Una nutrizione ragionata in vigneto per vini di alta qualità

Partire dalle esigenze del vigneto per definire un piano di concimazione che permetta alle piante di esprimersi al meglio, senza sprechi. È questo l'approccio di Cifo alla nutrizione, come testimonia l'esperienza di Vigna Dogarina

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

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Sono 87 gli ettari a vigneto di Vigna Dogarina (Treviso)
Fonte foto: Agronotizie

Ogni vigneto è una realtà a sé stante che richiede cure specifiche per dare il meglio. La qualità dell'uva prodotta non è altro che il risultato dell'interazione tra la genetica della pianta, l'ambiente e la gestione agronomica portata avanti dall'agricoltore. Ma a parità di vitigno e di gestione, due vigneti possono produrre uve molto differenti. Questo perché la composizione del terreno, in termini di tessitura, pH ed elementi nutritivi gioca un ruolo fondamentale.

Per questo quando Claudio Sartor, responsabile di produzione di Vigna Dogarina, ha chiamato Alberto Marconi, il tecnico di Cifo di zona, per un problema di produttività, la prima cosa fatta è stata analizzare il terreno, per conoscere quali elementi nutritivi erano presenti, e le foglie, per individuare eventuali carenze.

"Ci siamo rivolti a Cifo perché avevamo dei problemi sia con i nostri rossi che con i bianchi. Nello specifico i rossi, ed in particolare il Carmenere, erano scarichi di colore e mancavano di struttura. Mentre sui bianchi, ed in particolare su Glera e Pinot grigio, avevamo un problema di acinellatura e grappolo eccessivamente serrato", ci racconta Sartor, che incontriamo in una delle vigne dell'azienda Vi.V.O. agricola, meglio conosciuta come Vigna Dogarina. Ben 87 ettari di vigneto, per il 70% a vitigni bianchi, dove il prodotto di punta è rappresentato dal Prosecco.
 


La nutrizione per un Prosecco al top

Glera è un vitigno piuttosto rustico, che dà buone produzioni anche in ambienti sfavorevoli e per questo fu introdotto sulle colline di Valdobbiadene, dove era difficile coltivare altro. Ha tuttavia alcune problematiche intrinseche, come la tendenza ad avere un grappolo serrato, difficilmente difendibile nei confronti della botrite, che può anche andare incontro al cracking e allo sviluppo di marciume acido. Inoltre nel Glera è comune il fenomeno dell'acinellatura, la tendenza cioè degli acini a rimanere di piccole dimensioni e di non maturare.

Oltre ad un piano di concimazione base, "sui vitigni a bacca bianca abbiamo usato Sinerveg, un prodotto biostimolante derivante dal legno che dà una forte spinta al metabolismo della pianta", spiegano i tecnici Cifo Alberto Marconi e Mirko D'Angelo. "Usando il prodotto durante la fase di distensione del grappolo abbiamo ottenuto un allungamento del rachide. Fatto invece in post fioritura abbiamo evitato l'acinellatura, favorendo lo sviluppo e la maturazione degli acini".

Sinerveg è un biostimolante di origine naturale ottenuto dal legno tramite un innovativo processo industriale. Grazie alla presenza di estratti lignocellulosici, Sinerveg sostiene lo sviluppo vegetativo delle viti, rafforza l'apparato radicale e accelera la fioritura.

Il trattamento con Sinerveg ha permesso di ottenere su Glera un grappolo più spargolo
Il trattamento con Sinerveg ha permesso di ottenere su Glera un grappolo più spargolo


Rossi spenti se mancano i micronutrienti

Sui rossi e in particolare sul Carmenere, Sartor lamentava invece grappoli scarichi di colore e con poca struttura. "Dalle analisi del terreno e delle foglie sono emerse delle carenze di micronutrienti. Siamo intervenuti dunque con Actisel, un concime a base di magnesio, manganese, zinco e zolfo, per aumentare il potere fotosintetico della pianta", racconta Marconi.

Actisel è un concime biologico in polvere ad elevata purezza e solubilità, che migliora i livelli produttivi e la qualità delle bacche. Inoltre agisce efficacemente contro il disseccamento del rachide della vite.

"Successivamente abbiamo impiegato anche il Tech 9-16-24 per dare una costante idratazione alla pianta. E in post allegagione abbiamo usato il Calcisan Green, un prodotto a base di calcio e magnesio, organicato con la nostra alga Macrocystis, proprio per andare ad ovviare alle rotture meccaniche dovute all'ingrassamento della bacca durante le piogge".

Grazie ai micronutrienti somministrati, il Carmenere è stato in grado di esprimere uve più cariche di colore e corpose
Grazie ai micronutrienti somministrati, il Carmenere è stato in grado di esprimere uve più cariche di colore e corpose

Tech 9-16-24 è formulato con tecnologia TE.CO. (Terpenic Compounds), grazie alla quale gli elementi nutritivi risultano più protetti da fenomeni di retrogradazione e lisciviazione. Inoltre i terpeni favoriscono la rapida assimilazione dei nutrienti.

In Calcisan Green invece il calcio e il magnesio sono "complessati" da specifici polisaccaridi (alginati) contenuti naturalmente negli estratti di alga Macrocystis Integrifolia, che apporta alle viti anche preziosi nutrienti.

Dopo la vendemmia, sia sui vitigni bianchi che rossi, è stato impiegato Top NP 7-14, un concime pellettato che aumenta le sostanze di riserva nella marza e nei tralci garantendo un'ottima ripartenza alla ripresa vegetativa l'anno successivo.


Io mi fido di Cifo

"Abbiamo seguito i consigli nutrizionali nell'annata 2020 e abbiamo ottenuto ottimi risultati, sia sui bianchi che sui rossi. E anche in questo 2021 abbiamo continuato la collaborazione con Cifo", conclude Sartor. "Ho apprezzato la consulenza dei tecnici perché ti seguono passo passo durante tutte le fasi fenologiche della pianta, indicando i prodotti necessari ad un ottimale sviluppo delle uve. Per questo io mi fido di Cifo".

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Fonte: Agronotizie

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