamente tende a spegnersi.

 

Azoto ma non solo

Elemento principe è ovviamente l'azoto, da somministrarsi però solo tramite specifiche formulazioni atte a rilasciare l'elemento progressivamente, ottimizzando l'assorbimento da parte delle piante e minimizzando al contempo le perdite lungo il profilo del terreno dovute alle piogge autunnali. I granulari a lenta cessione, specialmente quando arricchiti con specifici inibitori della nitrificazione, possono essere quindi consigliati, permettendo di nutrire le piante in autunno senza stimolarne particolarmente la crescita, foriera talvolta di maggiori sensibilità ai marciumi. Inoltre, la preservazione della forma ammoniacale consente di mantenere un pH ottimale intorno alle radici, facilitate in tal modo ad assorbire un altro elemento prezioso, ovvero il fosforo.

Oltre all'azoto è però bene prevedere apporti di altri elementi, come per esempio il potassio, promotore della fotosintesi, come pure alcuni microelementi, due su tutti ferro e manganese. L'apporto bilanciato di tali fertilizzanti aumenterà l'accumulo di proteine e carboidrati di riserva, aumentando la resistenza delle piante sia al freddo, sia agli attacchi fungini. Ad arrotondare il risultato possono infine concorrere altri elementi come magnesio e zolfo.

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