IlsaC-ON, 10 e lode!

Dieci anni di prove su vite da vino sanciscono il netto aumento dei gradi Brix alla vendemmia

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IlsaC-ON è ammesso in agricoltura biologica (Foto di archivio)
Fonte foto: © Narin Sapaisarn - Fotolia

Ilsa festeggia dieci anni di prove di sviluppo in campo del padre dei suoi biostimolanti, IlsaC-ON, completamente vegetale. Ottenuto a partire da una materia prima altamente selezionata (tessuti di piante della famiglia delle Fabaceae) e da un innovativo processo tecnologico (idrolisi enzimatica, Processo Fceh®, esclusivo di Ilsa), è un biostimolante unico, un vero gioiello di Ilsa.

Talmente unico che per dargli una connotazione adeguata fu necessario richiedere l'inserimento in legge di una nuova categoria di "biostimolanti". Infatti, una volta messo a punto nel 2001 e dopo più di dieci anni di sperimentazione in collaborazione con differenti Università e Centri di Ricerca, nel 2013 fu aggiunta la denominazione "idrolizzato enzimatico di Fabaceae" all'interno dell'Allegato 6, punto 4.1 del D.Lgs 2010.

E' un biostimolante che si caratterizza, oltre che per il contenuto di amminoacidi completamente di origine vegetale, per la presenza di triacontanolo naturale, un alcol a lunga catena di atomi di carbonio che, solo nella forma naturale, esercita sulle piante la sua azione ormono-similare e di attivazione enzimatica. E solo con un processo "dolce" come l'idrolisi enzimatica è possibile estrarre efficacemente questo ormone naturale, vitamine, polifenoli e altri composti biostimolanti dalle Fabaceae (che ne sono ricchissime), a differenza di altri metodi di estrazione più aggressivi, che invece li distruggono completamente.

A partire dal 2011, IlsaC-ON è stato impiegato in una serie innumerevole di campi, da Nord a Sud dell'Italia, per dimostrare a tutti la sua efficacia su differenti colture e in particolare su vite da vino. L'attività di studio di questo formulato non si è mai fermata, in virtù di collaborazioni ancora in opera con la fondazione E. Mach di San Michele All'Adige, il Crea di Gorizia e altri importanti centri di ricerca del settore vitivinicolo.


I risultati ottenuti

Dal 2011 al 2020, IlsaC-ON è stato applicato su diversi vitigni italiani, Pinot Grigio e Nero, Nebbiolo, Dolcetto, Barbera, Corvina, Croatina, Glera, Garganega e poi, spostandoci verso il Centro-Sud, Lambrusco, Sangiovese, Montepulciano, Falanghina, Primitivo, non tralasciando i vitigni caratteristici delle due isole principali, come ad esempio Cannonau e Nero d'Avola.

In tutte le prove effettuate, opportunamente documentate e disponibili sul sito www.Ilsagroup.com, IlsaC-ON ha sempre favorito un netto aumento del contenuto zuccherino alla vendemmia, anche per le varietà a bacca bianca o comunque, varietà in cui le condizioni pedoclimatiche limitavano la regolare maturazione delle uve. E dieci anni non sono pochi se pensiamo all'enorme variabilità climatica che si è verificata in questo arco temporale, in cui si sono intervallate annate calde e siccitose a stagioni piovose e con temperature primaverili inferiori alla media.

Applicato in differenti fasi del ciclo della vite, IlsaC-ON ha diversi effetti positivi, tutti molto importanti. Nelle prime fasi di germogliamento (da germogli di 10-15 cm), favorisce il rinverdimento dei tessuti, lo sviluppo vegetativo, l'efficienza fotosintetica e l'assorbimento di macro e microelementi essenziali per evitare carenze nutrizionali. In fase di formazione del rachide favorisce il suo allungamento (fondamentale per le varietà a grappolo troppo "chiuso") e stimola positivamente le fasi di fioritura e allegagione, portando a un aumento della resa per ettaro.

Grafico sui campi demo Ilsa

Ma il meglio di sé questo biostimolante lo dà in post allegagione, a partire dalla fase di "acino pepe". Applicato per via fogliare a dosi di 150-200 grammi ogni 100 litri di acqua, per almeno 3-4 interventi ogni 14 giorni, IlsaC-ON stimola la formazione di zuccheri, polifenoli e altri importanti metaboliti che, con la maturazione, vengono trasferiti nei grappoli. Inoltre, grazie all'attivazione dell'enzima Pal (Fenilalanina Ammoniaca Liasi), favorisce una migliore e uniforme conformazione dei grappoli e un recupero più veloce da situazioni di stress in fase di maturazione o dopo eventi atmosferici sfavorevoli.

L'attivazione di questo enzima, soprattutto in fase di maturazione, quando la vite va spesso in stress idrico, consente una maggiore concentrazione di polifenoli nel prodotto finale. Altro effetto importante dell'applicazione durante lo sviluppo degli acini è l'aumento di spessore della buccia che, da un lato, consente una maggiore shelf life e resistenza a marciumi, dall'altro, la maggiore presenza di antociani, flavonoidi, resveratrolo e altri composti "nobili" del vino, presenti principalmente proprio in vinaccioli e buccia.
 
Vite - uva nera
Dettaglio di un vigneto di Montepulciano d'Abruzzo: su questa varietà, IlsaC-ON è stato applicato per quattro anni consecutivi (dal 2015 al 2018), in diverse località della provincia di Chieti e di Pescara, con risultati univoci sull'aumento del grado zuccherino e del contenuto di polifenoli rispetto ad altri competitors e testimoni non trattati

In dieci anni di esperienze in campo, non solo con prove ufficiali documentate ma soprattutto con le testimonianze dei tanti viticoltori che lo usano regolarmente, IlsaC-ON ha sempre garantito risultati in termini di aumento dell'indice di maturazione tecnologica (rapporto zuccheri/acidi), dovuto essenzialmente all'innalzamento del tenore zuccherino senza provocare un accumulo eccessivo di K+ nell'uva e quindi, un'eccessiva variazione del pH e dell'acidità, fattori che potrebbero causare problemi durante la fermentazione del mosto.


E' tutto? Ancora no

La materia prima naturale e il processo di idrolisi enzimatica da cui viene ottenuto rendono il prodotto assolutamente stabile e miscibile con qualsiasi formulato commerciale. Anche con prodotti a base di rame e/o zolfo, dato che IlsaC-ON è ammesso in agricoltura biologica, non solo in Italia ma anche per il Regolamento europeo 889/2009 e la normativa americana Usda-Nop. L'inclusione nella lista di FiBL International, infine, consente il suo uso anche in agricoltura biodinamica.